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Minori, associazione Finalmente liberi: “Prassi di ascolto non virtuose”

bambino pixabay
L'avvocata Cristina Franceschini in audizione in commissione Giustizia della Camera riferisce di bambini ascoltati da soli, senza possibilità di accesso alle videoregistrazioni
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ROMA – “Uno dei temi su cui bisogna migliorare con gli interventi legislativi in cantiere è quello dell’ascolto del minore in Tribunale”. Lo sottolinea Cristina Franceschini, presidente dell’associazione “Finalmente liberi”, in audizione in commissione Giustizia della Camera in merito alle proposte di legge sulle modifiche al codice civile e alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di affidamento dei minori.

L’avvocata osserva che si parla di “prassi virtuose che tanto virtuose non sono”, portando come esempio casi in cui durante le udienze fissate per ascoltare gli operatori dei servizi sociali e della comunità “gli avvocati sono stati invitati a uscire”.

Inoltre, osserva la presidente, “ci sono Tribunali che hanno inaugurato splendide stanze di ascolto, ma il bambino viene ascoltato nella stanza del Giudice senza alcuna possibilità di accedere a delle videoregistrazioni. E quando cerchiamo di avere informazioni nei verbali di udienza non sono riportate le domande che sono state poste, ma solo le risposte”, conclude.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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