San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 15 dicembre – Seduta notturna

SAN MARINO – I lavori ripartono dall’esame dell’articolo 13 bis del Bilancio di previsione dello Stato e degli Enti pubblici per l’esercizio finanziario 2016. La discussione termina con l’approvazione dell’articolo 17. Respinti tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione. Compresi quelli presentati da Ps, Rete e dai consiglieri indipendenti Bronzetti-Lazzari su Camera di Commercio. L’esame dell’articolato riprenderà domani dall’articolo 18. I lavori riprenderanno domani mattina alle 9.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Cittadinanza Attiva ritira l’articolo 13 ter

Articolo 14. Disposizioni relative ai fondi destinati al funzionamento delle Giunte di Castello
All’art.14 è stato presentato un emendamento dal Ps. Andreoli (Ps): Anziché 70 mila euro abbiamo previsto 200 mila euro perché per realizzare gli impianti di pubblica illuminazione per tutti i 9 Castelli 70 mila euro è una cifra irrisoria. Tamagnini (Pdcs Ns): L’emendamento del Ps si riferisce alla quota finanziata per la pubblica illuminazione. Un capitolo che va lentamente ad esaurirsi. Non essendoci uno sviluppo urbanistico continuo il problema della pubblica illuminazione va a diminuire. 70 mila euro sono sufficienti. Segretario Capicchioni: Lo stanziamento di 70 mila euro per l’illuminazione pubblica è più sufficiente.
L’emendamento è respinto

Articolo 15. Clausola di Salvaguardia.
All’art. 15 è stato presentato un emendamento soppressivo dal Ps. Fabbri (Ps): Riproporre una clausola di salvaguardia ora non mi sembra opportuno. La programmazione necessiterebbe di ben altro genere di interventi. Segretario Capicchioni: Articolo inserito per salvaguardare quelle che sono spese iniziali dove spesso e volentieri i Dipartimenti e le Segreterie avrebbero impegnato subito tutto la spesa, lasciandoci in situazione di difficoltà a fine anno.
L’emendamento è respinto

Il Ps ha presentato emendamenti aggiuntivi dell’art. 15 bis e 15 ter. Art. 15 bis Mancini (Ps): Le consulenze esterne purtroppo sono all’ordine del giorno. Andrebbero affidate il più possibile a soggetti sammarinesi e perciò chiediamo entro il 30 giugno 2016 di presentare un progetto di legge che rafforzi l’utilizzo di risorse sammarinesi per le consulenze nel settore pubblico allargato fissando un tetto dello 0.5 per mille dell’ultimo bilancio consuntivo approvato. Zavoli (Civico 10): Le consulenze sono una piaga di questo Governo. Favorevoli all’emendamento. Ciavatta (Rete): Sosteniamo emendamento perché crediamo che a parte lo 0.5 per mille (si tratta di 300 mila euro all’anno) è adeguato il principio. Mettiamo dei tetti all’utilizzo di consulenze. Fabbri (Ps): Da diversi anni dovrebbe esistere una normativa che impone al Congresso di Stato di redigere un documento in cui vengono elencate tutte le consulenze. E’ stato fatto? Carattoni (Psd): La soluzione non è quella del tetto massimo. Non tiene conto delle esigenze che si manifestano nel corso dell’anno. Il tema va affrontato ma in maniera diversa. La pubblicazione delle delibere è già un passo in avanti. Segretario Venturini: C’è stata forte attenzione da parte del Governo in questi anni sul tema delle consulenze. Rispetto ad anni passati, dove forse c’è stato anche un abuso, adesso sono molto più limitate. L’emendamento è respinto. Art 15 ter Celli (Ps): A più riprese ultimamente si è parlato di aprire una linea di credito esterna con soggetti istituzionali. Ci auguriamo non debba succedere. In ogni caso a nostro avviso scelte di questo tipo se venissero prese dovranno passare per forza in Consiglio Grande e Generale ed ottenere una maggioranza qualificata pari ai due terzi. Questo articolo rappresenta una garanzia perché per scelte del genere chiede una maggioranza qualificata. Zafferani (Civico 10): D’accordo con proposta. La proposta fatta consente all’Aula consiliare di esercitare un maggiore controllo sulle politiche di indebitamento dello Stato. Che, mi auguro, cessino quanto prima. Segretario Capicchioni: Se il riferimento era all’apertura di una linea di credito fatta allo Stato italiano per fronteggiare una possibile situazione precaria della nostra liquidità a causa della voluntary disclosure, posso solo dire che ancora questa linea di credito non è stata né accordata né definita. Sbagliato parlare di prestito. L’emendamento è respinto

