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Un milione e 165 stabilizzazioni, la sanità della Romagna lancia la sfida alle liste di attesa

Un milione di euro per fare fronte alle
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medici sanitàUn milione di euro per fare fronte alle liste d’attesa e un piano assunzioni per garantire servizi e la loro qualità, a cui si aggiunge la stabilizzazione di 165 figure professionali precarie da 3-4 anni. Sono due delle prime azioni messe in campo dal neo direttore generale dell’Ausl Romagna, Marcello Tonini, che oggi alla stampa presenta il nuovo direttore sanitario, Giorgio Guerra, e quello amministrativo, Franco Falcini. Proprio quest’ultimo spiega che sul fronte del contenimento delle liste d’attesa, con risorse aggiuntive di un milione di euro, si potenzierà l’offerta di prestazioni attraverso la richiesta ai dirigenti medici di attività aggiuntiva fuori dall’orario di lavoro; l’acquisizione di sei professionisti per le branche più a rischio: endocrinologia, ortopedia, oculistica fisiatra, pneumologia, gastroenterologia; il ricorso al privato accreditato.

Il piano delle assunzioni, prosegue, si articola invece su più step: verrà coperto il 25% del turnover assumendo figure sanitarie, prediligendo i servizi di emergenza-urgenza, le funzioni hub, le unità operative di tipo intensivo e semi intensivo. Ci saranno assunzioni mirate per i nuovi servizi, come il Dea di Ravenna e di Rimini. Ancora. Per fare fronte alle criticità maggiori sono in via di assunzione 60 figure, tra infermieri, ostetriche e operatori socio-sanitari.

Come da tradizione per il periodo estivo verranno assunti 15 medici, 43 infermieri, tre ostetriche, tre operatori socio-sanitari e 13 autisti di ambulanze, oltre a 67 infermieri e 9 oss e tre ostetriche in vista delle ferie.  Alla Regione è stato inoltre chiesto l’avvio della selezione per 10 incarichi di direzione attualmente vacanti. Infine  verranno stabilizzate 165 figure professionali, un’ottantina entro giugno, il resto entro la fine dell’anno.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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