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Smog, secondo Legambiente nel 2015 ben 48 città hanno sforato limite dei 35 giorni

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FIRENZE – Delle 90 città toscane monitorate nel 2015 da Legambiente, attraverso la campagna “Pm10 ti tengo d’occhio”, “ben 48 hanno superato il bonus di 35 giorni previsto dalla legge”. I dati sono emersi durante la presentazione a Firenze del dossier “Mal’aria 2016” curato dall’associazione. Nella regione le situazioni “più critiche” si sono registrate a Lucca (centralina Micheletto) al 33° posto nella classifica nazionale con 52 giorni di superamento e Prato (42°) nella centralina di via Roma con 40 sforamenti. Grazie all’elaborazione di Legambiente su dati forniti da Arpat e Regione, “si è potuto risalire a quali città soffrono cronicamente del problema di inquinamento atmosferico derivante dalle polveri sottili”. Così, confrontando il periodo dal 2009 al 2015, “emerge che nei sette anni le città coinvolte siano prevalentemente sempre le stesse anche in Toscana: Prato sei anni su sette, Firenze e Lucca cinque su sette, invece due anni su sette Pisa e Pistoia”. La situazione media, spiega Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, “è decisamente migliorata e non possiamo che esserne felici, tuttavia proprio oggi che commentiamo dati tutto sommato lusinghieri, non possiamo dimenticare l’emergenza smog di dicembre”.

Per questo, e qui si rifà proprio al piano di prevenzione contenuto nel dossier, è necessario intervenire su tre fronti: “la cura del ferro nei trasporti pubblici locali, ma anche più reti ciclabili, più pedonalizzazioni nei nostri centri antichi; riscaldamento domestico a più alto tasso d’innovazione”. Infine applicare il principio europeo “chi inquina paga” nelle attività industriali, “in vista di una progressiva riduzione dell’intensità emissiva delle nostre attività produttive”.

Per quanto riguarda i dati del particolato fine (Pm2,5), “se prendessimo il valore dell’Oms come riferimento, la classifica dei capoluoghi toscani vedrebbe Prato (via Roma) con una media di 17 µg/m3 (valore medio annuo 2014) e Firenze (centralina Gramsci) con 16 µg/m3, Arezzo e Pisa con 14 µg/m3. I dati di “Mal’aria 2016”, inoltre “dimostrano come in questo anno ci sia stato un miglioramento anche nella classifica dell’ozono troposferico (O3)”. Quasi tutte le città toscane “sono a metà e fine classifica”. Per quel che riguarda il biossido di azoto (NO2), la media dei valori annuali, registrati dalle centraline urbane sul territorio, “dimostrano come ci sia stato un notevole miglioramento per Firenze che negli anni passati vantava un negativo primato nazionale invece quest’anno scende nella classifica al 16° posto con 38,5 µg/m3 (nel 2012 era al 1° nella classifica con 59,7 µg/m3)”. Le altre città toscane, per la maggior parte, si trovano a metà classifica.

Nonostante questo miglioramento “si evidenzia che alcune città hanno registrato annualmente una media superiore al limite normativo dal 2006 a oggi e molti altri capoluoghi di provincia si allontanano solo di poco da questo record negativo”. Prendendo in considerazione dati storici dal 2006 al 2014, si nota come Firenze su nove anni supera il limite da sette a nove anni, mentre Siena e Pisa da uno a tre anni.

29 gennaio 2016

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