Il lavoro in DIREtta - Le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura.

ELEZIONI RSU DEWALT DI CORCIANO: ALLA FIOM L’80% DEI CONSENSI – La Fiom vince nettamente le elezioni per il rinnovo della Rsu alla DeWalt Industrials Tools di Corciano (Pg), azienda metalmeccanica che produce utensili da lavoro e occupa attualmente 175 lavoratori, l’80% dei quali ha partecipato al voto. Il risultato è stato schiacciante, con la Fiom Cgil che ha ottenuto 102 voti su 137, pari a circa l’80% dei consensi. Le tute blu Cgil eleggono così due dei tre delegati componenti la Rsu, Riccardo Coccolini e Giuseppe Cozzari, che sono risultati anche i lavoratori più votati. Ottimo risultato anche per gli altri candidati Fiom, Lucio Bisdomini e Diego Regni, che hanno ottenuto complessivamente 39 preferenze, superando anche il candidato della Uilm poi eletto, in ragione del funzionamento del sistema elettorale in essere. “Grande soddisfazione in primo luogo per l’elevata partecipazione al voto – commenta Cristiano Alunni, della Fiom Cgil di Perugia – che testimonia come i lavoratori continuino a riconoscere nel sindacato il soggetto preposto alla rappresentanza e tutela dei loro diritti e interessi. Ma grande soddisfazione anche per il risultato eccezionale della Fiom Cgil che conferma la fiducia riposta nella nostra organizzazione per il lavoro svolto finora, investendola di una nuova responsabilità per proseguire il percorso di crescita e miglioramento delle condizioni dei lavoratori”.

BERGAMO. CIGO PER 1024 DIPENDENTI DELLA N&W – La richiesta  è per un massimo di 1.024 dipendenti dei siti di Valbrembo, Mapello e Mozzo dal 2 novembre. E’ quanto riporta il quotidiano Eco di Bergamo che ricorda che la cig in corso dal 24 agosto con termine il 31 ottobre, torna alla NeW Global Vending di Valbrembo (con stabilimenti anche a Mapello e Mozzo). Azienda e sindacati di categoria Fiom Uilm e Fim hanno firmato una richiesta di Cigo dal 2 novembre al 26 dicembre (otto settimane), per un massimo di 1.024 dipendenti. I motivi del ricorso all’ammortizzatore sociale si spiegherebbero con il fatto che “l’azienda pensava di avere un’accelerata degli ordini in coincidenza con la fine dell’anno, mentre non si è registrata”, sottolinea Gigi Belo-metti della Fiom-Cgil. Anche Emilio Lollio della Uilm-Uil mette l’accento su questo punto, evidenziando che “purtroppo le previsioni non sono andate come ci si attendeva, ma l’augurio è che il 2016 presenti prospettive migliori”. Nel frattempo i sindacati settimana prossima presenteranno ai lavoratori la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, dopo che si era concordato un accordo ponte, per poi iniziare una discussione con l’azienda.

#MESSINASENZACQUA, UNA CITTÀ SEMPRE IN EMERGENZA – La città di Messina in questi giorni è in ginocchio per un’emergenza idrica che ha nuovamente messo in evidenza la grave vulnerabilità del territorio, mancata programmazione e mancati interventi. La Cgil Messina denuncia continue emergenze e chiede azioni immediate, considerati i gravi disagi dopo quasi una settimana senza erogazione idrica a causa di una frana. Il sindacato chiede risposte concrete per garantire diritti alla popolazione, condizioni che non compromettano servizi indispensabili e il regolare svolgimento attività lavorative. “Bisogna scongiurare il protrarsi di una emergenza inconcepibile”, ribadisce il segretario generale della Camera del Lavoro Lillo Oceano, che evidenzia la “mancata programmazione, manutenzione ordinaria e straordinaria assenti da anni, il dissesto idrogeologico e la mancata messa in sicurezza del territorio che distruggono patrimonio, infrastrutture viarie – strade, autostrade e ferrovie – e, come dimostra la drammatica emergenza che stiamo vivendo, gli acquedotti e le infrastrutture di servizio”. “La sordità della politica – denuncia il segretario Cgil Messina – rischia di far diventare questo territorio un luogo dove non esistono le condizioni basilari per una esistenza dignitosa e tantomeno per lo svilupparsi di attività economiche”. La discontinuità con questa condizione, una svolta immediata per garantire diritti fondamentali è la richiesta della Cgil per rivendicare il futuro di Messina.

