Sanità

Mauro Bozzola: “Input nelle pubblicità aumentano rischio diabete”

NAPOLI – “L’aumento del rischio di diabete è principalmente legato agli input pubblicitari. Qualsiasi bambino, succube delle pubblicità, fa continue richieste di snack e bibite e, se non producono adeguata insulina, possono doverla assumere per bilanciare gli effetti negativi di un’alimentazione ricca di zuccheri”. A spiegarlo all’agenzia Dire è Mauro Bozzola, docente di pediatria dell’Università di Pavia, intervenuto a Napoli al 73esimo congresso della Società Italiana di Pediatria.

In Italia, 5mila adolescenti hanno un diabete di tipo 1 ma oltre uno su due non rispetta la terapia, con il rischio che l’emulazione dei comportamenti dei coetanei comporti un aggravarsi della condizione del ragazzo. “E’ compito di noi medici – assicura Bozzola – dare agli adolescenti indirizzi rispetto a una corretta educazione alimentare. Questo non significa impedire ai ragazzi di frequentare i propri coetanei, anche nel caso in cui si pratichino attività sportive. Lo sport è importante, spetta a noi medici indicare loro come evitare crisi ipoglicemiche che causano problemi non solo immediati ma anche nel lungo periodo”.

In questo caso, il ruolo dei social network e dei sistemi di comunicazione più in voga tra gli adolescenti può essere un bene più che un limite o un forte rischio “possono rientrare – dice il pediatra – nell’ambito degli strumenti educativi riservati ai ragazzi diabetici, così come la scuola e lo sport. L’aspetto fondamentale è che chi sta intorno a un bambino diabetico sia educato a comprendere quando si ha una ipoglicemia, penso anche a quegli insegnanti che trascorrono molto tempo con i ragazzi. Con le giuste precauzioni, insegnando ai ragazzi quando prendere l’insulina, ad esempio, i diabetici possono fare le stesse cose dei propri coetanei senza rinunciare a nulla”.

31 maggio 2017
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