La leggenda di Jaco Pastorius, 29 anni fa moriva il più grande bassista di tutti i tempi

jaco_pastorius_87ROMA – Qualche bicchiere di troppo. Una lite. Violenta. Un corpo a terra, nel sangue. Una fine bruttissima per uno dei più grandi musicisti della storia, per il più grande bassista di sempre. È morto così il 21 settembre del 1987 John Francis Anthony “Jaco” Pastorius, straordinario innovatore di uno strumento raffinato, di classe, di nicchia, com’è il basso. Jaco era nato a Norristown il 1 dicembre 1951. Compositore, appunto bassista, produttore discografico, è stato un grandissimo esponente di jazz, fusion e funky. Nel 1969 diede origine al suo primo gruppo funky, i ‘Woodchuck’, che riscossero un notevole successo nel sud della Florida. Nel 1976, dopo un primo approccio l’anno precedente, l’ingresso nei Weather Report grazie al rapporto con Joe Zawinul, il tastierista della band.

Proprio lui, in qualche modo, vide in Jaco qualcosa di Jimi Hendrix. Con i Weather ha pubblicato album come ‘Black Market’, ‘8:30’ e Heavy Report. Negli anni successivi, Jaco guadagna consensi e riconoscimenti. Ma è intorno al 1977 che inizia a fare uso di droghe ed alcol e proprio questa sua dipendenza contribuì ad una inevitabile crisi. Fino alla sera dell’11 settembre del 1987. Pastorius era a seguire Carlos Santana al Sunrise Munic Theatre.

Improvvisamente, durante le Olimpiadi, dopo un assolo del bassista Alphonso Johnson, salì sul palco e alzò la mano di quest’ultimo quasi per dichiararlo vincitore. Accompagnato all’uscita dagli addetti alla sicurezza, che non lo riconobbero, si diresse al Midnight Bottle Club, un locale nella periferia di Fort Lauderdale. Non era lucido, anzi: visto l’elevato stato di ebbrezza gli venne negato l’ingresso nel locale da parte del buttafuori, che si disse essere esperto di arti marziali Luc Havan. Scoppiò una rissa e quando alle quattro del mattino arrivò la polizia, Jaco era steso a terra privo di sensi con il viso rivolto verso la pozza del suo stesso sangue. Havan, il buttafuori, sostenne di aver spinto Jaco e che quest’ultimo era caduto battendo la testa.

Il verbale della polizia attesta che la causa delle lesioni fu un violento trauma cranico. Trasportato al Broadway Country General Medical Center, rimase in coma fino al 19 settembre quando un importante vaso sanguigno del cervello si ruppe causandogli la morte cerebrale. Il 21 settembre i familiari decisero di interrompere il funzionamento dei macchinari che mantenevano il corpo in vita.

di Adriano Gasperetti, giornalista professionista

21 settembre 2016
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