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Scuola, il sottosegretario Faraone: situazione edilizia grave, servono 12 miliardi

scuolaLa situazione dell’edilizia scolastica in Italia “è dura”, i 4 miliardi investiti “sono una boccata d’ossigeno ma non bastano”. Sono alcuni dei passaggi dell’intervento di Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, intervistato su Canale5 nella ‘Telefonata’ di Maurizio Belpietro.

Il sottosegretario oggi è a Ostuni per verificare personalmente quanto successo ieri, con il crollo dal soffitto dell’intonaco in una classe di seconda elementare che ha colpito in pieno due bambini durante una lezione: “I Vigili del fuoco hanno sequestrato l’intero edificio, quello che è accaduto puo’ succedere in altre aule. I lavori sono stati fatti male, verificheremo la situazione. Non è un problema di mancanza di risorse, che c’erano. C’è stato un progetto, qualcuno ha lavorato male, qualcuno ha controllato male. Questo qualcuno deve pagare”.

Per Faraone il caso di Ostuni “è simile a quello di Rivoli, dove è morto un ragazzo. I lavori sono stati realizzati male” e ha parlato di “responsabilità dell’impresa e degli enti pubblici che non hanno controllato. Verificheremo le responsabilità”.

Per quanto riguarda la situazione in generale, il sottosegretario ha ricordato che “il 22 aprile presenteremo l’anagrafe dell’edilizia scolastica, la renderemo pubblica perché è giusto che i cittadini sappiano” e ha parlato di una situazione “veramente dura, bisogna intervenire con assoluta attività di emergenza e con risorse economiche ingenti. Si è perso tempo in questi anni in cui non ci sono state opere di manutenzione”.

Dal punto di vista finanziario, “abbiamo investito 4 miliardi in due anni, tra il 2014 e il 2016. Alcuni interventi sono stati realizzati, altri cantieri sono partiti e non si sono conclusi, altri inizieranno alla fine di quest’anno. Se sono sufficienti? No, sono una importante boccata d’ossigeno, ma la situazione delle scuole in questo Paese è molto grave. Servirebbero 12 di miliardi? È una stima plausibile”. In tutta Italia ci sono comunque “tanti edifici a norma” e dall’anagrafe dell’edilizia “emergeranno anche dati positivi. Se chiuderemo gli edifici che non sono sicuri? Lo verificheremo di volta in volta”.

14 aprile 2015

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