Faraone: “Nel dl enti locali 500 milioni per la Sicilia”

ROMA – “Grazie al Pd e alle forze di maggioranza che sostengono il governo Renzi, sono stati approvati in Commissione Bilancio al Senato gli emendamenti che finalmente definiscono i termini dell’accordo tra Stato e Regione. Un grande e, per certi versi, storico risultato. In collaborazione con l’assessore regionale al bilancio Alessandro Baccei abbiamo realizzato l’intesa che consentirà alla Sicilia di pagare gli stipendi dei suoi dipendenti e chiudere il bilancio. Non solo: l’accordo porrà le basi per risolvere la questione dell’impugnazione dei bilanci dei prossimi due anni. La regione potrà tornare a investire in crescita e occupazione”. Così il Sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, a proposito del dl 78/2015, in esame al Senato, relativo alle misure urgenti per gli enti locali. “Il governo nazionale e il Parlamento hanno dimostrato un’attenzione nei confronti della Sicilia di cui siamo grati. Un’attenzione di cui avremo ancora bisogno in futuro. Manteniamo un produttivo dialogo tra Stato e Regione nell’interesse dei cittadini”, ha dichiarato il segretario regionale del Pd siciliano, Fausto Raciti.

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“Non siamo né distratti, – continua il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone – né impressionati dalla crisi politica che si è aperta nella Regione Sicilia. Teniamo la barra dritta e abbiamo trovato una soluzione per i 300 milioni mancanti in bilancio di previsione che la regione ha chiesto al governo nazionale. Adesso, dopo un’operazione di riaccertamento dei residui, sono diventati 500. Un’operazione richiesta da tempo per completare la pulizia del bilancio della Regione, eliminando quasi 6 miliardi di euro di partite attive difficilmente esigibili. Un provvedimento che consente alla Sicilia di rimettere in sesto i bilanci e far ripartire gli investimenti per lo sviluppo”. I 500 milioni arriveranno con un pacchetto di misure, delineate negli emendamenti approvati in Commissione al Senato, che si sbloccheranno una volta che il dl sarà convertito in legge. Nel dettaglio sono previsti 200 milioni come riconoscimento delle mancate entrate Irpef, riscosse dallo Stato anziché dalla Regione, 100 milioni collegati all’attuazione dell’art. 37 dello Statuto che riguarda l’attribuzione delle quote Irpef alla regione da parte delle imprese con impianti in Sicilia, 150 milioni – che saliranno a 300 per il 2016 e il 2017 – derivanti dalla possibilità di spalmare in 7 anni, anziché in 3, il disavanzo globale maturato a fine 2014, 50/100 milioni da ulteriori efficienze sul bilancio regionale e dalla possibilità, da verificare, di utilizzare, l’avanzo di gestione 2014 della sanità per ripagare costi sanitari addebitati impropriamente sul bilancio regionale. “Sono riconoscimenti importanti per la Sicilia. Ma, chiaramente, il lavoro non si ferma qui. Il governo nazionale e quello governo regionale – aggiunge Faraone – dovranno continuare a collaborare per il 2016. Serviranno credibilità ed autorevolezza. Dobbiamo trovare soluzioni che consentano la chiusura del bilancio senza usare i fondi per lo sviluppo per pagare le spese correnti. Lo dobbiamo – conclude – alle nuove generazioni che non possono portare il peso di debiti cresciuti in maniera spropositata negli anni passati.”

24 luglio 2015
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