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DIRE welfare

Insulti sull’auto ad atleta non vedente, forse per errore

Cappanna e Soldati

BOLOGNA – Un tergicristallo divelto e un biglietto di insulti assurdo, forse dettato da odio o forse dovuto ad un errore di qualcuno che ha creduto di essere alle prese con un finto invalido. E’ un episodio molto strano quello successo al campione italiano paralimpico Loris Cappanna, 45 anni, non vedente. Lui e il suo atleta guida, Andrea Soldati (corre al suo fianco per fargli evitare gli ostacoli), domenica hanno ritrovato questo foglietto tornando alla loro auto, parcheggiata nel posto riservato ai disabili, dopo aver corso una gara a Lugo, nel ravennate: “Un disabile purtroppo non può correre, tu invece corri. Buona disabilità, sporco forlivese”. Un messaggio di pessimo gusto e ambiguo, che potrebbe forse essere frutto di un equivoco: magari l’autore ha visto Cappanna e Soldati lasciare l’auto camminando, con i vestiti sportivi, e ha creduto che nessuno dei due fosse un disabile. Ma comunque sia l’episodio è spiacevole in ogni caso.

Il ritrovamento è avvenuto al termine della 10 chilometri “Sulle ali di Baracca”, dove Cappanna ha registrato il suo miglior tempo di 37 minuti e 41 secondi.“Noi avevamo parcheggiato nello spazio riservato ai disabili. Forse l’autore del gesto ha equivocato e non ha colto il possibile collegamento tra disabilità e attività sportiva”, spiega Cappanna, amareggiato per l’accaduto. Proprio pochi giorni fa, l’atleta scriveva così sul suo blog: “Se cammino con il bastone bianco e occhiali scuri vengo definito ‘poverino’, diversamente se non utilizzo questi ausili rischio di passare per un truffatore”. E così evidentemente è stato, e lo sconosciuto cittadino ha scambiato Cappanna e la sua guida (un altro sportivo che gli segnala gli ostacoli legandosi con un cordoncino) per un finto invalido. I due hanno presentato denuncia per il danneggiamento dell’auto e per le offese contenute nel biglietto.

CAPPANNA CORRE DAL 2013

E’ stato proprio lo sport a cambiare la vita del corridore di Forlimpopoli, dopo un incidente domestico che lo ha reso totalmente cieco nel 2009. Cappanna si è avvicinato alla corsa nel 2013, in particolare grazie a Daniele Zattini, della società Avis di Forlì. “Quando ho iniziato a fare sport, venivo da circa 12 anni di inattività”, racconta. Dopo gli inizi, a correre solo pochi chilometri, poi arrivano la passione e la voglia di competizione.

“Anche se i momenti difficili non sono mancati”, ammette Cappanna, che ha iniziato con la corsa e che ora si cimenta anche col duathlon e il triathlon e si allena ogni giorno. E i risultati per Cappanna sono arrivati, come quelli che gli hanno permesso di diventare campione italiano nella maratona e mezza maratona paralimpica nel 2015 e nel 2017. Ma forse la vittoria più grande è proprio quella di riuscire a imporsi sui normodotati, al punto che gli altri possano non accorgersi della sua disabilità. Nella gara di Lugo Cappanna ha registrato il suo miglior tempo (37 minuti e 41 secondi), posizionandosi al 64esimo posto su 1.250 partecipanti, di cui 350 competitivi.

Con la speranza di raggiungere Tokyo per le Paralimpiadi del 2020, l’impegno di Loris Cappanna è rivolto anche a chi, come lui, cerca il riscatto attraverso lo sport. Con la sua associazione di recente costituzione, ‘Non ho paura del buio’, la missione è dichiarata: “A chi ha scritto quel biglietto, vorrei dire che invece bisogna battersi affinché lo sport sia di tutti, perché è ciò che permette di riappropriarci della nostra vita. Lo sport non è solo dei normodotati”.

INSULTI AD ATLETA CIECO, CIP: LO SPORT È PER TUTTI

Non è possibile che si pensi ancora che una persona con disabilità non possa fare sport”. C’è amarezza nelle parole di Melissa Milani, presidente del Comitato paralimpico (Cip) dell’Emilia-Romagna, nel commentare l’episodio. “Dal tono del messaggio mi sono fatta l’idea che, purtroppo, sia stato scritto da una persona con disabilità o da un suo familiare, che non hanno creduto che il pass potesse appartenere a un corridore”, dice Milani. Potrebbe infatti essere stato il gesto di una persona che ha voluto “farsi giustizia” per il posto auto occupato “indebitamente” da due persone in tenuta sportiva. “Ma chiunque sia stato- continua- non è possibile che pensi che correre sia una prerogativa delle persone normodotate: tutti posso farlo, le persone in carrozzina, i ciechi, perché lo sport è per tutti”.

Condanna del gesto e solidarietà a Loris Cappanna e ad Andrea Soldati sono state immediatamente espresse dagli organizzatori della manifestazione sportiva (che hanno annullato le premiazioni della gara) e dai sindaci di Lugo e di Forlì. “Un buon segno- aggiunge Milani-, che testimonia la vicinanza e l’attenzione della comunità”. Ma la vicenda può essere anche lo spunto per avvicinare nuove persone allo sport paralimpico. “È uno stimolo ulteriore per fare qualcosa in più sul territorio per diffondere tra le persone con disabilità la pratica sportiva, che un eccezionale strumento di benessere e integrazione”.

29 novembre 2017

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