Fine vita, Binetti: “Non strumentalizzare le parole del Papa”


“Si sta facendo un’operazione mediatica di sfruttamento delle parole del Papa per piegarle all’accoglimento della legge (sul fine vita, ndr.) così com’è”. Lo sottolinea Paola Binetti, co-autrice del libro ‘Servono ancora i cattolici in politica? Testimonianze del dibattito parlamentare sul valore della vita e sul testamento biologico’ che viene presentato nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.

“Qual è il ruolo del cattolici in politica oggi? La risposta ce la dà in maniera esemplare l’intervento del Papa- sottolinea la parlamentare Udc- Il Papa, intervenendo sul tema del fine vita, come sollecitato da più parti, ci dice con chiarezza due cose: che al ‘no’ all’accanimento terapeutico e al principio di proporzionalità delle cure bisogna affiancare un grande rispetto per la vita; e che nessuno ha il diritto di accelerare la morte, nessuno ha il diritto di intervenire ponendo fine alla vita di un’altra persona”.

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“Mi sembra ci sia nell’aria- sottolinea l’esponente centrista- una sorta di manipolazione delle sue parole. Io devo dire che un cattolico impegnato in politica legge le parole del Papa all’interno di tutto il suo magistero e quindi lo legge anche all’interno di tutte le parole straordinarie che il Papa ha detto in molteplici occasioni assumendo il valore dell’etica della cura del paziente, dell’accompagnamento della fragilità delle persone e lo fa dicendo che dobbiamo viverle come quel famoso ospedale di campo in cui ci si inchina sui bisogni del paziente e se ne fa carico fino in fondo”.

“La legge (sul fine vita, ndr.)- aggiunge Paola Binetti (Udc)- così com’è io non l’ho votata alla Camera e se dovesse tornare di nuovo qui sicuramente non la voterei. Questa legge contiene in sé due virus: il primo è che manca il principio di proporzionalità e quindi anche rispetto alla sospensione di nutrizione e idratazione questa legge li affida esclusivamente alla volontà del paziente ignorando la lettura adeguata del suo percorso e del suo processo di malattia; la seconda cosa è che questa legge in qualche modo mortifica profondamente la libertà del medico perché assegna al paziente tutti i diritti e assegna al medico soltanto i doveri e tra questi doveri quello di assecondare la volontà del paziente e non quello di agire in scienza e coscienza”.

16 Nov 2017
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