Pompei fa invecchiare gli archeologi. A Bologna una mostra fotografica sugli scavi

La mostra fotografica inaugura domani a Casa Saraceni a Bologna
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BOLOGNA –  Una mostra per raccontare Pompei e il lavoro degli archeologi dell’Alma mater che ogni giorno sono alle prese con gli scavi. Le luci, le rovine, la pioggia o il caldo, i diversi punti di vista. Ma anche i volti degli archeologi ‘invecchiati’ ad hoc per farli assomigliare alle rovine martoriate dal tempo.  Si chiama Pompei Intra Extra ed è promossa dall’Università di Bologna in collaborazione con la Fondazione Carisbo e in accordo con la Soprintendenza di Pompei: gli scatti, del fotografo Pierluigi Giorgi, saranno esposti a Casa Saraceni (in via Farini 15). L’inaugurazione è domani alle 18. Cosa c’è negli scatti? Il fascino millenario dell’antica città, il lavoro degli archeologi e, oltre i confini delle rovine, i luoghi e le persone che ci sono oggi vicino a Pompei, nella quotidianità e nella confusione di ogni giorno.  Il titolo della mostra, Pompei Intra Extra, nasconde la convinzione che, una volta che Pompei entra nel cuore, non solo ci resta ma si sprigiona all’esterno attraverso gli occhi di chi c’è stato.

La mostra fotografica nasce per raccontare il lavoro portato avanti dall’Alma Mater nell’ambito del Piano della Conoscenza di Pompei (un progetto innovativo che si propone di analizzare e documentare tutta la città antica), avviato nel 2015 all’interno del Grande Progetto Pompei, diretto dalla Soprintendenza e finanziato con fondi europei e nazionali. “Gli archeologi al lavoro tra le vie e le case di Pompei– spiega il direttore del progetto per l’Università di Bologna Giuseppe Sassatelli- vivono ogni giorno il fascino di una nuova scoperta in una città ammaliante che cambia continuamente con il variare della luce e delle stagioni. Lavorare a Pompei significa però anche immergersi nel flusso moderno del traffico e della vita che ancora scorre fuori dall’area archeologica. Infine Pompei entra e resta un poco dentro il cuore dei protagonisti di questa piccola avventura e si riflette non solo nella loro esperienza ma forse anche nei loro sguardi. A questo vuole alludere il titolo. Gli archeologi devono vivere dentro Pompei ma anche fuori dai confini dello scavo”.

Il racconto del fotografo Giorgi si snoda per punti di vista, tanto interni all’area archeologica che esterni e aperti al territorio circostante. Nella raccolta ci sono anche i ritratti di alcuni dei giovani protagonisti che sono stati ‘invecchiati‘ artificialmente per far risaltare anche sui loro volti il degrado del tempo che affligge le strutture archeologiche, concludono la raccolta di immagini, a cui segue un filmato prodotto per l’occasione dal FrameLab Alma Mater.

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