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Terremoto, l’Ingv in un video ricostruisce le onde sismiche

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ROMA – La prima scossa di magnitudo 6,0 è avvenuta alle ore 3:36:32 (UTC+2) avente come epicentro il comune di Accumoli alla profondità di 4 km. Durante la notte sono state registrate numerose scosse nella zona norcina e in quella reatina. Tra queste, diverse erano superiori ai 4 gradi. Alle ore 4:33:29 (UTC+2) un’altra scossa di 5,3 gradi è stata registrata presso Norcia in provincia di Perugia.

Il sisma e le scosse di replica sono state avvertite in gran parte dell’Italia centrale, incluse Roma, Napoli, Firenze e Bologna. La zona dell’evento sismico si trova in un’area sismologica molto attiva dell’Italia che comprende anche L’Aquila, dove nel 2009 si verificò un terremoto che provocò più di 300 morti e circa 65.000 sfollati, oltre all’Umbria stessa, che nel 1997 subì un altro terremoto particolarmente intenso.

L’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (INGV) ha rilasciato il video dell’animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal terremoto di Mw 6.0 delle ore 03.36 del 24 agosto 2016 che ha coinvolto le province di Rieti, L’Aquila, Perugia, Ascoli Piceno, Teramo.

Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale.

L’animazione è generata attraverso questa procedura:

1) le onde sismiche sono registrate dei sismometri della rete nazione sismica dell’INGV e vengono analizzati per determinare i parametri fondamentali del terremoto come epicentro, tempo origine, magnitudo. Per i terremoti con magnitudo superiore a 3.5 viene calcolato anche il tensore momento (http://cnt.rm.ingv.it/tdmt.html) che è una descrizione matematica delle forze in gioco sulla faglia che ha generato l’evento.

2) viene costruito un modello tridimensionale della regione interessata che include complessità geologiche come la moho e la presenza di suoli soffici (come i sedimenti alluvionali della Pianura Padana e di alcuni bacini appenninici).

3) utilizzando il modello 3D ed il tensore momento, viene simulata la propagazione delle onde sismiche tenengo conto della risposta sismica locale come l’amplificazione delle onde nei bacini alluvionali (terreni soffici) e l’aumento di velocità delle onde in terreni rocciosi.
Le equazioni sono risolte attraverso il software SPECFEM3D (Peter et al. 2012, www.geodynamics.org), al cui sviluppo collaborano ricercatori INGV.

4) i sismogrammi e l’evoluzione dei valori della velocità del suolo sulla superficie terrestre sono salvati e visualizzati attraverso Paraview (www.paraview.org)

Questo tipo di simulazioni è possibile solo recentemente, da quando sono disponibili supercomputer che permettono di eseguire calcoli in parallelo. Per questa simulazione (relativamente piccola) sono stati utilizzati 512 processori, per un totale di 5000 minuti di tempo calcolo e 256 GB di memoria.
L’analisi della differenze tra i sismogrammi prodotti da queste simulazioni e quelli misurati in realtà offrono informazioni cruciali non solo per la determinazione della sorgente sismica e delle caratteristiche del sottosuolo ma anche per la previsione delle scuotimento del suolo prodotto da ipotetici eventi sismici.

28 agosto 2016

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