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DIRE Emilia-Romagna

Una mano in più per Critelli del Pd Bologna… ma è sul manifesto

BOLOGNA – In diversi questa mattina l’hanno notato. E nel giro di poche ore è montato il tam tam sui social network. C’è qualcosa che proprio non torna in quel manifesto di Francesco Critelli, segretario uscente del Pd di Bologna, in corsa per il secondo mandato. Sulla sua spalla destra, infatti, compaiono due dita di una mano che di certo non è la sua. Facile immaginare che possa essere stato un errore dei grafici, che nel lavorare la foto hanno dimenticato di cancellare quel dettaglio. E invece, un po’ a sorpresa arriva la precisazione.

“Il manifesto è stato fatto così di proposito– assicurano dallo staff di Critelli- per la campagna ‘Io sto con Francesco’”.

In parole povere, l’immagine sarebbe stata studiata per essere sagomata e permettere, a chi vuole, di abbracciarla per farsi una foto col segretario, a supporto della sua candidatura.

La figura, assicurano, sarà messa a disposizione dei vari comitati di zona che sostengono la corsa di Critelli al congresso. Lo staff ha realizzato anche una serie di video per “smentire le fake news e rispondere alle critiche” piovute in questi mesi su Critelli. Il primo è stato proiettato oggi: un collage di foto del segretario in compagnia di militanti, iscritti e volontari delle Feste dell’Unità, per dimostrare che “non è vero che sta sempre chiuso in via Rivani”.

Dal palco, Critelli ha comunque ammesso “alcuni errori” fatti in questo mandato. “Dovremo essere più aperti e coinvolgere di più la comunità”, afferma il segretario, che lancia alcune idee. “Dobbiamo trovare nuove forme di autofinanziamento e fare più feste tematiche”, sostiene, ma soprattutto “riorganizzare il partito. Dopo il congresso faremo una conferenza organizzativa con tutti i circoli, perchè non possiamo avere ancora la stessa struttura che avevano i Ds: i tempi sono cambiati”.

Critelli rivendica sia i risultati politici del suo mandato (la vittoria alle elezioni di Bologna e al referendum, la tenuta degli iscritti) sia quelli economici della federazione. E se la prende col Pd nazionale, perchè “anche quest’anno il 2 per mille rimane a Roma e non va bene. Noi vogliamo che ai territori venga dato quanto è loro dovuto”.

Poi, il segretario mostra alcune slide che mettono a confronto i numeri del suo mandato con quello del predecessore Raffaele Donini, dove si mostra che la spesa media annua del Pd di Bologna è scesa dai 104.661 euro del periodo 2011-2014 ai 32.259 euro del triennio 2015-2017. Si parla di giornali, riviste, attrezzature informatiche, telefonia, alberghi (da 7.000 a 400 euro), trasporti, spese di rappresentanza (da 12.376 a 5.200 euro), taxi e auto blu (da 22.981 a 4.816 euro).

E poi gli stipendi: dagli 846.833 euro del 2014 ai 674.312 euro del 2016, compreso il rientro di un dipendente in aspettativa (il partito oggi ha 12 dipendenti più un part-time).

“Questi dati non vogliono essere un elemento di polemica politica- assicura Critelli- nel triennio precedente c’era il finanziamento pubblico ai partiti, avevamo più iscritti e le feste andavano meglio. Noi siamo pronti a fare anche altri sacrifici”. Il segretario ci tiene però a citare anche un altro dato: il crollo degli iscritti al Pd di Bologna, dai 21.400 del 2012 ai 14.300 del 2014. “Siamo saliti a bordo di una nave che stava affondando- rivendica Critelli- l’abbiamo rattoppata e l’abbiamo messa in salvo. Aver evitato che affondasse è stato un risultato straordinario”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

23 settembre 2017

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