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Sud Sudan, la denuncia dell’Unicef: “Bimbi rapiti e uccisi durante gli attacchi”

minoriROMA – Secondo testimoni oculari ascoltati dall’UNICEF, in due settimane decine di bambini sono stati uccisi, almeno 12 sono stati violentati e altri rapiti e reclutati in una serie di attacchi nell’Unity State del Sud Sudan. Secondo decine di testimonianze di persone che sono fuggite da villaggi in fiamme, i bambini sono stati sia vittime che autori delle recenti violenze nell’Unity State, con uomini armati e ragazzi in abiti militari e civili responsabili di uccisioni e devastazione di cose. Testimoni hanno riferito di aver pensato che gli attacchi fossero stati portati avanti da gruppi armati in collegamento con l’Esercito di Liberazione Popolare del Sudan (SPLA).

I sopravvissuti hanno riferito agli operatori dell’UNICEF che interi villaggi sono stati rasi al suolo dai gruppi armati, mentre molte ragazze e donne sono state portate fuori per essere violentate e uccise – compresi bambini di età inferiore ai sette anni. Almeno 19 ragazzi – alcuni di appena 10 anni di età – e 7 ragazze sono state uccise. Altri sono stati mutilati o reclutati per unirsi ai combattimenti e prendersi cura del bestiame rubato. Il Rappresentante UNICEF in Sudan meridionale, Jonathan Veitch ha detto che le testimonianze raccolte stanno definendo un quadro agghiacciante del calvario dei  bambini, mentre gli scontro si stanno intensificando in vista della stagione delle piogge. “L’individuazione dei bambini come target in questi attacchi è un oltraggio”, ha detto Veitch.

“Se i bambini devono essere protetti da ulteriori violenze, è urgente una cessazione immediata delle ostilità, insieme ad un pieno accesso per gli operatori umanitari. E’ necessaria un’indagine urgente e approfondita anche per identificare i responsabili di queste ultime atrocità contro i bambini”.

Secondo l’UNICEF, il governo del Sud Sudan e le forze di opposizione dovrebbero usare la propria influenza per proteggere i bambini, interrompere immediatamente le gravi violazioni contro i minorenni, comprese le violenze sessuali, e rilasciare tutti i bambini legati alle forze armate e ai gruppi associati. Si stima che circa 13.000 bambini siano stati reclutati e vengano utilizzati da tutte le parti del conflitto, secondo i dati delle Nazioni Unite. La maggior parte di coloro che sono sopravvissuti ai recenti attacchi nel Sud Sudan sono donne e bambini piccoli. L’UNICEF ed i suoi partner forniscono sostegno psicosociale ai sopravvissuti e registrano i bambini separati e non accompagnati per il ricongiungimento familiare.

Nelle ultime settimane si è verificata un’escalation di scontri negli stati di Unity e Alto Nilo e le violazioni contro i bambini si verificano con regolarità spaventosa. L’UNICEF afferma che l’accesso incondizionato all’ONU è ora fondamentale negli Stati di Unity e dell’Alto Nilo colpiti dalla recente violenza, in modo da fornire sostegno e protezione a donne e bambini e a tutti i civili che possono essere nascosti, feriti o intrappolati.

19 maggio 2015

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