Art.16 Camera di Commercio
All’articolo 16 sono stati presentati emendamenti da Ps, Rete e dai consiglieri Bronzetti e Lazzari. Andreoli (Ps): Lo stanziamento di cui al comma 1 è subordinato alla attuazione dell’articolo 53 della Legge del 23 dicembre 2014 n. 219, nonché all’effettuazione della tenuta dei pubblici registri in materia di società ed imprese di cui all’articolo 43, 2 comma della Legge 22/12/2012 n. 194. Chiediamo, prima di dare attuazione al trasferimento degli 80 mila euro, che si proceda con la messa in opera dell’articolo di legge presentato con la recente Finanziaria. Tonnini (Rete): Il nostro emendamento prevede che il contributo sarà calcolato secondo le modalità previste dall’articolo 3 della legge 26 maggio numero 71 ossia sulla base della percentuale delle tasse di licenza o patenti di esercizio. Vogliamo riportare l’attuale legge allo spirito originario. La Camera di Commercio deve diventare autonoma dal finanziamento statale. Una percentuale pari al 6% delle tasse di licenza: questo corrisponderebbe a circa 140 mila euro. Bronzetti (Indipendente): Il concetto alla base del nostro emendamento è quello che vorrebbe per la Camera di Commercio l’autonomia finanziaria. Richiediamo l’annullamento del contributo di 80 mila euro che invece dovranno essere destinati all’acquisto di un defibrillatore per ogni impianto sportivo. L’eventuale eccedenza invece dovrà essere destinata a un fondo per la disabilità. Belluzzi (Psd): In questi emendamenti vi è una particolare sensibilità nei confronti della Camera di Commercio. Uno degli argomenti urgenti che deve essere subito preso per le corna e affrontato. Non è questo il luogo adatto ma dobbiamo quanto prima affrontare il tema di un ente che deve contribuire allo sviluppo del Paese. Santolini (Civico 10): Sono d’accordo con tutti e tre gli emendamenti. Per i motivi che elenchiamo da tempo. La Camera di Commercio può contare su una partecipazione rilevante all’interno della Giochi del Titano e dunque io credo sia giusto smettere di dare soldi alla Camera. Segretario Arzilli: Non c’è omogeneità negli emendamenti. La Camera di Commercio necessità di una riforma che è già sui tavoli della maggioranza da diverso tempo. La sua riforma è uno degli obiettivi di questo Governo. Io rimando le scelte sul finanziamento della Camera di Commercio, che deve essere comunque autonoma, alla riforma. Chiedo di bocciare gli emendamenti: approvare quello del consigliere Bronzetti o del Ps equivarrebbe alla chiusura della Camera di Commercio.

Pedini Amati (Indipendente): Tutte le Camere di Commercio italiane si basano su una parte del contributo dato all’erario dalle imprese. Una delle pecche dell’ente camerale è che non attira investitori. Santi (Civico 10): Da 3 anni parliamo di una Camera di Commercio che deve essere riformata ma non facciamo niente. E’ sempre lo Stato a finanziare per fare quadrare i conti. Cenci (Pdcs Ns): Questo stanziamento di 80 mila euro è solo per ridurre quello che altrimenti sarebbe dovuto per legge. Mazza (Pdcs Ns): La Camera di Commercio deve sempre più svolgere un ruolo per la pubblicità degli atti. La trasparenza del nostro sistema economico si garantisce con la visura camerale. Come in altre realtà. Ciavatta (Rete): Nel momento in cui la Camera di Commercio dovesse avere come contributo una percentuale sulle licenze sarebbe quello il momento in cui sarebbe più interessata a svolgere al meglio il suo ruolo. L’assistenzialismo statale non stimola a svolgere al meglio il lavoro attribuito. Gasperoni (Psd): Il problema della Camera è di sapere cosa deve fare. Non è il contributo a scandalizzarmi. Deve essere un ente di promozione e attrazione degli investimenti. La tenuta del registro può essere fatta anche dall’Ufficio Industria. Zeppa (Rete): Se per il terzo anno consecutivo arriva in Finanziaria una deroga su Camera di Commercio allora io mi chiedo quanto allo Stato interessi Camera di Commercio? Ci si crede in Camera di Commercio? Perché si tarda tanto nella presentazione di questo progetto di legge? Immorale che le risorse arrivino dalla Giochi del Titano. Segretario Capicchioni: Camera di Commercio deve promuovere le nostre imprese all’estero oltre ad attirare investitori. Mi auguro che il collega Arzilli porti al più presto in Aula la riforma sulla Camera di Commercio perché questo importante ente deve svolgere al meglio il suo ruolo in favore del territorio. Sarà quella la sede in cui parlare del suo finanziamento. Chiedo di respingere gli emendamenti.

Andreoli (Ps): Mi attendevo da parte del Segretario una qualche indicazione su una volontà del Governo vicina alla nostra proposta. Tonnini (Rete): Aspetteremo il progetto di legge di riforma del Segretario Arzilli. Di impegni ne abbiamo sentito parecchi. Bronzetti (Indipendente): Devo dire al Segretario Arzilli che i tre emendamenti non mi sembrano così distanti. I tre quarti delle persone che si sono espresse fino adesso la pensano così su Camera di Commercio ben venga l’auspicio del Segretario ossia di giungere in tempi brevi a una riforma della Camera. Significa però che c’è qualcosa che non funziona. Il Governo sia conseguente.
Tutti e tre gli emendamenti sono respinti.

Il Ps presenta un emendamento aggiuntivo dell’articolo 16 bis. Crescentini (Ps): Entro il 30 giugno 2016 chiediamo di inoltrare alla Agenzia per lo Sviluppo Digitale, richiesta di formulare apposito progetto di comunicazione digitale certificata: (PEC) Posta elettronica Certificata. Segretario Capicchioni. “C’è già una delega del Governo sul tema della Posta elettronica Certificata. E arriveremo alla sua istituzione prima della scadenza indicata dal Ps.
L’emendamento è respinto. (27 voti favorevoli, 27 voti contrari 1 astenuto).

Con l’approvazione dell’articolo 17 si chiude la seduta serale.

16 dicembre 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»