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A Bologna un corso per imparare a scrivere serie tv

BOLOGNA – C’è un ‘mestiere’ che oggi affascina ancora di più dello scrittore. Quello dello scrittore di serie televisive. Ed è facile intuire il perché: le fiction, ormai, sono veri e propri prodotti cult, interpretate da attori noti che spesso le preferiscono al film, e conquistano platee di fan fedelissimi. Ora a Bologna c’è chi insegna come scrivere una serie di successo. E’ Filippo Kalomenìdis, sceneggiatore che ha lavorato, tanto per citarne alcune, ne Il Tredicesimo Apostolo, Ris-Delitti Imperfetti, Ris Roma, Intelligence, Squadra Antimafia e La Nuova Squadra. Ed è story editor e sceneggiatore di “Romanzo Siciliano”, di prossima uscita su Canale 5.

foto filippo kalomenidis (1) (511 x 700)ll Laboratorio di sceneggiatura televisiva (organizzato dall’associazione culturale Canto 31) parte il 7 aprile, e prevede otto ‘puntate’, il martedì, dalle 20 alle 22, alla libreria Ubik di via Irnerio (qui tutti i dettagli).

Filippo, è la prima edizione del laboratorio?
E’ la seconda. Dalla fine di novembre a inizio febbraio abbiamo fatto la prima esperienza. Gli obiettivi erano difficili ma chiari: arrivare ad avere almeno un soggetto di serie scritto dagli allievi leggibile in ambito professionale. In questo laboratorio non si trasmettono solo nozioni ed esperienza, ma si fa esperienza. Vera. Non si chiacchiera e basta, ma si fornisce uno sguardo spietato su cos’è scrivere per la Tv.

E come è andato il primo laboratorio?
E’ stato un viaggio fantastico. Dopo tanto lavoro, gli allievi hanno realizzato quattro soggetti di serie interessanti che cominceranno a girare in lettura in diverse realtà di produzione televisiva. E gli allievi più meritevoli stanno iniziando a prendere contatto con professionisti della scrittura per la serialità televisiva e per il cinema.  Ormai tutti sono d’accordo nel dire che le serie tv sono i nuovi film o romanzi dei nostri anni. Insomma, non sono più considerate prodotti di serie B. Solo uno snobismo tutto italiano può definire serie degli anni ’70, ’80 e ’90 e inizio Duemila, come The Professionals, Miami Vice, Hill Street, X-Files, The Sopranos, Dexter e The Shield, serie b. Sono serie tv che hanno cambiato il modo di fare cinema e scrivere romanzi. Ora anche lo spettatore colto s’è accorto – meglio tardi che mai – di come il linguaggio della narrazione televisiva abbia avuto un impatto dirompente. E io che la televisione l’ho sempre amata e scritta, sorrido nel sentire quegli stessi snob (anche tra noi sceneggiatori) che non parlano d’altro che della nuova serialità…

Pensi che in Italia siamo ancora lontani dagli standard americani o che sia il nostro frequente complesso di inferiorità?
Fare un confronto con quegli standard è inutile oltre che sbagliato. Per migliaia di ragioni produttive, distributive e culturali che non sto nemmeno ad elencare. Dovremmo confrontarci con quello che si produce in Europa (in Francia e in Inghilterra si fanno cose fantastiche ad esempio). In Italia sono state fatte tante serie importanti che sono state esportate con successo all’estero: Romanzo Criminale, Gomorra, Il Commissario Montalbano, Il Capo dei Capi,  Il Mostro di Firenze… Insomma scordiamo quel che c’è di buono e parliamo solo delle serie, tante per carità, che non funzionano. La sensazione, poi, è che, anche perché costretto dalla crisi, il nostro sistema produttivo cerchi un’inversione di marcia in positivo ancora più netta.

Ci parli di Romanzo Siciliano, la serie prodotta dalla Taodue di cui sei story editor e sceneggiatore con Leonardo Valenti, che andrà in onda su Canale 5?
E’ stata un’avventura bella e difficile allo stesso tempo. Eravamo partiti dal dover scrivere uno spin-off di RIS, un’esperienza di racconto televisivo un tempo fortunata, ma ormai del tutto esaurita. E invece fortunatamente ci siamo del tutto staccati da Ris per costruire qualcosa di completamente diverso e molto più ambizioso e, crediamo, potente e affascinante. E’ un giallo dal taglio inedito, molto realistico, emozionante e caldo, con personaggi credibili e forti, e tanti riferimenti alla storia criminale siciliana recente meno conosciuti e raccontati in modo nuovo. Nel cast ci sono attori straordinari come Fabrizio Bentivoglio, Claudia Pandolfi, Filippo Nigro, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Vanessa Compagnucci, Roberto De Francesco e giovani bravissimi come Alessio Vassallo e Giuseppe Tantillo.

Qual è il tuo personaggio di una serie tv preferito?
I personaggi che funzionano di più, che conquistano lo spettatore, sono quelli scissi, dalle doppie, triple vite, come i coniugi Jennings di The Americans, Ray Donovan e Luther delle omonime serie, Kane di Boss, MacMillan di Halt and Catch Fire…

Qual è per te la migliore colonna sonora di una serie?
Per come vengono usati in montaggio e per il tipo di pezzi di repertorio che usano, direi senza dubbio Sons of Anarchy e Halt and Catch Fire.

E quale è la tua citazione preferita?
“A legge’ vado lento, ma a sgama’ gli infami so’ na’ spada”, battuta del Bufalo, scritta dal mio socio Leonardo Valenti in Romanzo Criminale – La Serie.

E Valenti, insieme a un altro sceneggiatore e story editor, Giacomo Durzi,
saranno special guest del Laboratorio

di Emilia Vitulano

17 marzo 2015

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