Report del Consiglio grande e generale del 17 dicembre – Seduta serale

SAN MARINO – In serata prosegue l’esame della legge di Bilancio: l’Aula boccia il “pacchetto sviluppo” di Cittadinanza attiva, ovvero una serie di emendamenti aggiuntivi che vanno dall’articolo 37 bis all’articolo 37 Sedecies. Le proposte di C10 e Su riguardano: San Marino digitale, sportello unico per le imprese, agenzia per lo sviluppo, registro delle imprese, Smac card turistica nel centro storico, i prestito sulla fiducia, residenza per motivo economici, incentivi acquisto prodotti commerciali, part time imprenditoriale, appalti pubblici, incentivi ad attività in centro storico, formazione all’estero, sgravi fiscali per l’assunzione di sammarinesi o residenti, altre norme a sostegno dell’assunzione di lavoratori sammarinesi o residenti, infine norme per favorire operazioni di rifinanziamento bancario.
Tra questi, in particolare, si apre un dibattito partecipato sull’emendamento Art. 37 octies aggiuntivo “Residenza per motivi economici”. La proposta suggerisce “l’introduzione- spiega Andrea Zafferani, C10- di una forma di residenza semplificata per imprenditori che intendono aprire un’impresa in territorio”. Cittadinanza attiva ritiene infatti che “i criteri fissati sulla legge per lo sviluppo siano un po’ alti e possano precludere di attirare un’impresa senza grandi numeri ma comunque importante per l’assunzione di lavoratori sammarinesi”.

Per il segretario di Stato per gli Affari Esteri, Pasquale Valentini, l’idea proposta non è applicabile, perché “contraria a tutte e regole di reciprocità degli Stati”. Il segretario spiega poi che nel corso della negoziazione per l’accordo di associazione con l’Ue, uno degli oggetti di trattativa sarà la libertà di circolazione delle persone e quindi proprio la residenza. “Possiamo a riguardo chiedere delle clausole di salvaguardia, dare delle quote- prosegue-ma al momento che concederemo la residenza, non ci saranno residenze di serie a e B, le residenze non prevedono discrezionalità”. Constatata la non disponibilità all’accoglimento delle proposte, Ca attiva ritira infine gli ultimi emendamenti del pacchetto sviluppo.

Si passa quindi ad affrontare il Titolo II – Disposizioni sul contenimento della spesa.
All’articolo 38 “Proroga delle disposizioni relative al contenimento dei costi del personale del Settore Pubblico Allargato ed a contratti, collaborazioni e rapporti formativi”,Upr presenta un emendamento interamente soppressivo. Rete ne presenta tre: il primo volto a mantenere la decurtazione del 10% degli emolumenti per i membri di tutti gli organi di nomina politica e non solo ai consiglieri, il secondo per prevedere che il fisso mensile dei consiglieri sia il parametro per i fissi mensili di tutti organismi nomina politica e infine il terzo affinché non si riducano gli straordinari alle forze dell’ordine. Per Roberto Ciavatta di Rete, quello proposto dal governo è “un intervento pre-elettorale e allo stesso tempo lesivo per le forze dell’ordine che proteggono il Paese”. Replica alle accuse il segretario di Stato agli Affari interni, Gian Carlo Venturini: “La riduzione degli straordinari dei dipendenti pubblici non è una novità, l’anno scorso abbiamo ridotto il 20% e oltre, quest’anno la riduzione è del 10%. Per le forze dell’ordine pensiamo sia necessario sopperire alle necessità con ulteriori risorse umane, oltre che mantenere gli straordinari”. Tutti e 4 gli emendamenti dell’opposizione sono respinti.
Attacchi durissimi dalle file di minoranza sono rivolti all’emendamento del Governo Art.38 bis “Superamento del precariato nel Settore Pubblico Allargato”, che viene discusso in chiusura di seduta, insieme all’emendamento di Su Art. 39 bis “Provvedimenti contro il precariato atipico e le disparità di trattamento”.

