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Report del Consiglio grande e generale del 18 luglio

SAN MARINO – I decreti legge “salva-risparmi”- n.78, n.79 e n. 80 -dividono l’Aula e animano la protesta esterna a Palazzo Pubblico, in piazza della Libertà, nella seconda giornata di lavori consiliari. La seduta si apre proseguendo il comma Comunicazioni. Francesco Mussoni, Pdcs, annuncia il ricorso da parte di tutte le forze di opposizione al Collegio garante per la costituzionalità delle norme contro i 3 decreti legge -n.78, n.79 e n.80- licenziati dal congresso di Stato domenica scorsa. “Non c’è copertura finanziaria dei provvedimenti, c’è stato l’esproprio di Asset, non c’è urgenza dei decreti- chiarisce il consigliere Pdcs- queste sono le motivazioni che contestano l’illegittimità costituzionale dei decreti, attraverso il ricorso presentato dalle forze di opposizione al Collegio garante”.

Ma sono le manifestazioni di protesta promosse da Csu e Rete a scaldare il clima in Aula:

Fabrizio Francioni, Ssd, accusa le grandi imprese di mandare i propri lavoratori sul Pianello: “Delle persone che verranno oggi in piazza- manda a dire- posso assicurare che l’80% non sa neanche perché si trova lì a protestare”. Per tutta risposta Roberto Ciavatta, Rete, esprime il suo sdegno: “Vi rendete conto- ammonisce ai consiglieri di maggioranza- di quello che dite e che state alimentando lo scontro sociale?. Denise Bronzetti, Ps, e Gian Carlo Capicchioni, Psd, esprimono i propri dubbi per la trattativa in corso tra governo e sindacato per scongiurare la manifestazioni della Csu in piazza: sotto la lente la proposta di accordo sottoposta al sindacato. “Si prevede l’istituzione di un tavolo di incontri a cadenza mensile- spiega Bronzetti- finalizzato a decidere quali risorse gireranno a sostengo del sistema bancario e finanziario e ne prenderanno parte sindacato, comitato amministratore di Fondiss, consiglio di previdenza, segretari di Stato e anche con la vigilanza di Bcsm, ma non è il suo ruolo”. D’accordo Capicchioni: “Se c’è un tavolo di concertazione spiega- la vigilanza di Bcsm credo debba essere messa da parte”. Infine viene comunicato da Marco Gatti, Pdcs, che l’accordo è saltato. “I sindacati vengono a manifestare- commenta- perché si sono accorti che l’accordo del governo era una presa in giro”.

Nel corso del dibattito in comma comunicazioni sono inoltre presentati due Ordini del giorno. Il primo da parte di Rete, relativo alle lettere della procura di Forlì inviate nelle scorse settimane ad alcuni sammarinesi e residenti sottoposti a controlli fiscali. L’Odg letto in Aula da Gian Matteo Zeppa nel dettaglio impegna il congresso di Stato “ad intavolare celermente un tavolo tecnico di confronto con il Mef per scongiurare che gli atti emanati dalle Procure italiane similari possano recare qualsiasi disagio alla cittadinanza sammarinese”. Il secondo Odg, presentato dal Pdcs e letto in Aula da Marco Gatti, dà invece mandato al governo di “intraprendere le azioni necessarie affinché venga immediatamente rimosso il Direttore Generale Lorenzo Savorelli di Banca centrale, in qualità di presidente della vigilanza”.

