Lovisolo (Aics Tunisi): “Punto su formazione e Pmi”

ROMA  – “Negli ultimi anni la situazione economica e sociale in Tunisia è cambiata: il Pil è diminuito dopo gli attentati terroristici del 2015, e a farne le spese è stato il settore del turismo. La disoccupazione giovanile – all’origine delle sommosse del 2010-2011 – è al 30%. Per questo voglio intervenire nella creazione di lavoro ma soprattutto nella formazione”. A parlare con l’agenzia DIRE il direttore Flavio Lovisolo, da poche settimane nuovo rappresentante della sede dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) nella capitale tunisina.

Dare impulso alle Pmi è un modo per rispondere alla mancanza di lavoro, osserva il rappresentante, tuttavia “vogliamo avviare interventi nel settore educativo, non solo a livello di scuole primarie e secondarie ma anche nell’ambito della formazione professionale: riteniamo utile fornire una preparazione adeguata alle necessità del mercato del lavoro”.

A fine novembre il governo tunisino ha realizzato un grande appuntamento internazionale, ‘Tunisia 2020’, per dimostrare ai governi e alle aziende estere che la Tunisia offre grandi opportunità di investimento e far ripartire il Paese. “L’Italia è presente, e lo ha dimostrato in quell’occasione promettendo 360 milioni di euro per la Cooperazione”, dice il direttore Lovisolo.

“E’ da quando l’ufficio è stato aperto, negli anni ’90, che vengono svolte attività a sostegno del settore privato e per la decentralizzazione di quello locale e rurale, soprattutto nelle regioni del sud, attraverso l’espansione delle coltivazioni, tra cui significativa è quella della palma da dattero. Io intendo rispettare questa tradizione” spiega ancora, aggiungendo che grande successo ha riscosso “la linea speciale di credito per il sostegno alle Piccole e medie imprese, messo in atto già da tempo. Questo permette di avere accesso alla tecnologia italiana, inoltre a tassi concorrenziali rispetto a quelli normali di mercato”. Flavio Lovisolo quindi ricorda che la crisi economica ha rallentato il consolidamento del processo democratico avviato dopo la caduta del regime di Ben Ali. Il paese si è molto indebitato. “L’Italia ha garantito il suo aiuto, e infatti è con grande entusiasmo che è stata accolta la conversione del debito italiano di 25 milioni in crediti di aiuto”. La firma dell’accordo è avvenuta martedì. “Questo- spiega il rappresentante Aics- significa che il debito è stato cancellato. Quel denaro sarà reimmesso nel Paese in moneta locale, per creare sviluppo”.

Infine, annuncia, “vogliamo intervenire per attenuare l’impatto della crisi nelle fasce più povere, eventualmente introducendo servizi sociali anche attraverso l’imprenditoria privata. Ma ne dobbiamo ancora parlare con le controparti tunisine”, conclude il direttore Aics.

15 Dic 2016
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