Sciopero della scuola, insegnanti in piazza: "Vogliamo stipendi europei" FOTO - DIRE.it

Welfare

Sciopero della scuola, insegnanti in piazza: “Vogliamo stipendi europei” FOTO

ROMA – Circa 200 persone si sono radunate a Porta San Paolo a Roma per il corteo regionale diretto al Miur e indetto da Flc-Cgil, CISL scuola, UIL Scuola, RUA e SNALS Confsal. A Viale Trastevere sono già riuniti dalle 9.30 i lavoratori del settore Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica). I sindacati chiedono, tra le altre cose, il rinnovo del contratto nazionale, la stabilizzazione di tutti i precari, lo sblocco del turn-over per il personale ATA, investimenti adeguati all’importanza strategica della scuola pubblica, criteri “trasparenti e oggettivi ” – definiti contrattualmente – per l’assegnazione dei docenti alle scuole e la “cancellazione della legge 107 nei nei suoi aspetti più dannosi”. Alla manifestazione anche il candidato sindaco di Roma Stefano Fassina (Sinistra Italiana).

“Ministro Giannini, ministro Madia, campateci voi con mille euro al mese”. Lo ripete ad alta voce Eugenio Ghignoni, segretario generale Flc-Cgil Roma e Lazio, davanti alla sede del Miur di viale Trastevere a Roma, dove è poi arrivato il corteo degli scioperanti del comparto scuola. “La parola al centro della nostra lotta è la dignità dei lavoratori della scuola pubblica”, dice Mirella Arcamone, insegnante e rappresentante sindacale Flc-Cgil in una scuola di Roma che, sulla possibilità di aprire le scuole anche d’estate, aggiunge: “Bene. Ma ci si sieda con i sindacati attorno a un tavolo, se ne parli, si arrivi a uno stipendio europeo”. Alla manifestazione nazionale, indetta dai maggiori sindacati del comparto scuola, a Roma hanno partecipato centinaia di persone tra cui docenti, personale ATA, dirigenti e anche qualche studente.

fassina

“La scuola, l’università, la ricerca pubblica devono diventare motori” dello sviluppo del Paese. Lo ha dichiarato in un’intervista il candidato sindaco di Roma per Sinistra Italiana, Stefano Fassina, oggi alla manifestazione indetta dai sindacati e diretta al Miur per chiedere, tra le altre cose, la cancellazione di alcuni aspetti della legge 107 e la stabilizzazione dei docenti precari. Su quest’ultimo problema “siamo davvero dentro un mondo kafkiano– dichiara Fassina- dove non si riconosce il merito, non si riconosce che decine di migliaia di uomini e donne che non hanno potuto fare il concorso nel decennio precedente, perché il concorso non c’è stato, si sono abilitati in corsi abilitanti molto selettivi e costosi, anche a loro spese, e oggi sono trattati come se fossero gli ultimi arrivati”.

20 maggio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»