Brasile, incendio distrugge il museo nazionale di Rio de Janeiro

Nessun ferito pertanto, ma le perdite in termini di patrimonio artistico sono incalcolabili
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ROMA – “E’ un giorno tragico per il Brasile”: con queste parole il presidente Michel Temer ha commentato la distruzione del Museo nazionale di Rio de Janeiro, distrutto ieri da un gigantesco incendio. Le fiamme hanno iniziato a propagarsi tra i saloni della struttura alle 19.30 ora locale, quando ormai i visitatori e lo staff erano andati via. Nessun ferito pertanto, ma le perdite in termini di patrimonio artistico sono incalcolabili: “Duecento anni di lavoro, ricerca e conoscenza sono andati perduti”, ha proseguito il presidente Temer.

L’incendio, di cui ancora non si conoscono le cause, si è propagato molto in fretta tra le centinaia di sale dell’edificio, vasto 13mila metri quadrati, per via dei vari materiali infiammabili dei circa 20 milioni di reperti contenuti al suo interno. I vigili del fuoco hanno impiegato tre ore per domarlo.

Secondo il vicedirettore del museo, Luiz Fernando Dias Duarte, “tutti gli archivi storici, conservati nei piani intermedi dell’edificio, sono stati completamente distrutti”. Quindi ai giornalisti ha detto di provare “un profondo senso di sconforto” e “un’immensa rabbia”, lamentando la “mancanza di attenzioni” da parte delle istituzioni per il prezioso polo museale.

Sentimenti condivisi anche da ricercatori, studiosi e docenti dell’Università federale di Rio de Janeiro, a cui il museo era affiliato, e che hanno proposto una manifestazione davanti a ciò che resta del Museo per protestare contro i tagli del governo ai fondi per l’istituzione.

Il Museo nazionale di Rio, come si legge sul sito web, conservava tra le altre cose una collezione egizia e una di epoca greco-romana, quindi reperti di paleontologia tra cui lo scheletro di un dinosauro rinvenuto nella regione di Minas Gerais e il più antico fossile umano scoperto in Brasile, noto con il nome di “Luzia”. Viene inoltre considerato uno dei più grandi musei per le scienze naturali e di antropologia dell’America Latina.

Anche l’edificio era un simbolo del patrimonio culturale brasiliano: risalente al 1818, e’ stato residenza ufficiale della famiglia reale portoghese prima, e di quella imperiale brasiliana poi. Nel 1892 la decisione di convertirlo in museo.

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