GUARDIE GIURATE, 2 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE A BARI – Saranno più di mille le guardie giurate che lunedì 2 novembre arriveranno a Bari per manifestare contro la decisione dei titolari degli istituti di vigilanza di disdettare unilateralmente il contratto integrativo provinciale. “La vertenza in atto prende avvio dall’assoluta assenza di alcun minimo confronto sindacale” scrivono in un comunicato Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl Terziario. A nulla sono valsi i tentativi dei sindacati di ricomporre la vertenza: l’ultimo è stato fatto mercoledì 28 ottobre, con un tavolo di confronto convocato all’Ufficio provinciale del lavoro, cui i datori di lavoro (Assiv, Assivigilanza e Univ) non si sono presentati. La disdetta dell’integrativo comporta la perdita “secca” di circa 2.300 euro all’anno. Oltre a numerosi altri elementi, come i buoni pasto, i premi produzione, la distribuzione delle giornate di lavoro e di riposo, i rimborsi per le trasferte o per gli addestramenti obbligatori al poligono di tiro, l’assistenza legale per motivi di servizio, le clausole di salvaguardia in caso di cambio appalto. “La liberalizzazione delle licenze – spiega Antonio Miccoli della Filcams Cgil – e la politica dell’appalto vinto col massimo ribasso ha ridotto il costo orario del lavoro da 22 a 17 euro, scatenando una concorrenza spietata che abbassa la qualità e il salario del lavoratore, a fronte di un rischio personale sempre alto e costante. La disdetta dell’integrativo è insopportabile”.

TRAFOMEC. I LAVORATORI ENTRANO IN SCIOPERO A OLTRANZA – Sciopero a oltranza, con presidio permanente davanti alla fabbrica e iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione sul territorio: è questo il percorso individuato, attraverso il voto e a larga maggioranza, dai lavoratori della Trafomec di Tavernelle al termine dell’assemblea che si è svolta fuori dai cancelli questa mattina, 30 ottobre, in occasione della prima giornata di sciopero proclamata da Fiom Cgil e Fim Cisl di Perugia. Uno sciopero pienamente riuscito, con adesione totale dei lavoratori e fabbrica completamente ferma. Ma uno sciopero che non ha portato all’atteso incontro con la proprietà, che, al contrario, ha deciso di disertare il tavolo inducendo i lavoratori a intensificare la loro protesta. “Siamo consapevoli del sacrificio al quale i lavoratori vanno in contro entrando in sciopero a oltranza – commentano Cristiano Alunni e Gianni Cecchetti, segretari della Fiom e della Fim di Perugia – eppure siamo convinti che questa sia l’unica strada possibile a fronte dell’insostenibilità di una situazione di totale incertezza e improvvisazione da parte dell’azienda che si protrae ormai da troppo tempo”. “Sindacati e lavoratori sono pronti a discutere di organizzazione, di ricorso agli ammortizzatori sociali e di tutte le problematiche che l’azienda può trovarsi ad affrontare – aggiungono Alunni e Cecchetti – ciò che è inaccettabile è che da 17 mesi, da quando cioè questo management ha le chiavi dell’azienda, la situazione sia addirittura peggiorata rispetto a quella già critica di partenza. Naturalmente – concludono i due sindacalisti – come più volte ribadito, questa partita non può essere vinta esclusivamente da lavoratori e sindacato, ma necessita dell’impegno e del sostegno di tutte le istituzioni, locali e regionali, per garantire una prospettiva ad un sito produttivo vitale per il futuro della Valnestore”. Al termine dell’assemblea, i sindacati, preso atto della decisione dei lavoratori di proseguire la mobilitazione, hanno informato l’azienda chiedendo un incontro immediato attraverso il quale riprendere un percorso credibile per gli oltre 100 lavoratori Trafomec.

30 ottobre 2015
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