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Italicum, D’Alessandro (Unicusano): “Esito scontato, così M5S fuori gioco”

ROMA – “L’esito era ampiamente scontato. Al primo turno il premio di maggioranza non è abnorme, quindi non è incostituzionale, perché se un partito riesce a prendere il 40% è giusto che gli venga riconosciuto il premio anche per una questione di governabilità. Anche se è una questione difficilmente immaginabile nel nostro paese dove non c’è una forza politica, una lista e non una coalizione, in grado di prendere percentuali così ampie al primo turno.” Queste le parole di Giovanni D’Alessandro, docente di diritto pubblico presso l’Università Unicusano, intervistato dall’Agenzia Dire sulla pronuncia della Corte Costituzionale in merito all’Italicum.

Il premio di maggioranza al ballottaggio è incostituzionale perché una forza politica che al primo turno dovesse prendere il 25% vincendo al ballottaggio avrebbe il 54% di tutta l’intera Camera, un premio eccessivo rispetto ai consensi che quella forza politica ha saputo conquistare. L’Italicum è una legge proporzionale con effetto maggioritario nel ballottaggio, tolto questo elemento torna ad essere una legge proporzionale. Il rischio è che con questa legge elettorale si potrebbe formare un Parlamento dove alla Camera ci sono piccoli partiti, visto lo sbarramento del 3%, e al Senato gli stessi partiti potrebbero non esserci visto lo sbarramento dell’8%. Un piccolo partito che ha preso il 6%, alla Camera sarebbe rappresentato mentre non lo sarebbe al Senato“, aggiunge D’Alessandro.

Il vero problema “su cui la Corte non si è espressa, perché non presente nelle ordinanze di sollevazione, sono i capilista bloccati che sono rimasti. Una questione che potrebbe portare i tre grandi partiti, Forza Italia, Pd e Movimento 5 stelle, ad avere 100 capolista bloccati in ogni collegio, poi visto che lo sbarramento è del 3% chiunque prende qualcosa prende anche il capolista. Così facendo si avrebbe una Camera dei deputati con la maggioranza degli onorevoli che non ha preso neanche un voto perché sono anche tutti capilista”.

“Il problema della rappresentanza – conclude il costituzionalista- stavolta non lo risolviamo, torneremo ai tempi del pentapartito perché nessuno vincerà le elezioni, visto che nessuno ha i numeri per arrivare al 40%. Per cui si formeranno tre blocchi, centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle, si metteranno insieme il centro del centrodestra e il centro del centrosinistra, escludendo la Lega a destra, Grillo e le varie sinistre. Con il vecchio Italicum – ha concluso il professore – il Movimento 5 stelle aveva grandi chance di vincere, se arrivava al ballottaggio, adesso è stato fatto fuori“.

25 gennaio 2017

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