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Comunicare finanza etica e microcredito, convegno a Unicusano

ROMA – Finanza etica e microcredito aiutano a combattere l’esclusione sociale, ma solo se comunicate correttamente attraverso diversi media. È questo il monito, per giornalisti e non solo, di ‘Comunicare la finanza etica e il microcredito 2.0’, il convegno che si è svolto a Roma nell’aula magna dell’Università Niccolò Cusano alla presenza del rettore Fabio Fortuna e del presidente dell’Ente nazionale per il microcredito, Mario Baccini.

Un’occasione per riflettere su come vecchi e nuovi media possano produrre corretta informazione su uno degli strumenti eletti dalle Nazioni Unite per la lotta alla povertà. Quel microcredito che in Italia nasce nel 2007 con la creazione di un Ente nazionale a gestione pubblica proprio come risposta all’appello dell’Onu nell’anno internazionale del microcredito (2005). Negli anni, l’Ente nazionale per il microcredito (Enm) ha coinvolto il sistema bancario, realizzato accordi, messo a disposizione un budget di circa 200 milioni di euro, creato un Fondo bancario di garanzia nazionale che offre garanzie a chi non ne ha, con una copertura che arriva all’80%.

Ma soprattutto un ente che offre un elenco di tutori e servizi ausiliari, senza i quali un piccolo prestito non può diventare microcredito. Un meccanismo che, secondo Baccini, è cardine di “un’economia sociale alternativa al mercato”, in cui “ci sono intelligenze e fondi a sufficienza”, ma “mancano il coordinamento, la comunicazione, il lavoro di squadra”.

“Noi stiamo percorrendo  l’ultimo miglio della via italiana al microcredito- dichiara Baccini- quel territorio virtuale che divide il bisogno dalla sua soddisfazione. Negli ultimi 15 mesi grazie a questo strumento- prosegue- sono state create 5.000 nuove microimprese. Aziende nate dall’esclusione sociale, dalla disoccupazione, da quelle persone che andavano in banca e non potevano accedere al credito. Oggi 5.000 nuove aziende sono anche nuovi consumatori, nuovi clienti per le banche. Questa è la forza della finanza etica, non un problema di assistenza e beneficienza, perchè la finanza etica crea utilità, benessere della persona”.

Con un default pari a zero ed un tasso del 5,8% che comprende anche i costi di gestione dei servizi e dei tutor, l’Ente è pronto, dice Baccini, ad “assumere entro il prossimo anno 1.000 nuove persone nel ruolo di tutor, una nuova categoria professionale, che formiamo proprio grazie alla collaborazione con l’università”.

Università che, secondo il preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Unicusano, Giovanni Puoti, “ha un ruolo determinante nell’aiutare i giornalisti a produrre una corretta comunicazione sotto il profilo scientifico“, per divulgare i risultati di una “ricerca di qualità” che spesso fa fatica a superare la platea del pubblico accademico. E allora diventa fondamentale individuare una strategia di comunicazione, che l’Ente ha creato a partire dai dati auditel ed audiweb.

“Dall’analisi dei dati abbiamo rilevato che la tv resta il mezzo di comunicazione più diffuso e visto– spiega il direttore della rivista Microfinanza e capoufficio stampa dell’Enm, Emma Evangelista- Quindi abbiamo creato campagne pubblicitarie come ‘Riparti da te’, tutta dedicata alle donne, grazie alla quale siamo riusciti ad ottenere in una sola settimana 30.000 contatti che si sono tradotti in 25.000 email e 10 progetti arrivati a finanziamento“.

Dove non arriva la tv c’è il web, con l’Enm che scende in campo con tutorial e video, perchè “internet offre la possibilità di arrivare a tante persone, ma bisogna essere sintetici, corretti, veloci”. Informazione rapida a cui si affianca però l’approfondimento scientifico, con la creazione di house organ in versione digitale e cartacea, perchè, prosegue Evangelista, “la divulgazione di tipo scientifico sul web non sempre è possibile, per la dimensione degli approfondimenti e dei temi trattati“.

