Messico, città ‘protetta’ per i migranti deportati

Città del Messico per prima cosa ha aperto uno sportello di aiuto all'aeroporto. E si sta attivando per trovare un lavoro a chi viene rimpatriato
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ROMA – Sei mesi di sussidi e l’aiuto, in collaborazione con le imprese locali, a trovare un lavoro: sono alcuni dei servizi attivati a Città del Messico, “ciudad sanctuario” che protegge e tutela i migranti deportati dagli Stati Uniti. Ad avviare i programmi è stato il governatore della capitale, Miguel Angel Mancera. Il primo passo è stata l’apertura di uno sportello di aiuto all’aeroporto. Il secondo l’attivazione dei sussidi, per 2.264 pesos al mese, l’equivalente di 114 dollari statunitensi.

Il Comune, del resto, sta trattando con le imprese locali un pacchetto di 2.500 posti di lavoro da offrire ai connazionali rimpatriati. Il progetto è stato inaugurato dopo l’ingresso alla Casa Bianca di Donald Trump. Il nuovo presidente degli Stati Uniti ha annunciato una stretta nei confronti dei migranti nonostante già con Barack Obama le deportazioni abbiano raggiunto la quota record di due milioni e mezzo.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

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