Diritto al riposo, gli infermieri: “Sanzionateci tutti”

La richiesta è chiara: il riposo è un diritto. E le 11 ore di riposo non possono essere sospese in caso di reperibilità
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I lavoratori dell’azienda ospedaliera di Torrette (An) in assemblea

ROMA – Una settantina di dipendenti (su 90 in totale) si sono riuniti in assemblea con il Nursind di Ancona, per decidere il da farsi dopo il caso dell’infermiere sanzionato per il diritto al riposo. Ho visto un gruppo assolutamente determinato – dice Giuseppino Conti del Nursind di Ancona -. Tutti ci hanno dato mandato di andare avanti fino in fondo. Subito manderemo una lettera, a firma di tutti i dipendenti, alla direzione provinciale del lavoro. Poi scriveremo al ministro e al governatore della regione. E se servirà siamo pronti allo sciopero.

La richiesta è chiara: il riposo è un diritto. E le 11 ore di riposo non possono essere sospese in caso di reperibilità. Pena il rischio clinico e la salute stessa dei lavoratori. Non è un caso che dal blocco operatorio, secondo il sindacalista, stiano scappando tutti. Il 50% dei dipendenti – dice Conti – ha fatto domanda di mobilità in uscita e gli infermieri chiamati in mobilità in entrata l’hanno rifiutata. Infatti, l’azienda si è vista costretta a bandire un avviso pubblico per la mobilità per sei unità infermieristiche. Un avviso pubblico giudicato da tutti i dipendenti molto offensivo. Oltretutto con una graduatoria ancora valida.

Gli infermieri non ci stanno e sono pronti allo sciopero.

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