Opinioni

Cyberbullismo, l’aggressività tra pari è in rete, viaggia veloce, e colpisce 1 adolescente su 6

di Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO (Istituto di Ortofonologia)

L’aggressività tra pari viaggia sempre più veloce, in rete, e riguarda 1 giovane su 6 (circa il 18%). “Si chiama cyberbullismo ed è sotto gli occhi di tutti. L’attacco online non nasce svincolato dal contesto scolastico, però lo supera e lo trascende per estendersi anche ad altri luoghi”. L’allarme viene da Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e profondo conoscitore del mondo dei giovani. Come direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) è promotore di numerosi sportelli d’ascolto e supporto psicologico nelle scuole italiane portare nel mondo dei giovani campagne di sensibilizzazione sul tema.

“L’oggetto del ricatto, o dello scherno, non è più focalizzato solo sull’aspetto fisico. Nel mirino degli adolescenti c’è tanto altro- rivela lo psicoterapeuta- c’è il sesso attraverso il sexting, il passaggio di immagini connotate sessualmente e utilizzate con scopi ricattatori e fortemente violenti nei confronti della vittima”.

Castelbianco ricorda: “Su internet sempre più siti incitano i giovani ad assumere comportamenti rischiosi, da perpetrare anche contro altri giovani. C’è di tutto (sesso, suicidio, riti tribali, riti di iniziazione, richieste assurde su innumerevoli argomenti rielaborati in modo crudele e attuati contro i propri compagni ingaggiando con loro una specie di gara alla tortura e allo sfinimento)”. Le conseguenze? “Moltissimi adolescenti hanno iniziato ad isolarsi, perché incapaci di difendersi”.
I giovani trascorrono ore e ore davanti al pc o al telefonino “per interfacciarsi con i coetanei- prosegue Castelbianco- ed è chiaro che i loro pensieri, le loro emozioni e intenzioni (anche quelle negative) attraversano tali canali di comunicazione. Il cyberbullismo ne è una manifestazione evidente. Leggiamo quotidianamente sui media gli esiti di stalkeraggi, aggressività e violenza che sempre più adolescenti subiscono con conseguenze drammatiche”.

È molto complicato contrastare un fenomeno del genere. “Non esiste né una norma vera che possa funzionare, né un comportamento definito che possa arginare simili situazioni. È proprio la rottura e la trasgressione delle norme che spinge i ragazzi a colpire i coetanei più vulnerabili- spiega lo psicoterapeuta dell’età evolutiva- è uno tsunami negativo che inonda i nostri giovani, anche se attuato da persone altrettanto giovani”.

L’esperto torna a monte del problema: “Manca un’autorità virtuale e reale a cui le vittime possano appellarsi per essere tutelate. È un problema non solo dei ragazzi, ma anche di noi adulti che, davanti a comportamenti deplorevoli, viviamo la difficoltà di non sapere quali strumenti utilizzare per difendere i giovani più fragili. L’unica possibilità è trovare aiuto dalla legge, oppure rivolgersi alla polizia postale- ricorda lo psicoterapeuta- che è esperta di internet e del mondo dei giovani online, per trovare soluzioni e iniziare a censurare i comportamenti violenti. Questo rappresenterebbe un’importante opera di prevenzione: i soggetti aggressivi devono sapere di incorrere in situazioni difficili e noi adulti dobbiamo ritrovare la nostra dignità e autorevolezza di persone adulte”. Difendere e tutelare gli adolescenti più vulnerabili significa “informarli su cosa fare e a chi rivolgersi quando si sentono minacciati- chiosa lo psicologo-, però bisogna avvertire anche i giovani ‘violenti’ che il loro operato negativo sarà sanzionato. Non possono pensare di poter vivere al di fuori di ogni regola civile, di potersi sentirsi sempre più autorizzati a fare ciò che considerano divertente, pur sapendo che potrebbe avere conseguenze disastrose sugli altri”.

Il Miur sta facendo “molto al riguardo- conclude Castelbianco- promuove tanti progetti sia a livello europeo, come il Safer internet, che nazionale, per trovare le linee di condotta che possano aiutare gli studenti italiani. Tante le scuole che hanno attivato campagne di sensibilizzazione”.

25 aprile 2016
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