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DIRE Emilia-Romagna

Mafie, il presidente della Corte di appello di Bologna: “Aemilia non è caso isolato”

processo_aemiliaBOLOGNA – La vicenda Aemilia “non può ritenersi un fenomeno isolato e occasionale di infiltrazione mafiosa in Emilia-Romagna”. A esserne convinto è il presidente della Corte d’Appello di Bologna, Giuseppe Colonna, che questa mattina ha inaugurato l’anno giudiziario.

Nella sua relazione, Colonna sottolinea il “significativo aumento del numero dei procedimenti per l’applicazione di misure di prevenzione (108, +31), tanto personali che reali“, sia in primo grado che in appello. “Segno ulteriore- sostiene il presidente- che il cosiddetto processo Aemilia non può ritenersi riferito a un fenomeno isolato e occasionale di infiltrazione mafiosa nel territorio dell’Emilia-Romagna“. Nell’ultimo anno, tra l’altro, si è registrato un “aumento significativo” di nuovi procedimenti per la Direzione distrettuale antimafia di Bologna: 115, ovvero il 10,6% in più rispetto all’anno precedente. Ammontano poi a 216 i procedimenti definiti (+173,4%), mentre quelli finali calano a 93 (-52%). Il caso Aemilia vede il rinvio a giudizio per 147 imputati (prima udienza davanti al Tribunale di Reggio Emilia il 23 marzo prossimo), mentre sono ancora in corso i riti abbreviati.

Il processo Aemilia “ha comportato e sta comportando per il Tribunale di Bologna un impegno che definire straordinario è riduttivo“, afferma Colonna, che loda in particolare l’impegno del presidente Francesco Scutellari (da poco in pensione) e della dirigente Elena Barca (trasferita su domanda ad altro incarico).

“Hanno dovuto sopportare difficoltà smisurate per allestire un’aula speciale- sottolinea il presidente della Corte d’Appello- che, grazie alla loro straordinaria solerzia e al contributo fondamentale della Regione Emilia-Romagna, sono state risolte”.

Il giudice Francesca Zavaglia “è riuscita a concludere l’udienza preliminare in tempi brevissimi- sottolinea ancora Colonna- nonostante la complessità del procedimento, il rilevante numero degli imputati (oltre 240) e dei capi d’imputazione (189), dimostrando un equilibrio e una capacità di direzione eccezionali”. E anche per i riti abbreviati “quel felicissimo andamento fa ben sperare, indipendentemente dagli esiti”. Colonna ringrazia dunque “per la preziosa opera offerta, nella certezza che anche la delicatissima fase del dibattimento sarà organizzata e condotta con eguale efficacia”.

30 gennaio 2016

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