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Migranti, Calabria ‘a piedi scalzi’: “Pronta ad accogliere”

marcia scalziLAMEZIA – “Questa marcia e’ un’iniziativa simbolica, vale la pena farla. Non si puo’ piu’ perdere tempo con chi pensa di accogliere un certo numero di migranti o meno, facendo dell’emergenza emigrazione solo una questione di numeri”. Lo ha detto don Giacomo Panizza, presidente della Comunita’ Progetto Sud, che ieri sera ha partecipato alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi nel centro cittadino di Lamezia Terme.

Il sacerdote bresciano da quarant’anni trapiantato in Calabria ha poi aggiunto: “In questa regione starebbero bene mezzo milione di migranti, di eta’ compresa tra zero e 35 anni. La loro accoglienza e integrazione in questa terra consentirebbe di tenere aperte le scuole che stanno chiudendo, di avere nuova forza lavoro per i campi e per l’artigianato. Se vogliamo essere intelligenti e lungimiranti – ha ribadito don Panizza – se vogliamo pensare al futuro dei nostri figli e anche ai nostri anziani, dobbiamo sposare la politica dell’accoglienza. In Calabria, in particolare, c’e’ posto per mezzo milione di stranieri”. La marcia lametina e’ stata organizzata da Arci, Cnca, Sprar “Due Soli” e “Luna Rossa”; ad aderire all’invito la Cgil, molte sezioni scout della citta’, e numerosi sodalizi impegnati in campo sociale e culturale.

La manifestazione si e’ snodata per le vie del centro di Lamezia e si e’ conclusa con delle letture di brani di Pasolini e con le richieste da lanciare a tutta Europa, ovvero l’apertura di corridoi umanitari sicuri; accoglienza degna e rispettosa per tutti; chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti; creazione di un vero sistema unico di asilo che superi il regolamento di Dublino. La marcia delle donne e degli uomini scalzi ha coinvolto anche altre citta’ calabresi come Cosenza, Reggio Calabria e Crotone dove una delegazione, di cui ha fatto parte un migrante, e’ stata ricevuta dal prefetto. La manifestazione crotonese, svoltasi sul lungomare, si e’ incrociata con quella di Forza Nuova che metteva in mostra degli scarponi, a simboleggiare le scarpe rotte degli italiani ma non ci sono stati scontri tra i due gruppi di manifestanti. Le rispettive marce si sono svolte pacificamente

12 settembre 2015

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