Psicologi e Protezione civile insieme per migliorare la gestione delle emergenze

ROMA – “Un momento importante, mettiamo in rete due agenzie pubbliche: la Protezione civile nazionale, che gestisce tutti i percorsi di emergenza, e il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop), che governa la professione di 110.000 iscritti”. Cosi’ Fulvio Giardina, presidente del Cnop annuncia la firma di due protocolli d’intesa con la Protezione civile per lavorare su due livelli: “Partiamo dalla promozione culturale sulla gestione delle emergenze della Protezione civile fra i nostri colleghi”, spiega il presidente. “Culturale nel senso che se ne riconoscono le competenze specifiche. È importante che gli psicologi, soprattutto quanti sono impegnati in prima linea, abbiano la prontezza su come funzionino l’organizzazione in se’, le procedure generali e tutto cio’ che caratterizza questo tipo di intervento”. Il secondo protocollo – che ha dei precedenti tra quelli gia’ realizzati dal Cnop con i carabinieri, la guardia di finanza e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (dap) – “serve a fornire un sostegno psicologico ai dipendenti della Protezione civile stessa. Il personale- aggiunge Giardina- e’ sicuramente esposto a problemi di adattamento. È importante, come avviene per i carabinieri, la guardia di finanza, il dap e in generale per il personale militare continuamente esposto a rischi di stress correlato al lavoro, offrire la possibilita’ di poter usufruire di un sostegno psicologico”.

Cambiando la societa’, cambia anche la preparazione della gestione delle emergenze. “La societa’ italiana cresce, si sviluppa, si complica ma non necessariamente in senso negativo- prosegue Roberto Giarola, direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del servizio nazionale della Protezione civile- perche’ si articola e diventa piu’ ricca: crescendo e sviluppandosi come societa’, crescono e si sviluppano anche i bisogni delle persone. Per questo motivo, nelle attivita’ di preparazione, di gestione e di superamento dell’emergenza assumono sempre piu’ rilevanza quegli aspetti che non sono cosi’ immediati e concreti come la realizzazione di una tendopoli o la fornitura dei pasti”. Giarola pensa a “qualunque sforzo possa essere messo in campo per fornire assistenza a tutte quelle condizioni di disagio conseguenti ad una emergenza e a garantire le condizioni di benessere delle persone e degli operatori”.

Per la Protezione civile “e’ un ambito di sviluppo particolarmente innovativo e interessante. Ci mette in grado di far fronte in modo migliore ai bisogni che i nostri cittadini avvertono. Una calamita’- sottolinea l’esperto- ha un impatto devastante non solo sugli edifici, non solo sul fisico delle persone, ma sull’equilibrio delle persone”. Su questo tema ha fatto passi avanti anche la legislazione che la Protezione civile ha recentemente revisionato: “Il nostro nuovo codice pone il tema dell’integrita’ della vita- fa sapere Giarola- ambito in cui sono ricompresi tutti gli aspetti che rappresentano per noi un nuovo impegno. Ringraziamo il Cnop, che vuole essere promotore insieme a noi di questa attivita’. Nel volontariato c’e’ una grande attenzione su questi temi- ricorda- abbiamo la fortuna di collaborare con alcune associazioni storiche, in particolare la Federazione psicologi per i popoli, forse la piu’ antica, che conta 20 anni di vita in questo settore. Anche le altre associazioni stanno sviluppando questo tipo di settori- conclude Giarola- ma la partnership con il Cnop e’ garanzia che questo lavoro andra’ avanti bene e in modo qualitativamente adeguato”. 

TRAUMI, CNOP-PROTEZIONE CIVILE: ATTENZIONE A LUNGO TERMINE

ROMA – “Ogni individuo elabora il trauma in tempi specifici e i minori hanno, a loro volta, una tempistica diversa rispetto a quella degli adulti”. Parte da qui Fulvio Giardina, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop), per spiegare il valore della divulgazione culturale della gestione delle emergenze della Protezione civile. “In occasione del terremoto di Augusta del 1990 noi psicologi avvertimmo che i bambini sotto i 10 anni avrebbero manifestato a distanza di quasi un anno tutte le problematiche specifiche all’evento calamitoso. Infatti- precisa Giardina- dopo un anno i reparti di pediatria e gli studi dei pediatri di libera scelta furono caricati di eccessivo lavoro, perche’ si presentarono incubi notturni e difficolta’ relazionali nei bambini dopo 10-12 mesi. 

Le mamme si preoccuparono a causa di una serie di sintomi che non erano affatto prevedibili- aggiunge- se non collegati all’evento traumatico”. Questo e’ solo uno di tanti episodi che hanno spinto le due agenzie pubbliche a promuovere una maggiore diffusione delle conoscenze relative alla gestione delle emergenze. “E’ essenziale- rimarca Roberto Giarola, direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del servizio nazionale della Protezione civile- le diverse articolazione del Servizio sanitario nazionale fanno parte del Servizio nazionale della Protezione civile. 

Essere preparati a gestire la propria professione e attivita’ in un contesto di emergenze e’ fondamentale, cosi’ come e’ importante conoscere quali sono le risorse che il sistema puo’ mettere a disposizione. Questa attivita’ che vogliamo portare avanti con il Cnop, anche nei confronti del mondo del volontariato, mira a far crescere queste professionalita’ e ad offrire risposte ai bisogni che nascono nelle condizioni di emergenza e- conclude Giarola- che non si esauriscono nelle prime ore”.

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28 Febbraio 2019
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