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Lavinia Montebove, la giudice si astiene sulla messa alla prova della maestra imputata

Lavinia uscì dall'asilo nido senza che nessuno se ne accorgesse e finì sotto una macchina

Pubblicato:02-10-2023 13:56
Ultimo aggiornamento:02-10-2023 17:47
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presidio lavinia montebove
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ROMA – Non mancano, ancora una volta, i colpi di scena sul caso della piccola Lavinia Montebove, investita all’asilo e da allora in stato vegetativo. La giudice Eleonora Panzironi nell’udienza conclusa da pochi minuti ha letto l’ordinanza con cui ha chiesto di astenersi dalla decisione sulla messa alla prova chiesta dalla maestra imputata, Francesca Rocca, oggi assente in aula per malattia. L’imputata aveva richiesto questo istituto alternativo per il reato ascrittole di lesioni colpose e non più di abbandono di minore nei riguardi della piccola Lavinia Montebove.

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Tra le motivazioni addotte dalla giudice il fatto che la richiesta non la vedrebbe sufficientemente imparziale nel giudizio arrivando alla fine di un’istruttoria e di un impianto probatorio. A fronte di questo ha chiesto al presidente del Tribunale di Velletri di essere sollevata dal dover decidere “per una questione di opportunità. La valutazione del giudice- ha letto- sarebbe frutto dell’impianto probatorio e istruttorio ormai concluso”, compreso il parere espresso sul risarcimento del danno. Una decisione che non ha spiazzato la difesa della maestra imputata, l’avvocata Anna Scifoni, e che per i genitori di Lavinia rappresenta un ennesimo slittamento della sentenza mentre sempre attraverso la difesa la maestra imputata in una dichiarazione scritta fa sapere che si renderebbe disponibile per assistere la bambina ormai gravemente disabile.


L’udienza fissata per conoscere il provvedimento del presidente del Tribunale di Velletri sull’astensione della giudice è fissata per il 16 ottobre e questo slittamento non incide sul rischio di prescrizione. L’avvocata dei genitori di Lavinia nell’udienza aveva sollevato una questione proprio sull’ammissibilità della messa alla prova in questo caso, ma la giudice è andata avanti.

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Siamo stanchi- ha detto Lara Liotta, mamma della piccola– e sull’offerta della maestra di accudire Lavinia non possiamo che esprimere parere negativo. Lavinia ha bisogno di persone umane e professionali e lei ha dimostrato di non esserlo“.

“Noi abbiamo cercato di sollecitare una decisione pregiudiziale oggi- ha spiegato Cristina Spagnolo, legale della famiglia Montebove- in merito alla decisione di una messa alla prova parziale per la maestra imputata a carico della quale ricordo abbiamo due imputazioni a carico: una di lesioni colpose gravissime per Lavinia e l’altra per abbandono di minore della classe” e la giurisprudenza in materia eccepirebbe la possibilità di accedere a una messa alla prova parziale avendo due capi di imputazioni.

Per l’investitrice invece imputata di lesioni gravissime il procedimento va avanti in modo ordinario. “Noi chiedevamo si esprimesse sull’inammissibilità della messa alla prova parziale”, ha aggiunto l’avvocata di parte il civile. Anche il pubblico ministero in aula aveva sollevato una decisione sulle questioni pregiudiziali, ma la giudice ha ritenuto di non essere abbastanza imparziale nemmeno su quelle ed e’ andata avanti leggendo la sua ordinanza.

“La decisione della giudice non ci ha spiazzati- ha risposto alla Dire l’avvocata della maestra Francesca Rocca imputata, Anna Scifoni- l’istruttoria è molto avanti e sull’astensione lei ha ragione. Aveva preso posizione sul risarcimento. La signora Rocca si e’ detta disponibile per l’assistenza a Lavinia- ha confermato- e sul programma di messa alla prova e’ stata accolta dal comune di Lanuvio” e si attende lo specifico ogramma. Sul risarcimento Scifoni ha voluto segnalare che “l’assicurazione ha fatto una richiesta di regresso alla mia cliente che e’ debitrice di oltre 2 milioni di euro”.

Finita l’udienza è calato un silenzio fortissimo nell’aula che quest’oggi aveva lasciato porte aperte al sit in organizzato dal Comitato Giustizia per Lavinia. Magliette bianche con cuore rosso che per la prima volta hanno assistito all’udienza e che attendevano con ansia una decisione.

lavinia montebove sit in maglietta antuori

Fuori dal Tribunale è rimasto lo striscione della scuola di danza dove va il fratellino di Lavinia l’Academy School di Velletri, la maglietta dello scalatore Davide Antuoni che ogni vetta raggiunta dal monte Bianco al monte Rosa l’ha dedicata a Lavinia e amici e familiari di papà Montebove venuti anche da Chiusi. C’è chi ha preso ferie, chi aspettava di commentare una decisione e invece ancora una volta l’appuntamento con la giustizia è rimandato.

Erminia Marra, fondatrice del Comitato per Lavinia, ha ricordato la ragione per cui era importante esserci; “Avere una sentenza e dare vicinanza alla famiglia” che però dovrà aspettare ancora.

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