Comune Bologna scrive a Pratello R’esiste: “Sulla festa ripensateci”

Gli organizzatori hanno dato forfait, lamentando troppi oneri e troppe richieste da parte del Comune per la storica festa del 25 aprile
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BOLOGNA – “Sorpresi e amareggiati” dalla decisione di Pratello R’esiste di cancellare la festa del 25 aprile, disposti ad andare incontro al comitato per l’assicurazione su piazza San Francesco e a vedersi per far ripartire l’organizzazione. Ma anche sicuri di aver fatto le scelte giuste, sulle quali non si arretra, per evitare il degrado che si è visto negli anni scorsi. E soprattutto convinti di non aver mai “snobbato o boicottato” la festa. Così, l’assessore comunale all’Economia e alla Promozione della Città a Bologna, Matteo Lepore, e il presidente del quartiere Porto-Saragozza, Lorenzo Cipriani, rispondono con una lettera al Comitato Pratello R’esiste 2017. Una replica a quella arrivata a Palazzo D’Accursio e al quartiere venerdì scorso da Paola Marzadori, che di fatto ha cancellato la manifestazione che da anni si svolge in via del Pratello per la festa della Liberazione. Assessore e presidente, in pratica, chiedono al comitato di ripensarci e di organizzare la festa, ma mettono i puntini sulle ‘i’. Già dal primo incontro del 14 febbraio e da quelli successivi, chiariscono Lepore e Cipriani, il Comune “ha sempre espresso la stessa posizione”. Cioè “favorevoli ad aiutarvi nell’organizzazione, perché teniamo che l’evento si svolga”. Questo perché la Festa della Liberazione “è un momento di fondamentale importanza per la nostra città, Medaglia d’Oro per la Resistenza”, e quel giorno saranno tanti gli eventi. Quindi, il Comune è pronto a stare al fianco del comitato per garantire la migliore riuscita dell’iniziativa. Tuttavia, dopo i problemi degli anni scorsi, Palazzo D’Accursio ha “espresso la ferma volontà di favorire gli eventi” ma di “depotenziare gli elementi che, anche nella scorsa edizione, hanno portato a situazioni di degrado che sono state evidenti ai residenti e ampiamente riportate dagli organi di informazione”.

Matteo Lepore

L’amministrazione ha quindi accolto una serie di proposte e dato concessioni. Per esempio ha accettato la proposta del comitato di organizzare eventi in piazza San Francesco, “pur consapevole dei rischi, in una piazza da poco restaurata e restituita alla città”. Inoltre, ha dato il via libera ai tre punti di somministrazione di cibo e bevande, concesso il patrocinio del Quartiere all’evento (“di fatto assumendoci insieme a voi la responsabilità dell’iniziativa”, precisano Lepore e Cipriani), concesso l’esenzione del pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico. E ancora, accettato la proposta di un altro evento a corollario il 21 aprile e predisposto le delibere per traffico e sosta necessarie a rendere completamente pedonale via del Pratello. Tutte decisioni, rimarcano assessore e presidente del quartiere, che sono agli atti della conferenza organizzativa dell’evento, con vigili ed Hera. Quanto alle richieste su sicurezza e all’antiterrorismo della Questura, riguardano tutti gli eventi che si svolgeranno a Bologna e a cui tutti devono sottostare, a partire dal Comune. Visto che il comitato ha puntato il dito sull’assicurazione da circa un milione di euro per Piazza San Francesco, premettendo che “è un atto dovuto”, soprattutto dopo i lavori, Lepore e Cipriani si dicono “disponibili a venirvi incontro se il pagamento del premio fosse un ostacolo”. Però, le misure per dare un orario di chiusura alla festa, per creare un deflusso ordinato del pubblico, e per permettere ad Hera di pulire la piazza e via del Pratello in un orario “compatibile con le esigenze di chi la mattina dopo dovrà andare a lavorare”, queste, “sono di competenza del Comune”, chiudono il discorsi Cipriani e Lepore.

Insomma, ribadendo la “nostra valutazione assolutamente positiva nei confronti dell’evento del 25 aprile”, assessore e presidente del quartiere confermano “la nostra amarezza qualora, per vostra scelta, decidiate di non organizzarlo”. Allo stesso tempo però respingono “l’accusa di ‘snobbare o peggio boicottare una realtà radicata e conciliante come quella del Pratello R’Esiste’, perché abbiamo dimostrato proprio il contrario non solo con le parole ma soprattutto con atti amministrativi”. La porta resta aperta per un incontro “per affrontare insieme le problematiche di una bellissima Festa che attira ogni anno migliaia di persone. Un’iniziativa per altro già autorizzata formalmente dal quartiere”.

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