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Art Bonus, Franceschini: “Più di 131 milioni di donazioni, oltre 3.600 mecenati”

franceschini_scuola cinemaROMA – L’Art bonus “funziona” e supera i 131 milioni di euro di donazioni arrivate da 3.646 mecenati. Ad aggiornare i risultati dell’incentivo fiscale del 65% a favore del patrimonio culturale italiano e’ il ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in occasione dei Corporate art awards, i premi conferiti alle imprese che si sono distinte per l’impegno sociale nel mondo dell’arte.

Realizzati con il patrocinio del Mibact, il sostegno del ministero degli Esteri e Ales e la collaborazione di Confindustria, Museimpresa e la Luiss business school, ai Corporate art awards hanno preso parte 80 aziende provenienti da 22 Paesi.

Una “iniziativa dimensione internazionale, perfettamente in linea con il lavoro che stiamo facendo”, ha detto il ministro presentando i premi al Collegio romano. “Quadro sono arrivato- ha aggiunto- la collaborazione tra pubblico e privato nel settore dei beni culturali sembrava impossibile, un tabù. Ci siamo impegnati per abbattere questa barriera e il Parlamento ha approvato delle norme a larghissima maggioranza”. Tra queste proprio l’Art bonus, ha ricordato Franceschini, che dopo la prima fase sperimentale è stato reso permanente, ampliato ai teatri lirici e “quest’anno esteso anche ai beni ecclesiastici colpiti dal terremoto, come era doveroso fare per vincere la sfida enorme della ricostruzione”, ha specificato Franceschini.

“In questi due anni- ha aggiunto Franceschini- la misura è stata vista prima con diffidenza, adesso invece il portale gestito da Ales censisce le donazioni e garantisce trasparenza a chi dona. Il sito funziona e funziona e oggi siamo a oltre 131 milioni di raccolti per oltre tremila e seicento donatori. È un fatto importante”.

In più, “abbiamo approvato anche una norma che ha semplificato le sponsorizzazioni. Queste cose- così ancora il ministro- hanno certamente un valore materiale, ma soprattutto un grande valore pedagogico ed educativo. L’Italia è orgogliosa di essere il Paese che ha il più vasto patrimonio al mondo. Ma se c’è, questo orgoglio deve manifestarsi. I numeri dell’Art bonus aiutano a fare entrare questa cultura nel Paese, perché ne abbiamo bisogno. Quando sono arrivato le risorse per gli interventi sul patrimonio erano 39 milioni, adesso per una scelta condivisa del Governo siamo a quasi 2 miliardi in tre anni. È un grande salto di qualità, ma non basta per il patrimonio che richiede interventi continui”.

Per Franceschini “c’e’ bisogno di risorse pubbliche e di risorse private. Non era mai capitato che a un’assemblea di Confidustria parlasse il ministro della cultura, come invece è successo l’ultima volta. Ma questo è il segnale di una consapevolezza: investire in cultura fa bene anche all’economia, perché crea sviluppo e occupazione intelligente, e fa bene anche alle imprese che fanno del bene al loro Paese”.

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