Mimma Zavoli, C10, definisce l’emendamento del governo un “articolo pre-elettorale perfetto”, per Marco Podeschi, Upr è un articolo ‘monster’: “Qui potete fare tutto- manda a dire- accordi, decreti, è una grande macedonia”. Dalla maggioranza lo difende invece Vladimiro Selva, Psd: “E’ un articolo necessario, nella Pa c’è una situazione incresciosa di precariato”. Allarga le braccia Roberto Ciavatta di Rete: “E’ evidente che la Pa così sarà sempre un bacino elettoralistico”. Rossano Fabbri, Ps si limita ad augurare “buone elezioni a tutti”, denuncia invece lo “squallore totale”, Federico Pedini Amati, Indipendente. Infine Francesca Michelotti, Su, suggerisce che “negli anni elettorali tutti i provvedimenti sul personale dovrebbero essere soggetti a moratoria”. Il dibattito sugli emendamenti si interrompe con l’intervento del consigliere Michelotti e riprenderà domani mattina alle 9.

Di seguito un estratto degli interventi della serata.

Comma 7. Provvedimenti in esecuzione della legge 18 Febbraio 1998 n. 30 “Norme Generali sull’Ordinamento contabile dello Stato”: a) Rendiconto generale dello Stato e degli Enti pubblici per l’esercizio finanziario 2014 (II lettura); b) Progetto di legge “Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2016 e Bilanci Pluriennali 2016/2018 (II lettura)”.
Art. 37 octies aggiuntivo “Residenza per motivi economici”/respinto
Andrea Zafferani, C10: “Proponiamo un emendamento che riguarda l’introduzione nel nostro sistema di una forma di residenza semplificata per imprenditori che intendono aprire un’impresa in territorio. Oggi il nostro regime prevede solo la possibilità di assegnazione di un tipo di residenza, chiamiamola residenza base, che può essere concessa o tramite il decreto sullo sviluppo, in presenza di alcuni parametri predeterminati, per es. assunzione di 6 dipendenti, 10 se si tratta di imprese industriali, oppure tramite la commissione Esteri in modo più discrezionale. Riteniamo che i criteri fissati sulla legge per lo sviluppo siano un po’ alti e possono precludere di attirare un’impresa senza grandi numeri ma comunque importante per l’assunzione di lavoratori sammarinesi”.
Francesca Michelotti, Su: “Dobbiamo essere rispettosi delle proposte altrui. E’ un’idea bella e soprattutto che cerca di correggere il tiro di norme già esistenti. Spesso esprimiamo delusione per il decreto sullo sviluppo e sulle norme fatte per incentivarlo, la residenza è sempre stata un tabù nel nostro Paese e con la crisi se n’è iniziato a parlare. Abbiamo bisogno di grandi ma anche di piccoli investitori che fanno tessuto”.
Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Apprezziamo la creatività di tanti emendamenti al bilancio dell’opposizione, ma poiché quello che si dice qui viene registrato e ascoltato fuori di qui, allora bisogna chiarire qual è la posizione di San Marino sul concetto di residenza. Nella negoziazione per l’accordo di associazione, stiamo parlando con l’Ue della libertà di circolazione delle persone. Possiamo a riguardo chiedere delle clausole di salvaguardia, dare delle quote. Ma al momento che concederemo la residenza, non ci saranno residenze di serie a e B, le residenze non prevedono discrezionalità. O una è residenza o non lo è. Questa cosa è contraria a tutte le regole di reciprocità degli Stati. Noi non sempre ci siamo comportanti in modo limpidissimo e attualmente le procedure per l’Europa non sono completamente corrette e ci chiederà di correggere alcune cose. Questa idea qui contenuta non è applicabile. Se la legge che abbiamo ha requisiti alti la possiamo cambiare, ma già il fatto che noi ritiriamo le residenze ci mette in difficoltà. Se un’impresa va male, lo Stato toglie la residenza. Pensate che a livello internazionale sia accettato? Tutti i nostri percorsi di internazionalizzazione non andranno nella direzione di discrezionalità che si sta suggerendo. Mi preoccupa che fuori da qui si ascoltino queste proposte”.
