Ema, Gentiloni: “La partita non è chiusa”

ROMA – “Dobbiamo provarci”, dice il premier Paolo Gentiloni a Uno Mattina a proposito del ricorso italiano per l’aggiudicazione della sede dell’agenzia europea per il farmaco.

“L’Ema e’importantissima, c’e’ stata una gara tra 27 paesi e due paesi sono arrivati primi. Noi abbiamo fatto un figurone e anche la diplomazia italiana ha fatto un figurone. Poi c’e’ stato un sorteggio e abbiamo perso al sorteggio. E’ emerso negli ultimi giorni che forse ci sono state informazioni incomplete nella documentazione” presentata dagli olandesi.

“La partita- dice Gentiloni- non e’ chiusa: tuttavia non dobbiamo farci illusioni che sia facile riaprirla, perche’ ci sono state procedure che in qualche modo sono state seguite”.

MARONI: E’ QUESTIONE POLITICA AL 99% E GIURISDIZIONALE ALL’1%

“Sono preoccupato perché l’Agenzia del Farmaco è fondamentale per la tutela della salute dei cittadini e sapere che da marzo la sede non sarà pronta significa mettere a rischio la salute di tutti i cittadini, non solo quelli di Amsterdam”.

Roberto Maroni, governatore della regione Lombardia, commenta ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ la notizia secondo la quale Amsterdam non sarebbe pronta per accogliere la sede dell’Agenzia Europea del Farmaco e spiega: “Quando ci si accorge di aver fatto un errore, pur nel rispetto delle procedure, bisogna intervenire. Può farlo il Parlamento Europeo e la Commissione. Bisognerebbe riprendere in mano il dossier; a novembre c’era il rischio che Amsterdam non fosse pronta ora c’è la certezza. Io non faccio tanto affidamento sulla Corte di Giustizia, perché le procedure sono state rispettate quindi non c’è stato dolo”.

“Serve far ricorso per porre la questione sul tappeto ma quello che è più importante è l’azione che il governo italiano deve fare. La questione è al 99% politica e all’%1 giurisdizionale”.

31 gennaio 2018
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