Il ddl Lorenzin è legge, ecco le principali misure previste

beatrice lorenzinROMA – In Senato è arrivata l’approvazione definitiva del Ddl in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute.

Qui le principali novità del cosiddetto ddl Lorenzin

1. Sperimentazione clinica dei medicinali

Le nuove disposizioni, adeguando la disciplina italiana alla nuova normativa europea (Regolamento UE 536/2014) prevedono il riordino e la riduzione dei comitati etici esistenti. Viene prevista l’istituzione, infatti, di un Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, con funzioni di coordinamento, indirizzo e monitoraggio delle attività di valutazione degli aspetti etici relativi alle sperimentazioni.

Si prevede, inoltre, l’individuazione, attraverso successivo decreto ministeriale, di un numero massimo di quaranta comitati etici territoriali (rispetto agli oltre 100 attualmente esistenti) di cui almeno uno per ogni regione, e il riconoscimento di tre comitati etici a valenza nazionale, di cui uno riservato alla sperimentazione in ambito pediatrico.

Tali disposizioni vanno nella direzione della necessità di acquisire una maggiore competitività in ambito internazionale nel settore delle sperimentazioni cliniche, le quali, grazie alla notevole riduzione del numero dei comitati etici e grazie al ruolo di supporto e di vigilanza assegnato al neo istituito centro di coordinamento nazionale, potranno fare affidamento su tempi certi per la loro analisi sotto il profilo etico, oltre che di una tariffa unitaria, parametrata ai meri costi di gestione dell’analisi medesima.

2. Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie

Le nuove disposizioni trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali.

Agli ordini già esistenti dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono gli ordini delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Contestualmente viene ridisegnata la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini, risalente al 1946, e vengono inserite disposizioni finalizzate a migliorare la funzionalità degli organi, a chiarire i compiti svolti, valorizzandone, in particolare, il rilievo pubblico e la funzione deontologica, oltre che a favorire la partecipazione interna da parte degli iscritti.

3. Nuove professioni sanitarie

Il DDL riscrive la procedura per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie, stabilendo dunque un sistema potenzialmente aperto. Tale procedura, che passerà per il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità, richiederà l’accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.

Nell’ambito di tale procedura, un percorso semplificato è fissato per gli osteopati ed i chiropratici, la cui individuazione è già fissata dalla legge, mentre il percorso per il definitivo riconoscimento passa attraverso l’accordo in Conferenza che definirà l’ambito di attività, le funzioni, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché quelli per il riconoscimento dei titoli equipollenti connessi a tali professioni.

Con decreto del MIUR, di concerto con il Ministro della salute, saranno, inoltre, definiti l’ordinamento didattico della formazione universitaria.

4. Riordino della professione dei chimici, dei fisici, dei biologi e degli psicologi

Il DDL stabilisce che la vigilanza su tali Professioni, e sui relativi ordini, passi dal Ministero della Giustizia al Ministero della salute. Anche a tali ordini si applicheranno, dunque, le nuove disposizioni relative al funzionamento interno degli Ordini, modificati dal DDL.

5. Esercizio abusivo delle professioni sanitarie

Si interviene sul reato di esercizio abusivo della professione, per inserire un’aggravante quando il reato riguardi una professione sanitaria e per prevedere in tali ipotesi la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. Ed in particolare, quando si tratta di beni immobili, si dispone il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.

6. Aggravante per reati commessi contro persone ricoverate

Viene aggiunta nel codice penale (art. 61) una circostanza aggravante per i reati contro la persona commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, ovvero presso strutture socioeducative.

7. Dirigenti sanitari del Ministero della salute

Si modifica la disciplina vigente relativa al ruolo della dirigenza sanitaria del Ministero della salute: da un lato, si istituisce un unico livello del ruolo succitato, e dall’altro, ai dirigenti sanitari del Ministero si estendono gli istituti giuridici ed economici previsti per la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale.

AIFI: ISTITUZIONE ORDINI PROFESSIONALI E’ RISULTATO STORICO

“L’istituzione degli Ordini professionali rappresenta un risultato epocale ottenuto per la sensibilità e maturità dimostrata da una parte della classe politica e soprattutto per la costanza mantenuta da tutte le rappresentanze delle professioni sanitarie, con AIFI sempre in prima linea a stimolare e sostenere l’interlocuzione istituzionale. In questo momento di grande emozione sento il bisogno di ringraziare con sincerità le forze politiche che hanno sostenuto il ddl Lorenzin e con infinita riconoscenza ed affetto tutti coloro che nell’Associazione Italiana Fisioterapisti per decenni si sono battuti con grandissima determinazione per il raggiungimento di questo storico obiettivo”. Così, in una nota, il presidente dell’AIFI, Mauro Tavarnelli.

LA SODDISFAZIONE DEGLI OSTEOPATI

“Tutti gli osteopati italiani ricorderanno a lungo questo Natale. Un risultato atteso da tempo e fortemente voluto dal Registro che in questi tre anni ha partecipato attivamente all’iter di approvazione del provvedimento” , commenta Paola Sciomachen, Presidente del ROI – Registro degli Osteopati d’Italia.