Marco Podeschi, Upr: “Infatti bisogna preoccuparsi dell’emendamento che vedo più avanti sulle residenze, alcuni consiglieri di maggioranza propongono che se si portano 5 mln di euro allora si può avere la residenza. E’ evidente che, se trattiamo con l’Ue, il discorso della residenza andrà assolutamente a cambiare, è un dato di fatto”.
Ivan Foschi, Su: “L’osservazione del segretario di Stato è pertinente, ma questo emendamento riprende i termini della legge sulle residenze. Si parla di concessioni di residenze per chi investe e si elencano i motivi di revoca. Se una residenza deve essere piena e non può avere revoca, noi possiamo concordare, ma avete sostenuto che era congruente con la realtà fino a pochi mesi fa quando si è messa mano alla legge sulle residenze. Quella è la norma vigente e su quella ci siamo uniformati”.
Guerrino Zanotti, Psd: “Ribadisco il mio personale apprezzamento del lavoro su tutti gli emendamenti di minoranza, e anche quello del mio gruppo. Podeschi si farà un’idea migliore quando presenteremo il nostro emendamento. Il nostro Paese ha bisogno di grandi investimenti ma anche di tanti piccoli imprenditori che vogliono avviare un’impresa, concordo. Però ci sono cose all’interno dell’emendamento che non mi convincono, come la residenza senza diritti, perché mi sembra ingestibile una situazione già complicata. Poi il fatto che con questa residenza ci si possa intestare un immobile, salvo revoca della residenza successiva”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “E’ capitato molte volte in commissione Esteri che sono state date residenze a imprenditori con business plan attendibili. Sono state poi chieste verifiche su casi particolari e dove il business plan prevedeva 5-6 dipendenti sammarinesi. Quindi ci siamo trovati business plan disattesi e si è andati in deroga alla legge in questi casi, con la scusa del periodo storico di crisi”.
Franco Santi, C10: “Ribadisco quanto detto prima da Foschi, i termini del nostro emendamento sono gli stessi della legge sulle residenze”.
Marino Riccardi, Psd: “L’intervento di Zeppa è fuori dalla realtà e le chiedo, Zeppa, quando c’è la radio di essere corretto e non dire bugie. Lei ha detto che si è andati fuori dalla legge, invece abbiamo revocato diverse residenze, anche con il suo voto, perché non corrispondenti ai business plan. Bisogna essere corretti, Come commissione non abbiamo mai fatto forzature e mi sento rammaricato quando sento in diretta radio certi tipi di commenti”.
Pasquale Valentini, segretario di Stato replica: “La sostanziale differenza fra questa proposta e legge in vigore è che la legge stabilisce quali sono i criteri per avere la residenza, ha introdotto nuove possibilità per ottenerla, in particolare, si è legata la residenza all’avvio di un’impresa e al ruolo di dirigenza di un’impresa. La riforma è stata un passo avanti ma non è un percorso completato perché con l’accordo di associazione dovremo intervenire perché ci sono condizioni discriminatorie. Non voglio mortificare la proposta, ma quando dice che si disciplina la tenuta separata di un registro di residenze per motivi economici, non è una cosa possibile”.
Andrea Zafferani, C10: “Questo punto è puramente amministrativo, il residente è residente come tutti gli altri e a tutti gli effetti. Ci sono poche differenze rispetto la residenza base: la polizza assicurativa per il welfare che avete messo anche nel decreto sviluppo, idem per la fidejussone per l’acquisto dell’immobile. Quello che cambia rispetto al decreto sviluppo sono i parametri che sono più bassi. Non vogliamo fare residenze di serie A e B”.

