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Crisi, chiude Alstom a Sesto. Oltre 230 licenziamenti

MILANO – Chiude la ditta transalpina leader in impianti e manutenzione elettrica Alstom Power di Sesto San Giovanni, e soprattutto la chiusura porta in dote più di 230 licenziamenti. La situazione è nata in seguito ai progetti di ristrutturazione della General Electric, che ha deciso durante lo scorso autunno di acquistare il colosso francese con una gigantesca operazione da 13,5 miliardi di dollari. L’annuncio è stato comunicato nella serata di mercoledì 13 ad Assolombarda: sono 236 gli esuberi, tra cui si dice che 220 lasceranno entro la fine di quest’anno, mentre verrà chiuso il sito produttivo. Scendendo nel dettaglio, si tratta di 132 operai e 102 dipendenti del service che effettuano manutenzione alle centrali elettriche in giro per il mondo.

Alstom_BolognaGli stabilimenti Alstom Grid e Alstom Ferroviaria non saranno toccati, ma presumibilmente si tenterà di portare la questione a livello nazionale. I sindacati annunciano battaglia, assicurando non essere “disposti a discutere di licenziamenti- come spiegano dalla Fiom- ma solo a mantenere la produzione e il sito”, intimando alla General Electric di “fare marcia indietro” e di “fare una proposta per il rilancio” perché “gli operai sono competitivi e il lavoro lo sanno fare”. La GE dal canto suo si fa sentire attraverso un comunicato. I vertici aziendali dichiarano che si impegneranno “a essere totalmente trasparenti durante l’intero processo” e lavoreranno “per implementare il piano di integrazione e riorganizzazione attraverso una stretta e costruttiva collaborazione con i rappresentanti dei dipendenti”.

“Considerando le dimensioni attuali di GE in Italia e la sua piattaforma industriale- continua l’azienda- ci sono tutti i presupposti per offrire delle opportunità ai dipendenti coinvolti con competenze appropriate e trasferibili. L’esperienza e le competenze tecniche dei dipendenti dello stabilimento di Sesto San Giovanni sono tenuti in grande considerazione da GE. Faremo ogni sforzo possibile per collaborare con i dipendenti al fine di individuare nuove opportunità, dando la priorità alla mobilità interna e ad altre soluzioni praticabili”.

di Nicola Mente, giornalista

14 gennaio 2016

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