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Londra, un testimone: “Ora terroristi colpiscono anche in periferia, nessuno più sereno”


ROMA – “Pare che ci sia un secondo ordigno, per questo sono appena rientrato in casa, come ci hanno chiesto di fare gli artificeri. Non ho sentito comunicazioni ufficiali ma sembra ormai certo che ci sia stato un attentato, che sia terrorismo“. Con l’agenzia DIRE parla Massimo Tortorella, avvocato italiano che vive a Londra da sette anni, presidente della Consulcesi, associazione che rappresenta 100mila medici in tutta Italia.

Massimo aveva appena salutato i figli, saliti sullo school bus, quando si è accorto del frastuono proveniente dalla vicina fermata della metropolitana di Parsons Green, in cui stamani poco dopo le otto è esploso un ordigno all’interno di un vagone. Il suo appartamento è situato infatti poco lontano. Ha quindi impugnato lo smartphone e realizzato alcuni video che mostrano l’intervento dei soccorritori, il brulicare dei medici e paramedici per dare assistenza alle persone ferite, forse – dice – anche da sostanze chimiche. “In questo momento ci sono tante ambulanze ma soprattutto tanti poliziotti, almeno un centinaio, che entrano casa per casa alla ricerca degli eventuali responsabili. Tra poco suoneranno anche da noi. Dalle finestre stiamo seguendo questa ricerca forsennata”.


“I TERRORISTI STANNO COMINCIANDO A SCEGLIERE OBIETTIVI MENO SORVEGLIATI”

Il testimone prosegue spiegando che ora, lui e i suoi vicini, “sono molto preoccupati. Prima ci sentivamo al sicuro perché non abitiamo nel centro, non stiamo a Picadilly, ma evidentemente i terroristi stanno cominciando a scegliere obiettivi meno sorvegliati, lontani da quelli sensibili. Si accontentano di zone meno importanti”. Parsons Green è situata infatti nella Zona due di Londra, “quindi molto lontana dal centro (che a Londra è particolarmente vasto), eppure i terroristi ci hanno raggiunti. Inoltre è una zona residenziale, con una forte presenza di residenti italiani ed europei in generale: se il loro obiettivo era quello di mandare un messaggio contro l’Europa, questo forse è il luogo ideale”. Tortorella ricorda con angoscia che il bus su cui erano saliti i suoi figli era appena passato davanti la fermata della metropolitana quando l’attentato è avvenuto, “per fortuna non gli è capitato nulla. Ma nessuno può più stare sereno”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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15 settembre 2017

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