Termina il comma Comunicazioni, si apre quello sulla ratifica dei decreti: l’opposizione ne chiede lo scorporo di quasi tutti. Il segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, come annunciato, richiede di soprassedere alla ratifica del decreto n.79, “Misure urgenti a sostegno di operazioni a tutela di risparmio”. La seduta si chiude sul dibattito sul primo decreto, il n.59 “Codice deontologico degli operatori dell’informazione”, che verrà esaminato in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma n.1 Comunicazioni

Angelo della Valle, Ssd

Sulle pensioni, vi ricordo che siamo da 6 mesi al governo, ma voi negli ultimi 4 anni avete sempre parlato di riforma delle pensioni senza concludere nulla, noi ci stiamo lavorando e in breve tempo inizieremo i colloqui per questa riforma con le forze sociali ed economiche. Su turismo si dice che non facciamo niente, ma stiamo cavalcando il precedente governo che ha lasciato il turista del mordi e fuggi. Di queste cose dovete farne memoria e dire che non lo avete fatto. Sulle manifestazioni di questa sera: non mi fanno paura, ma trovo delle contraddizioni forti, non poche, mi danno la vera certezza che noi non stiamo con i poteri forti.

Elena Tonnini, Rete

La gente non viene in piazza per Rete o perché glielo dicono i poteri forti, ma per tutelare qualcosa: i 50 milioni di Fondiss e i 450 mln di fondi pensione e contro i 150 mln di debito pubblico. La manifestazione non sarà bloccata, nonostante gli accordi che il governo sta cercando con i sindacati, un governo sotto pressione che tenta di tutto per scongiurarle. Tlc: in che cosa consiste l’accordo con Tim 5G? Siamo favorevoli alla sperimentazione in territorio, San Marino deve diventare un terreno sperimentale con tecnologie di avanguardia con progetti che, attraverso il superamento del monopolio, possa portare a una vera pianificazione e progettazione. Non siamo contro gli accordi, ma prima di qualsiasi scelta pre-confenzionata tra Stato e privato, si passi in Consiglio grande e generale. Per fare 5G a San Marino c’è bisogno di fibra ottica che Telecom non ha, c’è invece una rete su cui Aass ha investito su tutto il territorio e una serie di infrastrutture che Telecom non ha, e che ha invece il pubblico. Spero che il Segretario di Stato Zafferani possa escludere che Telecom si prenda rete e infrastrutture senza pagare nulla allo Stato.

Fabrizio Francioni, Ssd

Delle persone che verranno oggi in piazza, consigliere Tonnini, le posso assicurare che l’80% non sa perché si trova lì a protestare, perché c’è Anis che ha mandato lettere ad associati e gli associati manderanno i loro lavoratori in piazza pagati. Mettetevi nei panni di un lavoratore che fa un turno fino alle 20 di sera e il lavoratore gli dice di smettere e andare invece sul Pianello. Quando uscirete tutti quanti a braccetto spiegateglielo bene per che cosa sono in piazza.

Mariella Mularoni, Pdcs

Parto dalla dichiarazione dell’On. Tancredi, capogruppo di Alternativa popolare in commissione Finanze, che è intervenuto sul caso Asset in cui dice che gli interessi di investitori italiani sono stati penalizzati da interventi in Repubblica e che invierà una lettera a due Ministri italiani e a Bankitalia. L’accordo del 2014 tra i due Paesi prospettava, in un momento di difficoltà del sistema europeo, l’apertura su temi bancari tra Italia e San Marino. Ora tale percorso virtuoso sembra messo in discussione. Nel frattempo il governo introduce anche una nuova tassa discriminatoria per i frontalieri, di cui comprendo l’intento, voler tutelare i frontalieri, ma spesso non è reperibile da aziende personale specializzato in territorio. In questi giorni in Commissione 3 sono in esame due progetti di legge sullo Sviluppo, il mio auspicio è che si arrivi a una sintesi e a un progetto condiviso.