“Si tratta di un importante traguardo che traccia il nuovo percorso verso l’istituzione dell’osteopatia come professione sanitaria. Ringrazio il Ministro Beatrice Lorenzin, i Presidenti di Camera e Senato, l’Onorevole Senatrice Emilia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato e l’Onorevole Deputato Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera per l’impegno e il senso di responsabilità dimostrato verso il Paese ”.

L’iter delineato dal ddl Lorenzin prevede infatti, per la successiva istituzione della professione sanitaria di osteopata, la definizione delle competenze professionali e del relativo curriculum formativo, previo parere tecnico scientifico del Consiglio Superiore di Sanità (Css) e con accordi sanciti in Conferenza Stato Regioni. Con decreto del Ministero dell’Istruzione (Miur) si dovrà poi definire l’ordinamento didattico della formazione universitaria delle nuove professioni, come previsto dall’articolo 3 – bis del ddl.

“Il ROI, terminata la pausa natalizia, riprenderà subito i lavori per riaprire il dialogo con le istituzioni coinvolte nel processo di “istituzione” della professione sanitaria. Si partirà dalla definizione delle competenze dell’osteopata, un passaggio fondamentale per delineare i confini e gli ambiti della professione all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. In tal senso, presto presenteremo la nostra proposta di Core Competence che porterà successivamente a definire il Core Curriculum, ossia gli standard formativi necessari per l’esercizio della professione dell’osteopata” – conclude Paola Sciomachen”.

ANDI: FINALMENTE LEGGE CONTRO FALSI DENTISTI

“Un passaggio storico per la professione odontoiatrica che chiude una battaglia che Andi (Associazione nazionale Dentisti Italiani) porta avanti ad oltre 70 anni contro i finti dentisti”. Sono le parole del presidente nazionale Andi, Gianfranco Prada, che aggiunge: “Un bel regalo di Natale per il nostro Paese, per la nostra professione ma soprattutto per i cittadini”.

Un provvedimento, quello appena approvato al Senato, che contiene una serie di norme attese relative alla riforma degli ordini professionali, alle modalità per il riordino delle professioni sanitarie (con la creazione dell’Ordine anche per gli Igienisti dentali), che permetterà di dare più autonomia ordinistica alla componente odontoiatrica ma soprattutto, all’art. 12, le nuove pene in merito all’esercizio abusivo delle professioni.

“Finalmente- prosegue Prada- nel nostro Paese si dota di un reale deterrente per chi commette il reato di esercizio abusivo della professione o determina altri a commetterlo, con reclusione da 6 mesi a 10 anni e multe da 10.000 a 75.000 euro. E’ prevista inoltre anche la pubblicazione della sentenza e la confisca dei beni utilizzati per commettere il reato. I beni immobili confiscati sono trasferiti ai Comuni per finalità sociali ed assistenziali. Da oggi chi inganna e truffa ignari pazienti spacciandosi per dentista sarà, finalmente, pesantemente punito”. Si tratta di un risultato “storico” per il quale “la nostra associazione si è battuta sin dagli anni della sua costituzione. Fin dal primo incontro col ministro della Salute Lorenzin è stata la nostra richiesta primaria, recepita con particolare sensibilità dal ministro stesso”.

“Intensissima” è stata poi l’attività lobbistica compiuta da Andi sia per far approvare il ddl Marinello (che contiene sostanzialmente le stesse pene) già approvato dal Senato e bloccato da anni alla Camera, sia per far arrivare all’approvazione finale il testo del ministro Lorenzin. “Ringrazio il ministro, il Parlamento e tutti coloro che si sono battuti e ci hanno sostenuto in questa battaglia per fare rispettare le regole e soprattutto per tutelare la salute dei cittadini”, ha infine concluso il presidente di Andi.

ASSOMED SIVEMP: UN SUCCESSO STORICO

La dirigenza sanitaria del Ministero della salute è stata finalmente riconosciuta a pieno titolo. Il completamento dell’inquadramento e dell’equiparazione ai dirigenti sanitari del SSN è legge. L’approvazione definitiva del disegno di legge sulle professioni sanitarie e la sperimentazione dei farmaci, rappresenta un successo storico dell’Assomed Sivemp. Eravamo in pochi a crederci e sono rimasti in pochi i contrari. Dopo anni di lavoro abbiamo vinto con la forza delle argomentazioni, semplicemente perché avevamo ragione. Grazie al Ministro, al Capo di Gabinetto Chinè e all’Amministrazione, ai Parlamentari che hanno recepito un atto di giustizia per il rilancio e lo sviluppo della salute. E grazie agli iscritti che ci hanno sostenuto. Adesso procediamo con il massimo impegno per il superamento del precariato e il rinnovo del CCNL. Così in una nota di Assomed Sivemp.

 

22 Dicembre 2017
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