Emendamento del Governo Art.38 bis “Superamento del precariato nel Settore Pubblico Allargato” discusso insieme all’emendamento di Sinistra unita aggiuntivo dell’articolo 39bis/in discussione
Mimma Zavoli, C10: “Questo è un articolo preelettorale perfetto. Voglio vedere chi dirà che non è così, se lo dite è una falsità. Ci avete lavorato ai fianchi finora sui nostri emendamenti, in alcuni casi erano dispendiosi, in altri casi non avevano senso, poi arriviamo a questa meraviglia di articolo e vi chiedo per quale motivo venite a raccontarci che avete un disegno per il Paese, delle prospettive. Voglio sapere con un articolo che è una sanatoria del settore pubblico allargato dove sta la vostra progettualità”.
Francesca Michelotti, Su: “Il nostro è un emendamento volto a mettere nelle pari condizioni i dipendenti della Pa in alcuni settori. Ci sono persone che hanno maturato periodi molto lunghi di anzianità, ma sono stati borsisti per esempio, non hanno seguito un percorso ordinario del pubblico. Si chiede poi, alla luce delle sollevazioni recenti dei medici, una verifica su tutti i rapporti contrattuali instaurati tra Iss e medici o professionisti esterni per ripristinare le medesime condizioni in caso si registrino disparità di trattamento a fronte di analoghe mansioni, funzioni e responsabilità”.
Marco Podeschi, Upr: “Sono a disagio con l’emendamento del governo, aggiunto all’ultimo, che non è tecnico. E’ una cosa ad ampio raggio. Upr ha sollevato da tempo la problematica nel settore sanitario, il precariato poi c’è anche nel settore della sicurezza. Per la precarietà stanno andando via medici da San Marino. Negli anni per motivi sbagliati nella Pa si è accumulato precariato su cui bisogna intervenire. Ma sono a disagio perché ci sono da una parte lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, dall’altro c’è un articolo ‘monster’, diabolico. Qui potete fare tutto, accordi, decreti, è una grande macedonia. Il precariato non lo si scopre ieri. C’era bisogno di fare un emendamento in seconda lettura della Finanziaria? L’auspicio è venga risolto il problema della sanità e che nella sicurezza non mettiate nuovi precari. Cercate di avere buon senso”.
Vladimiro Selva, Psd: “E’ un articolo necessario, nella Pa c’è una situazione incresciosa di precariato. Non c’è dubbio che questo emendamento avrà il mio consenso. Nel ’98, 20 anni fa, si fece un provvedimento sbandierandolo come contrario al clientelismo, sul blocco delle assunzioni. Da allora ad oggi di questi provvedimenti se ne è fatti tanti perché non si è riusciti a mettere regole certe per regolamentare le assunzioni nella Pa. Ancora non siamo stati in grado di approvare il Fabbisogno”.
Roberto Ciavatta, Rete: “C’è forte situazione di disparità che periodicamente va sanata. Ma quando è stata fatta l’ultima stabilizzazione? Proprio prima delle ultime elezioni. Da una parte mi fa piacere che arrivino le elezioni. Chi può negare che ci siano difficoltà nell’avere dipendenti con stipendi diversi che fanno lo stesso lavoro? A me piacerebbe essere un Paese normale in cui si assumono le persone con i concorsi. Perché se uno viene assunto per concorso è un diritto, se vieni stabilizzato ottieni un favore. E’ evidente che la Pa così sarà sempre un bacino elettoralistico”.
Franco Santi, C10: “E’ un emendamento in linea con il modo di procedere di sempre. Con una tempistica studiata a tavolino per permettere interventi straordinari, slegato alla logica di programmazione e in deroga alla normativa vigente. E’ un metodo che non accetto, mi fa molto arrabbiare. Sono tre anni che perdiamo tempo a parlare di riorganizzazione della Pa, di spending review e riforme strutturali e ribadiamo la necessità del fabbisogno. Dopo tre anni il fabbisogno non c’è e c’è questo bel’ 38 bis’ che dimostra l’incapacità del governo”.
Rossano Fabbri, Ps: “C’è poco da dire, buone elezioni a tutti”.
Nicola Selva, Upr: “Il titolo di articolo ‘monster’ è azzeccato. Abbiamo una Finanziaria dove la spesa corrente non diminuisce ed entriamo nel solito circolo vizioso, aumentiamo i precari a inizio legislatura che vanno sanati in tempo di elezioni. La politica non riesce a cambiare, malgrado si sbandieri tanto la nuova politica. Condivido che servono regole certe, i concorsi, quello che serve non è dentro questo articolo”.
Federico Pedini Amati, Indipendente: “Arrivare allo squallore totale dell’Aula a mezzanotte, dopo giorni di lavoro, non me lo sarei immaginato. Mi auguro vi vergogniate di quello che proponete, non parlo dei precari che avete alimentato voi, tenendoli in ostaggio e privandoli di diritti. Nel privato non ci possono essere precari per più di sei mesi, qui ci sono precari da 10-15 anni. Siete squallidi. Il fabbisogno di doveva fare il primo giorno di legislatura”.
Francesca Michelotti, Su: “Se si fa il fabbisogno, è evidente che questo dovrà essere accompagnato da un intervento di stabilizzazione dei precari. In un anno come quello che stiamo per affrontare, e tutti stiamo pensando che sarà un anno elettorale, significherà che non si potrà fare né la stabilizzazione, né il fabbisogno. Negli anni elettorali tutti i provvedimenti sul personale dovrebbero essere soggetti a moratoria, non vogliamo che le elezioni possano essere turbate da provvedimenti con ricadute sul personale. E’ questione di etica della politica. E’ un intervento inconciliabile con momento pre elettorale”.

18 Dicembre 2015
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