Roberto Ciavatta, Rete

Ieri, durante il dibattito sulla mozione, un consigliere di maggioranza ha parlato di gregge e noi stigmatizziamo chi definisce chi scende in piazza come un gregge, e lo dice un partito di sinistra. Facciamo a riguardo un’analisi di quello che succede nel paese, dal punto di vista della maggioranza, le banche sono tutte piene di ladri, gente che se ne è approfittata. E oggi parlate degli industriali, gente che paga i propri dipendenti per andare in piazza e ce l’ha con il governo perché ce l’ha con i potentati e i corrotti. Parimenti i sindacati sono individui servili a disposizione dei partiti di opposizione quando indicono manifestazioni perché anche loro sono corrotti. La narrazione che sta facendo la maggioranza del tessuto sociale del Paese è questo. Vi prego, un po’ di umiltà. E ancora: i 35 membri di maggioranza sono l’unica parte buona del Paese, insieme a Bcsm, gli unici puliti in un Paese pieno di carogne. Riascoltatevi cari colleghi. Vi rendete conto di cosa state facendo, venire a dire che gli industriali pagano i dipendenti per venire sul Pianello? Ma vi rendete conto, se vi ascoltano da fuori, cosa dite? Vogliamo chiudere tutto a San Marino? Avete cognizione del vostro ruolo? Vi rendete conto che state alimentando lo scontro sociale?

Jader Tosi, C10

Ciavatta riesce a far passare quello che non è. Ha detto che bisogna cercare del buono di quello che c’è nel Paese e sono d’accordo. Sia maggioranza che opposizione sentono il dovere del peso ricevuto dagli elettori e di farsene carico. Noi ci siamo per fare le cose, ma da dicembre ad oggi ci avete apostrofato come persone che non hanno i numeri e non sono legittimate per stare in Aula, rigetto queste affermazioni e rilancio che Rete è in buona fede ma si è fatta abbracciare dalla Dc. A Tonnini: quello che ha rappresentato è frutto della sua fantasia, Telecom ha la sua fibra, è un colosso, ma non è facile investire in questo Paese. Vogliamo liberalizzare il mercato. Noi siamo disposti a confrontarci con l’opposizione, ma non può pretendere di governare il Paese, scenda dalle barricate ideologiche. Se avete scelto di stare all’opposizione prendetevi le vostre responsabilità. C10 ha scelto di stare al governo e le sue responsabilità se le prende. Io scenderò tranquillamente oggi in piazza a parlare con la gente a dare spiegazioni e chiarimenti.

Francesco Mussoni, Pdcs

Ho letto ora una nota di Adesso.sm che critica un gruppo imprenditoriale. Io non trovo nulla di strano che un gruppo aderente ad Anis comunichi ai suoi dipendenti che aderisce alla manifestazione in piazza. Parimenti noi percorreremo tutte le strade consentite per evidenziare le gravità di metodo dei tre decreti non condivisi né con l’opposizione, né con le forze sociali ed economiche. Non c’è copertura finanziaria dei provvedimenti, c’è stato l’esproprio di Asset, non c’è urgenza dei decreti: queste sono le motivazioni che contestano l’illegittimità costituzionale dei decreti, attraverso il ricorso presentato dalle forze di opposizione al Collegio garante.

Nel nostro Paese è un assurdo non procedere a sostenere un provvedimento che possa offrire i chiarimenti necessari – ergo l’istituzione di una commissione di inchiesta- credo che, unitamente al ricorso, il parlamento debba iniziare ad entrare nel merito per fare chiarezza che questi provvedimenti non vadano a vantaggio di un solo istituto bancario. Smettiamo di attaccare la società sammarinese, scontriamoci sulle cose da fare e soprattutto con rispetto.

Tony Margiotta, Ssd

Abbiamo sempre riconosciuto nel tessuto sociale ed economico sammarinese imprenditori che hanno svolto un ruolo fondamentale per San Marino. Non consideriamo cittadini di seria A o di Serie B, non facciamo differenza tra i cittadini per le loro mansioni o colore politico, siamo per l’interesse della cittadinanza e non abbiamo mai detto che il Paese è pieno di carogne. Ci stiamo muovendo con tutte le difficoltà del caso per tutelare queste persone che fanno parte ricchezza del Paese. Non stiamo tutelando i debiti di Grandoni, ma con questi interventi stiamo mettendo in sicurezza il sistema.

