La sicurezza alimentare si cura anche in frigorifero - DIRE.it

La sicurezza alimentare si cura anche in frigorifero

MILANO – Sapete a che temperatura è il frigorifero di casa vostra? E sapete che averlo pieno non fa parte dei buoni consigli, piuttosto delle azioni da evitare, in quanto non consente sufficiente areazione per gli alimenti? A dirlo sono stati gli specialisti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, rappresentati ad Expo da Daniela Manila Bianchi, da Amaranta Traversa e da Guerrino Macori. L’incontro, organizzato all’Expo di Milano dal ministero della Salute allo Spazio scuola, è inserito in un percorso didattico più ampio, creato per sensibilizzare i più giovani a un corretto utilizzo del cibo, soprattutto per quanto riguarda la conservazione e la preparazione, onde evitare spiacevoli inconvenienti: “Secondo gli ultimi dati disponibili, in Europa ogni anno decine di migliaia di persone sono colpite da una intossicazione alimentare- ha spiegato Bianchi- causata da batteri, virus e tossine. Questi dati sono tuttavia sottostimati, poiché non tutti gli episodi vengono registrati e non sempre la sintomatologia gastroenterica viene correttamente ascritta a una malattia a trasmissione alimentare”.

Nello specifico, ha continuato la relatrice, “alcuni alimenti possono essere contaminati da microrganismi patogeni, cioè batteri, virus o parassiti capaci di causare malattie, più o meno gravi, al consumatore. Tra i microrganismi più spesso causa di malattia alimentare, anche secondo le statistiche europee pubblicate dall’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) si riscontrano il campylobacter e la salmonella, due batteri che causano febbre, diarrea e crampi addominali e che spesso contaminano le carni di pollo o di tacchino: per questo le carni avicole devono sempre consumate essere ben cotte”.

Non solo carne, però: “Lo staphylococcus aureus- ha proseguito Bianchi- è spesso confermato quale responsabile di sintomatologia emetica, a seguito dell’ingestione di prodotti a base di creme, latte e derivati che, se non conservati correttamente, possono portare alla rapida moltiplicazione del microrganismo e alla produzione delle sue tossine termostabili. Listeria monocytogenes rappresenta un rischio per la salute di alcuni gruppi di consumatori (bambini, anziani, donne in gravidanza), nei quali può causare gravi complicazioni sistemiche o al sistema nervoso, così come i ceppi di e.coli produttori di tossine che possono portare a gravi conseguenze soprattutto nei bambini. Oltre a questi batteri, anche molte famiglie di virus possono essere veicolati dagli alimenti: norovirus ed epatite A sono alcuni tra i più diffusi”. Insomma, scopriamo dunque che all’interno del nostro frigorifero c’è ben più di ciò che si vede, e non stiamo parlando di prodotti nascosti, ma di organismi viventi. Ecco perché è importante aprire una finestra su questo elettrodomestico troppo spesso dato per scontato: ‘La finestra sul frigorifero’ è proprio il titolo del “testo teatrale che abbiamo ideato e realizzato come Istituto zooprofilattico aperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per la collana ‘Il Teatro della salute’ a cura del ministero della Salute”, ha detto ancora Bianchi. La quale poi ha aggiunto: “In particolare i ragazzini sono coinvolti in un racconto che si svolge in un frigorifero domestico e i protagonisti della storia sono gli alimenti là conservati. Riempire troppo il frigorifero, non verificarne la temperatura interna, tenere aperta la porta troppo a lungo, sono gli errori più comuni che possono compromettere la conservazione degli alimenti deperibili e minare la salute del consumatore. Inoltre- ha concluso- è importante sapere che ogni alimento ha un ripiano giusto all’interno del frigorifero, perche la temperatura può essere diversa nei vari scomparti”. L’utilizzo strumenti audiovisivi, soprattutto quando si parla ai più giovani, è sempre efficace per insegnare loro qualcosa. Così durante l’incontro è stato proiettato un cortometraggio disponibile su YouTube e realizzato da studenti piemontesi sulle tre regole per un cibo sicuro: “Lava, prepara, e cuoci il tuo cibo”. Importante, ha spiegato Bianchi, è “insegnare comportamenti corretti ai giovani consumatori” per “renderli responsabili della propria salute” e perché no, anche per “facilitare il miglioramento delle buone pratiche soprattutto tra gli adulti della famiglia”, come ad esempio “riconoscere il pericolo di contaminazione crociata tra alimenti crudi e alimenti che necessitano di cottura e mantenere elevati standard di igiene personale quando si manipola il cibo”.

di Nicola Mente

Giornalista

17 settembre 2015
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