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Terremoto, procuratore Antimafia: “Pronti a ricostruire, scacciando clan e criminali”

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ROMA – “La ricostruzione post terremoto è storicamente il boccone ghiotto di consorterie criminali e comitati d’affari collusi. Però va detto che abbiamo alle spalle gruppi di contrasto consolidati, esperienza, attività importanti. E abbiamo il modello dell’Aquila, che ha funzionato. Siamo pronti”. Lo ha detto a ‘Repubblica’ il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, che spiega l’esperienza dell’Aquila: “Un modello costruito da tutti insieme, dal lavoro della Procura distrettuale della città colpita, dal monitoraggio della Procura nazionale antimafia, dagli uffici giudiziari competenti e naturalmente dall’Anticorruzione”.

“L’ANTICORRUZIONE VAGLIA GLI APPALTI, NOI MONITORIAMO CLAN MAFIOSI”

Un lavoro corale, quindi dove, sottolinea Roberti, “l’Anticorruzione fa bene il suo lavoro di prevenzione della corruzione, nella acquisizione e gestione degli appalti. Mentre la procura nazionale svolge il suo monitoraggio sugli eventuali collegamenti mafiosi delle imprese che concorrono agli appalti”. Perché, conclude il magistrato Antimafia, “se un edificio è fatto bene e le norme sono state rispettate non viene giù: di fronte a un forte evento sismico può lesionarsi, non implodere e sparire”.

SANMARCO: “BENE ROBERTI, GOVERNO CONTRO INFILTRAZIONI”

“L’analisi del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, intercetta un tema che non possiamo ignorare e nei confronti del quale la vigilanza delle autorità preposte deve essere massima: il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità nella ricostruzione post terremoto“. Gianni Sammarco, NCD, che aggiunge: “Il Governo e la magistratura collaborino fattivamente, insieme all’Anac, per impedire che questa ipotesi possa prendere piede. A tutti i sopravvissuti del sisma che ha colpito il Centro Italia dobbiamo dare certezza e trasparenza”.

28 agosto 2016

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