Gian Matteo Zeppa, Rete

La Procura di Forlì ha fatto arrivare nelle case di sammarinesi e residenti lo stesso testo arrivato un anno fa per Torre d’avorio a chi è naturalizzato. Ho avvertito la Segreteria. La procura di Forlì manda la richiesta ai nuclei della Gdf italiana per verificare se ci sono cittadini italiani e per dare conto dei redditi nei periodi d’imposta dal 2009 al 2014. Non era informato il Mef? C’è ancora qualcuno che sta provando a mettere il sistema in crisi? Tra i consiglieri di maggioranza Margherita Amici è stata l’unica a cercare di capire cosa stesse succedendo. Presento un Odg aperto ad eventuali valutazioni. “A seguito della comunicazione giunta nelle case di cittadini sammarinesi piuttosto che residenti, attraverso una serie di raccomandate postali, partite nuovamente dalla Procura di Forlì e consegnate nei giorni di fine giugno e i primi di luglio 2017; evidenziando quanto il tenore dello scritto sia del tutto simile, anzi in molte parti identico rispetto alla comunicazione ricevuta solamente un anno fa sempre verso cittadini sammarinesi o residenti, provenienti dalla medesima procura, nel quadro delle attività di polizia giudiziaria denominata ‘Torre d’avorio” (…) rammendando inoltre che tali ulteriori controli fiscali ‘riguardano le imposte sui redditi per gli anni di imposta 2009-2014”; sottolineando che a fronte di quanto imposto in dette raccomandate i riceventi dovranno recarsi ‘entro 20 giorni dalla data di avvenuta notifica a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento del presente invito presso gli uffici del relativo reparto”; Impegna il congresso di Stato 1) ad attuare immediatamente tutta una serie di monitoraggio incrociati tra le segreterie di Stato competenti e gli uffici dello Stato preposti, per avere una chiara ed esaustiva quantificazione dei casi in oggetto, creando in tal modo una mappatura approfondita della problematica; 2) adempiere immediatamente ad una campagna informativa sull’eventuale percorso burocratico che i singoli cittadini dovranno intraprendere 3) ad intavolare celermente un tavolo tecnico di confronto con il Mef per scongiurare che gli atti emanati dalle Procure italiane similari possano recare qualsiasi disagio alla cittadinanza sammarinese”.

Margherita Amici, Rf

Nei giorni scorsi ci siamo confrontati con il consigliere Zeppa su come affrontare la problematica sull’iniziativa della Gdf partita su impulso della procura di Forlì, ma le comunicazioni sono giunte da tutte procure del circondario. Ci portiamo dietro queste problematiche dalla storia dei San Marino negli ultimi decenni.

Si parte dall’incrocio di database non aggiornati E’ un problema di coordinamento legislativo di fondo e i cittadini si trovano in disagio perché non sanno come comportarsi di fronte a raccomandate in cui si comunica l’avvio di indagini e la necessità di invio di documenti per dimostrare l’effettiva residenza in Repubblica. Il Mef sapeva e sa che c’è un’attività di recupero di somme che un tempo erano portate a San Marino a fini elsivi ed evasivi, anche se oggi San Marino ha abbandonato l’opacità fiscale ne paga pegno. Mi allineo al consigliere Zeppa nel momento in cui chiede la necessità di capire un dialogo con il Mef e per chiedere se sia o meno a conoscenza di questa situazione del tutto fuori dalla prassi investigativa delle Procure. La modalità in cui le indagini sono portate avanti nei confronti di tutti coloro che anche in tempo remoti hanno avuto interessi con lo Stato italiano e ora si trovano in Repubblica e finiscono indiscriminatamente nel mirino delle Procure.

