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Usa, Giro: “Obama trova in Mattarella alternativa a Ue introversa”

Mario-Giro

Per il viceministro degli Affari esteri Mario Giro, l’incontro tra il presidente Sergio Mattarella e il suo omologo statunitense Barack Obama di martedi’ scorso “non e’ stato un colloquio formale, ma un’occasione per discutere temi sostanziali e di grande attualita’”, quali la situazione in Iraq, in Libia e la crisi dei rifugiati nel Mediterraneo. Come spiega il viceministro, raggiunto telefonicamente dalla Dire, “per Obama la crisi dei rifugiati in particolare e quella del Medio oriente in generale sono sfide globali, che a mio avviso l’Europa sta affrontando in maniera introversa. Credo che gli Stati Uniti nutrano forte preoccupazione per la fragilita’ europea attuale. E nel presidente Mattarella- sottolinea Giro- il leader americano ha trovato un interlocutore saggio e profondo con il quale ha potuto dialogare su questo”. Pertanto, il viceministro valuta positivamente i risultati di quella “importante” missione, in primo luogo a proposito di Libia, sulla quale gli Stati Uniti “sposano la prudenza delle scelte italiane, non volendo commettere errori del passato” osserva ancora il vice capo del Mae, per il quale e’ indispensabile “un governo libico con il quale poter interloquire”.

A proposito di emergenza migranti, l’intervento della Nato nel Mediterraneo, annunciato da Obama durante l’incontro con Mattarella, e’ indice del fatto che gli americani “si vogliono impegnare direttamente su questo fenomeno che considerano una crisi globale. Gli Usa stessi- ricorda Giro- ne conoscono le conseguenze e la sfida nella loro frontiera meridionale con il Messico. E non e’ un caso che papa Francesco vada in quel Paese, a Ciudad Juarez”, citta’ divenuta il simbolo dell’immenso flusso di latino americani e centro americani verso gli Stati Uniti, del narcotraffico, dei racket e della violenza senza scrupoli, e della quale Giro ammette: “Non posso dimenticare le terribili immagini della distesa di croci rosa, quelle delle tante donne uccise proprio in quell’area”.

Tema delicato quindi, sul quale “Obama ha dimostrato la stessa sensibilita’ di Mattarella e del governo italiano”, e il cui lavoro degli ultimi tempi per Giro “si puo’ sentetizzare con lo slogan impiegato dal premier Renzi #restiamoumani”. Anche sul trattato del commercio Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) ancora in fase negoziale “gli Usa sannno che la posizione dell’Italia e’ favorevole mentre da mesi ci sono resistenze di altri paesi, come ad esempio la Germania”. In generale, il viceminitro ritiene che il capo della Casa Bianca “non abbia usato parole scontate nei confronti dell’Italia: gli amercani in generale e Obama in particolare- aggiunge- non fanno mai complimenti per caso… Soprattuto agli europei. Incontrando Mattarella, Obama ha riconosciuto le novita’ del governo Renzi, le sue riforme, e ha voluto testimoniare la sua amicizia per questa nuova Italia, un partner che- conclude- reputa serio e affidabile”.

13 febbraio 2016
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