La Carta di Milano, ecco perché firmarla

di Beatrice Lorenzin

Ministro della Salute

B. Lorenzin

B. Lorenzin

La Carta di Milano è stata definita un documento di “cittadinanza globale”, rivolto a Istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni in campo alimentare. Ma è anche un grande atto di consapevolezza e responsabilità di ciascuno nei confronti della tutela del “diritto al cibo”, inteso come diritto umano fondamentale, senza il quale a venire lesa è la stessa dignità degli individui.

Il documento è stato fortemente voluto dal Governo italiano ed è il frutto del lavoro di circa 500 persone, avvicendatesi nei mesi intorno ad un tavolo, “l’Expo delle idee”, perché prendesse forma una strategia globale per “nutrire il pianeta”.

Il Ministero della Salute ha contribuito alla sua formazione con proposte e suggerimenti, mettendo a disposizione l’eccellenza del sistema italiano nel campo della sicurezza alimentare e della corretta alimentazione.

A supporto della nostra attività in Expo abbiamo costituito nelle scorse settimane un comitato scientifico trasversale e aperto, che tocca il mondo accademico, ma anche l’istituto Superiore di Sanità e gli Istituti Zooprofilattici, in cui ciascuno dei componenti offre la propria competenza, contribuendo a sviluppare le questioni fondamentali alla base della nostra azione quotidiana in tema di alimentazione.

Inoltre, ho deciso di convocare il Comitato nazionale della Sicurezza alimentare, un organismo fondamentale con compiti tecnico – consultivi sulla valutazione e gestione del rischio nella catena alimentare.

Il Comitato lavorerà anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti interessati, a partire dal produttore fino al consumatore finale, al fine di accrescere la fiducia dei cittadini nei processi decisionali in materia di sicurezza degli alimenti, anche in raccordo con l’importante lavoro  svolto dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che, come noto, ha sede proprio in Italia, a Parma.

L’attenzione dei consumatori è sempre più focalizzata sulla qualità e salubrità dei prodotti di origine animale investendo anche il tema dell’eticità delle produzioni, soprattutto se di tipo “intensivo”.

La valutazione del rischio s’inserisce nel nuovo approccio europeo di sicurezza alimentare “dai campi alla tavola”, punto di forza dell’EFSA che si traduce in cibo sano e sicuro per i consumatori del mondo e che considera la catena alimentare un tutt’uno con la produzione primaria, introducendo il principio della responsabilità del produttore ovvero dell’allevatore.

E sempre in tema di malattie di origine alimentari s’inserisce il concetto, più volte ribadito, di “One Health” che unisce la medicina umana con quella veterinaria per un approccio globale ai fini del raggiungimento di una salute ottimale per le persone, gli animali e l’ambiente.

Sono convinta che la capacità di un Paese di rispondere efficacemente e tempestivamente alle minacce alla sicurezza alimentare dipende dalla capacità di coinvolgere i diversi attori che operano nei vari settori a sostegno della salute pubblica.

La sicurezza del cibo e il contrasto alle frodi alimentari per scongiurare i rischi che potrebbero derivare alla salute dei cittadini e della società, sia nei contesti urbani sia in quelli rurali, rappresentano uno degli aspetti salienti del Documento.

Il Ministero della Salute supporterà l’organizzazione, nel mese di luglio, di un grande evento in Expo sulla sicurezza alimentare. Oltre cento delegazioni internazionali di organi di polizia con funzioni di controllo sulla sicurezza, verranno in Italia, accolti dai nostri Nas per discutere sulle strategie internazionali di contrasto alle contraffazioni e di azioni a tutela di un’alimentazione sicura.

Questo evento sarà per noi motivo di orgoglio, in quanto si tratta di un riconoscimento internazionale all’expertise italiana.

Un sistema moderno di garanzia della sicurezza del cibo deve fare leva su due elementi fondamentali: la responsabilizzazione e formazione degli operatori insieme ad una educazione alimentare attenta, basata su una comunicazione diffusa e capillare, che coinvolga in modo attivo e consapevole i cittadini stessi.

