Politica

Da Lorenzin solidarietà a Meloni e Bedori: “Misogini, questo non è un Paese per donne”

B. LorenzinROMA – “Questo Paese non è per le donne. Ciò che sta accadendo in questi giorni è incredibile, rivela una misoginia di fondo”. Cosi’ il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, commenta il caso Bertolaso-Meloni e quello della m5s Bedori.

“Mi spiace molto per la candidata milanese del Movimento cinquestelle costretta a ritirarsi- prosegue-: un candidato può essere più o meno valido, ma il tema non può riguardare le sue caratteristiche fisiche. Nessuno dice ad un maschio che è brutto e grasso. Tutto questo dimostra un non rispetto per la donna, un non riconoscimento della donna come soggetto politico e come persona. Le dichiarazioni di Bertolaso che goffamente si trincera dietro la maternità della Meloni per mascherare una crisi politica, evidenzia più di mille ragionamenti come la maternità non sia in Italia un elemento di ‘prestigio’ e di ‘valore’ aggiunto per l’intera società, neanche nella politica che dovrebbe essere l’avanguardia delle auspicate trasformazioni sociali”.

“La maternità- dice ancora Lorenzin- non è un disvalore, anzi un valore aggiunto per una donna che si occupa della cosa pubblica, perché ti dà una sensibilità verso gli altri, verso la sofferenza. Nella mia esperienza personale la maternità mi ha ulteriormente arricchita. C’è, come si è visto nel dibattito di questo periodo, un tema che riguarda la questione femminile, che non si riduce al fatto di ricoprire o meno un ruolo apicale, ma che rivela una sottovalutazione del ruolo della donna”. “Credo che i tempi siano più che maturi per leadership femminili e certamente, di fronte ad atteggiamenti come questi, è il momento di darsi da fare per dimostrare di cosa siamo capaci. Faccio alla Bedori e alla Meloni i miei auguri e dico loro: chi vi critica in quanto donne non vi merita”, conclude.

14 marzo 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»