Europa

Berlino, Francescon (Ecfr): “L’attentato condiziona la campagna elettorale 2017”

ROMA – “Fermezza senza cadere nel populismo in campagna elettorale e poi ritorno sulla linea attuale, nuova coalizione permettendo”: sarà questa, secondo Silvia Francescon, ricercatrice dello European Council for Foreign Relations (Ecfr), la traiettoria di Angela Merkel alla guida della Germania ostaggio dell’incubo attentati. Il colloquio con la DIRE, all’indomani della strage al mercatino di Natale sulla Breitscheidplatz, comincia con un precedente spagnolo risalente al 2004: “Dall’attentato alla stazione ferroviaria di Atocha e dalla sconfitta di Josè Maria Aznar in poi”, spiega Francescon, “è chiaro che episodi come questi condizionano le elezioni”. Al voto tedesco, in programma nell’autunno 2017, manca quasi un anno. “Ma l’impatto ci sarà, ancor più se fosse accertato che l’attentatore è un profugo o aveva chiesto asilo politico” sottolinea l’esperta: “Questo l’elettorato non lo digerirebbe”. A giudicare dalle dichiarazioni di oggi, Merkel ne è consapevole. “Se fosse un profugo sarebbe intollerabile” ha detto la cancelliera. Salvo poi aggiungere: “Continueremo a sostenere le persone che chiedono di integrarsi nel nostro Paese”.

Un doppio binario che si spiega anche con dinamiche preelettorali, sottolinea Francescon: “Merkel promette fermezza ma non rinuncia a guardare al futuro perché sa che l’economia tedesca, in particolare il comparto manifatturiero, dei migranti ha bisogno”. Il riferimento è anzitutto alla legislazione entrata in vigore quest’anno. “Al di là dello slogan ‘Welcome Refugees’, la cancelliera ha adottato misure da leader europeo, capaci di gestire con efficacia il fenomeno delle migrazioni” sottolinea la ricercatrice. Le nuove regole per l’integrazione prevedono ricongiugimenti familiari, fino a un massimo di tre offerte di lavoro e sei mesi di tempo per l’apprendimento del tedesco tramite corsi serali. Per applicare le misure sono stati stanziati 12 miliardi di euro, un investimento sul quale appare difficile immaginare passi indietro, conferma Francescon: “Dopo le elezioni Merkel andrà avanti, sia pur tenendo conto della necessità di fare i conti con nuove coalizioni, dalle quali resterebbero comunque escluse le forze estreme in stile Alternative fur Deutschland”.

di Vincenzo Giardina, giornalista

20 dicembre 2016
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