Il nostro impegno sulla sicurezza è volto alla realizzazione di sistemi orientati alla prevenzione e all’autocontrollo in tutta la filiera alimentare, per migliorare “la produzione, la conservazione e la logistica, in modo da evitare (o eliminare) la contaminazione e da minimizzare lo spreco […]

Sono principi che riporto testualmente per come abbiamo voluto che venissero inseriti nella Carta, senza dimenticare però il ruolo della ricerca, che sottintende ciascuna iniziativa in fatto di sicurezza alimentare: solo attraverso la ricerca, infatti, si raggiunge un’innovazione sostenibile in un quadro di maggiore sicurezza.

Altro obiettivo delle politiche di sanità pubblica in materia alimentare, richiamato dalla Carta di Milano, è quello della nutrizione ottimale, in termini sia quantitativi sia qualitativi.

A tal proposito, il mio auspicio è che risulti efficace l’impegno che, con la sottoscrizione del Documento, tutti i cittadini si assumono, mediante comportamenti e scelte all’insegna della salute, innanzitutto nella dieta quotidiana, perché sia variegata e nutriente.

Il nostro Ministero è attivo da tempo, anche in contesti sovranazionali, su questi obiettivi, che riguardano direttamente la cultura della prevenzione, anche muovendo dalla tradizione culinaria mediterranea, che contraddistingue la nostra dieta. Durante Expo, infatti, organizzeremo nel mese di ottobre un evento internazionale sugli aspetti nutrizionali e, in particolare, su stili di vita e condotta alimentare .

I dati sulla nutrizione, in realtà, mettono in evidenza problematiche ancora assai diffuse, dall’iponutrizione alla malnutrizione, che, peraltro, fanno da sfondo a realtà anche molto vicine a noi, a paesi Europei, per esempio, in cui classi sociali svantaggiate hanno ancora difficoltà ad accedere al cibo.

Il diritto al “cibo sano e nutriente” per tutti, a tutte le età e in tutte le condizioni sociali, fortemente richiamato dalla Carta di Milano, è il fondamento, infatti, di una società civile, e deve pertanto costituire una priorità della nostra azione politica nel campo degli interventi di solidarietà sociale e di cooperazione internazionale.

A questo principio è connesso il tema dell’educazione alimentare, centrale nella Carta: la consapevolezza delle caratteristiche nutrizionali del cibo e delle conseguenze sull’organismo delle scelte quotidiane in materia di alimentazione devono essere note, e i piani di azione su tali aspetti devono essere orientati soprattutto ai ragazzi e alle loro famiglie.

Abbiamo già assunto iniziative in proposito e opereremo ancora in tal senso durante Expo 2015, realizzando incontri di ragazzi con esperti, per discutere dei principali aspetti riguardanti le scelte nutrizionali. Oltre ad incontri al femminile: in questo caso la figura degli esperti diventa indispensabile per promuovere una consapevolezza nutrizionale essenziale per le donne, perché siano supportate nel proprio ruolo in ciascuna fase del ciclo della vita.

In conclusione, la Carta comprende appieno il nostro impegno di governo quotidiano. Non si deve dimenticare, infatti, che il nostro sistema sanitario è il solo concepito come un unico impianto che si occupa di salute in tutta la sua complessità, controllando esso integralmente ciascun passaggio del ciclo sulla sicurezza alimentare, da quella umana a quella animale. Questa modalità di organizzazione ci qualifica e ci rende interpreti a pieno titolo dei principi della Carta di Milano.

E’ sufficiente anche una sommaria lettura di questo Documento per capire l’importanza del ruolo che il Ministero della Salute può e deve avere in questo progetto. La nostra azione concreta è determinante non solo per centrare gli obbiettivi della Carta, ma anche per contribuire a creare consapevolezza sull’importanza dell’investimento in salute.

30 giugno 2015
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