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Il giardino segreto di Via Giulia, viaggio nel cantiere bloccato VIDEO

ROMA – C’è un pezzo di città sigillata dentro un cantiere da troppi anni. Un pezzo di città che i romani aspettano con ansia venga restituito alla Capitale: è la cosiddetta ‘Quinta di via Giulia’, il grande spazio vuoto causato dalle demolizioni degli anni ’30, tra ponte Mazzini, il lungotevere e la storica strada del centro romano voluta da papa Giulio II nel Cinquecento.

In questa affascinante area di 4.000 metri quadrati potrebbe nascere uno dei giardini urbani più belli d’Europa, sopra un parcheggio interrato che è stato già realizzato ed inaugurato, ma il progetto, già finanziato, è fermo a causa di un ultimo passaggio burocratico.


L’agenzia stampa DIRE ha effettuato un sopralluogo per capire a che punto è la situazione. Lo spazio interessato al progetto è il vecchio Largo Perosi, l’area di 4000 metri quadrati sovrastante il parcheggio interrato aperto al pubblico il 15 novembre 2016. Qui, secondo il team di progettisti selezionati ‘Diener-Vogt-Garofalo-Miura’, dovrebbe sorgere un giardino caratterizzato da tre parti, con al centro il cosiddetto giardino segreto, un’area pensata per ricordare il celebre giardino di Ninfa.

Il cantiere di via Giulia, fermo

“La prima parte- spiega alla DIRE l’assessore ai Lavori Pubblici del I municipio, Tatiana Campioni- è l’atrio in corrispondenza di via Giulia, dove ci sarà uno specchio d’acqua, degli alberi, e delle sedute piuttosto informali. Poi si sale verso la zona del frutteto dove ci saranno alberi da frutta come melograni, ulivi, aranci e limoni che saranno piantati in alcuni terrazzamenti che seguono l’andamento morfologico del terreno. Infine c’è il giardino segreto dove verranno ricollocati in parte i reperti archeologici che sono stati ritrovati, alcuni piuttosto importanti. Questi saranno circondati da una mescolanza piuttosto selvatica di siepi, alberi, cespugli in un ambiente tranquillo, lontano dai rumori della città, pieno di luci e ombreggiature”.

Il giardino sarà circondato da una recinzione attraverso un muro di contenimento ma ovviamente sarà aperto alla cittadinanza con alcuni ingressi: sul lungotevere, su via Giulia e su una via pedonale che affianca il liceo Virgilio. “Ci sarà poi un’area destinata alle attività sportive dello stesso liceo Virgilio” ricorda Campioni. Durante i lavori per il parcheggio sono stati molti i reperti archeologici ritrovati. Tra questi i resti dello ‘Stabulum‘, le scuderie di epoca romana di una delle fazioni delle corse degli aurighi al Circo Massimo. Poi i resti di un impianto termale con una grande aula absidata ed infine soglie, pavimentazioni e mosaici vari oltre ad elementi di età medievale.

“I reperti- chiarisce l’assessore saranno ricollocati tra una vegetazione molto fitta fatta di siepi, rampicanti, alberi di alto fusto, cespugli di lavanda ed altre essenze”. Questo il progetto, ma a che punto è l’iter burocratico? “Noi- dice ancora Campioni- ci siamo occupati da subito come Municipio, da circa tre anni, di questo cantiere nonostante non abbiamo una competenza specifica sui parcheggi. Tutta la parte burocratica è stata risolta ed in parcheggio interrato è stato inaugurato ed aperto al pubblico. Manca solo l’opera pubblica. La sindaca Raggi si rammarica in televisione che ci sono opere incompiute a Roma. Ebbene questa è un’opera incompiuta per la quale manca solo una delibera della giunta capitolina”.

“Il progetto- ricorda Campioni- è stato già approvato in conferenza dei servizi ed è pronto dal marzo 2016. I soldi ci sono perché sono quelli che derivano dal diritto di superficie del concessionario che dovrebbe versarli al Comune. Il regolamento comunale stabilisce che questi soldi devono andare in opere pubbliche del Municipio di competenza. Quindi noi pensiamo che debbano andare alla realizzazione del giardino di via Giulia. Abbiamo per altro satbilito con i progettisti e le imprese che ci vorranno al massimo 7 mesi per realizzare il giardino. Se non ci fosse un immobilismo totale da parte dell’amministrazione oggi avremmo potuto inaugurare il giardino invece di avere un cantiere chiuso da un anno”.

Tra l’altro, ricorda il I Municipio, la scelta del giardino è stata confermata da un processo di progettazione partecipata in cui la cittadinanza ha espresso la volontà di realizzare proprio il progetto che potrebbe essere sbloccato. E i cittadini si erano già espressi in questa direzione con una sorta di referendum su una serie di proposte avanzate in un concorso di idee fatto dal Comune. In quell’occasione fu proprio la proposta degli studi di progettazione Diener-Vogt-Garofalo-Miura a risultare vincente. Questi sono gli stessi che hanno realizzato il progetto di giardino approvato a marzo. “C’è quindi una volontà popolare di realizzare quest’opera- conclude l’assessore- così come approvata dalla conferenza dei servizi”.

di Emiliano Pretto, giornalista professionista

30 gennaio 2017

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