A vincere è quindi la comunicazione ibrida, in cui i giornalisti sono affiancati da grafici, web designer e pubblicitari, tenendo sempre presente che comunicare la finanza etica e il microcredito è una sfida che ha bisogno del supporto di tutti.



FORTUNA (UNICUSANO): MICROCREDITO PUO’ AIUTARE I GIOVANI

Il Pil rimane un parametro di riferimento fondamentale, poi conosciamo una serie di indicatori che trovano spazio nella regolamentazione europea e nazionale. Stanno affiorando anche nuove forme di indicatori e noi italiani saremo stranamente dei precursori, perchè nel Def sono presente degli indici che riguardano il benessere e le condizioni di vita nel nostro Stato“. Così il rettore dell’Università Niccolò Cusano, Fabio Fortuna, a margine del convegno ‘Comunicare la finanza etica e il microcredito 2.0’ che si è tenuto nell’aula magna dell’università Niccolò Cusano a Roma.

“L’esclusione finanziaria dal credito per i giovani italiani- prosegue- è un argomento molto delicato che oggi affrontiamo argomenti legati a forme nobili di intermediazione, perchè sia la finanza etica, sia, al suo interno, la microfinanza e il microcredito, rappresentano delle forme di intermediazione del credito che possono aiutare i giovani per iniziare o continuare la propria attività“.

L’università è un centro di ricerca dove si studiano le problematiche che interessano la vita dei singoli cittadini. È quindi giusto- conclude- che si affronti un tema legato ad una materia che istituzionalmente noi trattiamo qui con i nostri corsi di laurea in Economia”.



BACCINI (ENM): MICROCREDITO ARRIVERÀ A 700 MLN BUDGET

“In Italia in questi ultimi 15 mesi abbiamo messo in piedi circa 5000 nuove aziende di persone che prima erano disoccupate o inoccupate. Un beneficiario di microcredito sviluppa in media 2,43 posti di lavoro. Quindi sono circa 12.000 i posti che sono nati in questi ultimi 15 mesi”. Così all’agenzia di stampa Dire il presidente dell’Ente nazionale per il microcredito (Enm), Mario Baccini, a margine del convegno ‘Comunicare la finanza etica e il microcredito 2.0’ che si è tenuto all’Università Niccolò Cusano a Roma.

“Voglio segnalare che in questo progetto il default è pari a zero– prosegue Baccini- cioè ogni persona che è assistita con un tutoraggio dell’Enm riesce a sviluppare il suo business plan e ad onorare le rate dei pagamenti dell’ammortamento che è fino a 5 anni. Il futuro del microcredito sarà sempre più forte e aiuterà ad affermare sempre di più l’economia sociale. Noi pensiamo che dai 200 milioni di budget offerti dal sistema bancario potremo arrivare a circa 700 milioni”.

Una cifra considerevole per quello che secondo Baccini è “uno strumento fondamentale dell’economia sociale di mercato in alternativa all’automatismo dello stesso mercato“, una delle soluzioni che “lo Stato italiano offre per risolvere il problema degli esclusi, cioè di tutte quelle persone che in questo momento sono considerate non bancabili ma solvibili”. Una soluzione “per affermare la via italiana al microcredito” con l’Enm che svolge una funzione di “coordinamento” e di “indicazione per i servizi ausiliari senza i quali un piccolo prestito non può definirsi microcredito”.

“Il Fondo nazionale di garanzia- prosegue Baccini- offre le garanzie fino all’80% ai beneficiari e il sistema bancario convenzionato con l’Ente eroga il credito fino a 25.000 euro. Un beneficiario di microcredito che oggi è un potenziale disoccupato e vicino alla linea della povertà- conclude- con il microcredito diventerà un imprenditore, un nuovo contribuente, un nuovo consumatore. Questa è la potenza del microcredito e siamo contenti oggi di spiegarlo e comunicarlo all’Unicusano”.

20 aprile 2017

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