Bologna, donna incinta avvelenata non con soda caustica: il fidanzato ha usato prodotto per lavastoviglie

L'uomo, che non aveva mai manifestato segni di squilibrio ed era in buoni rapporti con la compagna, pensava da tempo di compiere il gesto
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AmbulanzaBOLOGNA – Per avvelenare la compagna, giunta all’ottavo mese di gravidanza, non avrebbe usato la soda caustica ma, probabilmente, un prodotto per lavastoviglie. E potrebbe averlo fatto perché la gravidanza della donna lo aveva gettato in uno stato di angoscia profonda, e perché temeva che il nascituro potesse avere problemi di salute. Queste, a quanto si apprende, potrebbero essere le ragioni che hanno spinto l’uomo, dipendente del Comune di Valsamoggia, in provincia di Bologna, a versare nella bevanda della compagna, ricoverata da martedì in gravi condizioni all’Ospedale Maggiore, la sostanza tossica, anche se il procuratore aggiunto Valter Giovannini dichiara che “il movente non è ancora chiaro”, aggiungendo che “la Procura non intende fornire ulteriori dettagli per rispetto della donna e del figlio che ha in grembo”.

In ogni caso, l’uomo, che non aveva mai manifestato segni di squilibrio ed era in buoni rapporti con la compagna, pensava da tempo di compiere il gesto. La Procura, al momento, gli contesta il reato di “lesioni gravissime”. Domani è previsto un nuovo interrogatorio per valutare meglio le sue condizioni psicologiche, e il pm Giuseppe Di Giorgio chiederà al gip la convalida della custodia cautelare in carcere. Intanto sul tema delle recenti aggressioni alle donne, oggi è intervenuta anche la presidente della Camera Laura Boldrini: dopo aver esposto dal suo studio di Montecitorio un drappo rosso in segno di solidarietà verso le vittime, ha inviato “un messaggio agli uomini consapevoli, che provano orrore di fronte ai femminicidi”, dicendo loro: “Non lasciateci sole, dobbiamo unire le forze per proteggere le nostre ragazze”. Ai “violenti”, invece, Boldrini manda a dire: “Rassegnatevi, perché noi donne non rinunceremo mai ai nostri diritti e alla libertà”.

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