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Camerun, il lago invaso dalla Salvinia: ci pensa l’ong

Fino a oggi i residenti hanno combattuto contro la Salvinia molesta a mani nude, sradicando la pianta. Ma secondo una ong ambientalista locale esiste una soluzione piu' efficace.
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ROMA – Una felce acquatica giunta nel 2016 dal Brasile si sta riproducendo a un ritmo vertiginoso nel lago Ossa, nel Camerun sud-occidentale. La Salvinia molesta – questo il nome della pianta – ha gia’ ricoperto circa un quarto della superficie del lago, e cosi’ scienziati e ambientalisti temono per la sopravvivenza della fauna e della flora di questa riserva naturale, famosa per la presenza dei lamantini, mammiferi acquatici di grandi dimensioni. Dal lago pero’ dipende anche l’economia della regione, basata prevalentemente sulla pesca. Ma da quando i venti e gli uccelli migratori hanno trasportato questa felce acquatica, i pescatori hanno perso l’80 per cento dei loro prodotti ittici.

Fino a oggi i residenti hanno combattuto contro la Salvinia molesta a mani nude, sradicando la pianta. Ma secondo la African Marine Mammal Conservation Organization (Amcco), una ong ambientalista locale, esiste una soluzione piu’ efficace. “Ogni dieci giorni la Salvinia raddoppia le proprie piante, quindi la sua proliferazione non puo’ essere limitata attraverso lo sradicamento manuale” ha spiegato la direttrice di Amcco, Aristide Takoukam Kamla. “Ecco perche’ abbiamo inserito il controllo biologico. Si tratta di un sistema che richiede un po’ di tempo ma e’ molto piu’ efficace: consiste nell’inserire un insetto che si nutre specificamente della Salvinia molesta. È un nemico naturale della felce”. Come riferisce il portale Africa News, l’ong e’ in attesa del via libera del governo per l’introduzione degli insetti, dopodiche’ la sopravvivenza dei lamantini e dei pescatori della zona dovrebbe essere assicurata.

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