Mirko Tomassoni, Ssd

Oggi è un giorno importante per la democrazia, in piazza ci saranno organizzazioni politiche e sociali che faranno sentire la loro voce. Sarà per l’opposizione sicuramente un successo e lo sarà anche per tutti i partecipanti. Rivolgo anche io appelli alla partecipazione, non solo inviti mirati ai cittadini o ai propri dipendenti, o ad aderenti da parte di movimenti e partiti. Invito anche tutti i disoccupati, i giovani che non hanno sbocchi lavorativi, famiglie monoreddito, tutti i dipendenti della Pa cui garantire stipendio e posti di lavoro, chi ha bisogno di sistema sanitario gratuito, a tutti loro che vanno in piazza va però spiegato bene quali sono le problematiche gravi che ci sono.

Denise Bronzetti, Ps

Le responsabilità non si individuano facendo di tutta l’erba un fascio, l’obiettivo è tentare di delegittimare quella che è una azione legittima come la manifestazione che si terrà in piazza della Libertà e tutti i cittadini che vi parteciperanno. Non si può additare un’azienda di spingere i propri dipendenti a partecipare alla manifestazione di piazza. Inviterei a stare attenti a fare certe dichiarazioni a microfoni aperti,

In questi minuti La Csu si sta decidendo o meno se partecipare o meno alla manifestazione, giunge infatti notizia di una proposta di accordo tra Csu e governo che mi terrorizza. Ancora una volta dentro questo ipotetico accordo, se così fosse, saltano le regole democratiche in relazione ai ruoli che per legge hanno. Si prevede infatti l’istituzione di un tavolo di incontri a cadenza mensile con sindacato, comitato amministratore di Fondiss, consiglio di previdenza, segretari alle Finanze e alla Sanità e anche la vigilanza di Bcsm, finalizzato a decidere quali risorse giraranno a sostengo del sistema bancario e finanziario. Vi rendete conto cosa significa inserire dentro anche la vigilanza di Bcsm? Sapete qual è il ruolo della vigilanza?

Gian Carlo Capicchioni, Psd

La lettera ai cittadini sammarinesi da procure e Gdf italiane è una cosa preoccupante, ci ricordiamo bene l’indagine Torre d’Avorio e i danni provocati da quel documento. Dopo una trattativa non facile di qualche mese si arrivò ad un accordo tra Mef, segreteria per le Finanze e il Clo. L’accordo fu che lettere del genere non ne sarebbero più arrivate. Mi auguro quindi che a breve da parte del governo arrivino rassicurazioni che le cose siano riportate nell’alveo degli accordi con le autorità italiane.

Sull’unificazione della Casa di riposo: mi è giunta voce che diversi ospiti temporanei- novantenni, disabili, con difficoltà- nell’ambito di questa operazione sono stati forzatamente dirottati verso strutture esterne, fuori territorio, comportando una situazione di disagio per le loro famiglie. E l’unificazione è un processo lungo, ci vorranno mesi e non capisco perché rimuovere 6-7 ospiti che potevano essere gli ultimi ad essere affrontati. Non credo siano cose da paese civile.

Sulle manifestazioni di oggi, diatribe e accordi con Anis e sindacati: mi fa specie che ci possono essere accordi dove vengono tirate in ballo autorità come la vigilanza di Bcsm, se c’è un tavolo di concertazione credo debba essere messa da parte, non è il suo compito.

Alessandro Mancini, Ps

Se viene indetta una manifestazioe va rispettata che siano 5 o 5 mila a parteciparvi, l’errore grosso è quello di dividere il Paese. Già l’Aula è profondamente divisa, ogni tanto ci sono piccoli passi in avanti per ricostruire il dialogo- per esempio ciò è avvenuto questa mattina in Commissione Finanze- ma quello che viene fuori è mille volte più importante e non si possono dividere cittadini buoni o cattivi.

Dopo alcuni interventi di maggioranza la gente viene su sicuro, non si alimenta così lo scontro. Dispiace anche quello che sta venendo fuori in queste ore con questa specie di accordo con i sindacati.

