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Gay. Scialpi scrive al Papa: “Una parola per sentirmi anche io protetto dalla Chiesa”

ROMA – Una volontà che non resti “un desiderio personale” ma “diventi comune a tutte le persone che amano senza distinzioni”. È il senso della lettera scritta da Giovanni Scialpi, in arte Shalpy, e twittata a Papa Francesco.

Nella lettera, il cantante, che nei giorni scorsi ha annunciato di volersi unire in matrimonio con il compagno Roberto Blasi, fa riferimento anche al padre. “Caro Papa Francesco, mi perdoni, ma da quando ho sentito per la prima volta il Suo nome alla TV per la Sua proclamazione in un attimo di profonda commozione, il mio pensiero è andato subito al mio povero padre che si chiamava come Lei e che è mancato ormai da anni. Poi, vedendoLa sorridere dolce e scherzoso, quasi fuori dal protocollo, sono subito rimasto affascinato dalla Sua figura di uomo e non solo di Papa- si legge nella missiva- Ora che sento il desiderio di scriverLe, mi permetta questo gioco epistolare che consiste nell’aggiungere un semplice accento sulla ‘a’, in modo di rivolgermi a Lei come se fosse il mio vero padre: Caro papà Francesco, lo so che il nostro rapporto è sempre stato conflittuale, sin da piccolo tra le tue prese di posizione e le mie idee che mi portavano lontano, io non vedevo il tuo amore e tu non vedevi il mio. Non bastava un tuo dono, non bastava portarmi in Chiesa per sentirmi amato, non c’era il tuo giudizio positivo sulla mia pagella portata a casa con grande “orgoglio”; come non c’eri quando avevo bisogno di risposte mentre scoprivo i miei primi sentimenti. Ci siamo sempre allontanati l’uno dall’altro, arrivando a non condividere neppure i punti più formativi ed emotivi della mia esistenza”.

scialpi e blasi

Scrive ancora Scialpi: “Sono diventato grande frequentandoti, ma nel medesimo tempo non contemplandoti. E proprio adesso che sto per affrontare il momento più felice del mio percorso, la decisione di formare una Famiglia con il mio compagno, quanto mi manca la tua Parola, la tua benedizione ed il tuo abbraccio perché sai quanto ti voglio bene. Per sempre il tuo Giovanni”.

scialpi

E ancora: “Dopo queste mie piccole esternazioni, ora mi rivolgo direttamente a Lei Santo padre, come figura Spirituale che sostiene e conforta i Suoi Figli, perché la mia volontà non resti solo un desiderio personale, ma diventi comune a tutte le persone che amano senza distinzioni. Quanto desidererei da Lei una Parola per dare forza al mio concetto di Famiglia! per sentirmi anch’io sotto la protezione e la benedizione della Chiesa e di Nostro Signore. La ringrazio con l’augurio di trovarmi sempre nella grazia di Dio”.

20 luglio 2015
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