Roberto Giorgetti, Rf

Prima si accusa che il governo è autoreferenziale e non parla con le categorie, ma nel momento in cui si mette in campo un lungo confronto per veder di trovare soluzioni condivise, si mette in campo un elemento del terrore. Credo che, al di là di quelli che saranno gli esiti del Consiglio e le legittime manifestazioni che ci saranno, al di là di tutte le opinioni espresse, comunque delle scelte andranno fatte e chi predica il ritiro di provvedimenti, contesta le scelte e delegittima chi deve prendere le decisioni, può acquisire il consenso del momento, ma credo che sia ben poco utile per dare prospettive a questo Paese perché alla fine i problemi vanno comunque affrontati.

Giovanna Cecchetti, Ps

Voi di Ssd dovreste capire che se la gente scende in piazza è per far sentire la sua voce e succede quando il governo mette in campo iniziative lontane da loro e non si sentono tutelati. I cittadini sentono questo governo distante, i provvedimenti presi sono percepiti come una spada di Damocle. Chi vive di impresa e lavora nel privato è preoccupato e vive la crisi sulla sua pelle, perciò quando vede nel governo iniziative che bloccano la crescita deve mettere in campo tutte le iniziative possibili per salvare la sua azienda e i posti di lavoro.

Fabrizio Francioni, Rf

Chi mi conosce bene lo sa, io lavoro per importante azienda manifatturiera, sono iscritto al sindacato, ero nella federazione industria e conosco bene problematiche dei lavoratori e mai mi permetterei di utilizzare certi temini, evidentemente mi sono esprsso male.

Marco Gatti, Pdcs

Esprimo il disagio che sto provando come consigliere, e che sto provando rispetto al ruolo dell’ufficio di presidenza, è che dal mio punto di vista non si sta portando avanti fino in fondo. Mi sono confrontato anche con i capigruppo, le finalità dell’ufficio di presidenza sono quelle di rispettare e valorizzare i ruoli consiliari e da un po’ di tempo a questa parte non succede. Quando mi è giunto un sms per dirmi che la convocazione d’urgenza forse ci sarebbe stata domenica, per esempio. Posso capire una proposta da parte dell’esecutivo, ma se viene presentata una mozione di sfiducia deve essere ‘opposizione a dire quale deve essere la disponibilità di convocazione. Faccio presente il fatto affinché non succeda più. Sulla manifestazione: sembrerebbe che la Csu abbia cambiato idea e che i sindacati vengono a manifestare perché si sono accorti che l’accordo del governo era una presa in giro.

Do lettura di un Odg per la rimozione del Direttore generale di Banca centrale.

Considerato che Banca centrale come da Statuto dovrebbe esercitare i propri poteri al fine di “promuovere la stabilità del sistema finanziario e tutelare il risparmio”, (..) preso atto dell’ordinanza del tribunale amministrativo relativa al commissariamento di Asset Banca nel quale si rilevano elementi di illegittimità nel commissariamento stesso, e dove in particolare si segnala uno sviamento di potere, quale l’avvio dell’amministrazione straordinaria permessa dalla legge di Bcsm per risanare o rimuovere eventuali anomalie dei soggetti vigilati e che invece è stata utilizzata per giungere alla liquidazione coatta e alla successiva cessione de rapporti giuridici di Asset banca: preso atto della crisi di fiducia che si è abbattuta con diversi profili di responsabilità sul sistema bancario e finanziario; considerato il preoccupante peggioramento dell’andamento dei dati relativi alla liquidità del settore a partire da gennaio di quest’anno; evidenziando gravi difformità rispetto agli obblighi statutari posti in essere dal direttore generale di Bcsm; il Consiglio Grande e Generale dà mandato al governo di intraprendere le azioni necessarie affinché venga immediatamente rimosso il Direttore Generale Lorenzo Savorelli di Banca centrale, in qualità di presidente del coordinamento delle vigilanza della stessa, per i succitati motivi.

19 luglio 2017

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