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L’annuncio di Paci: entro fine anno stop ai debiti per la Sardegna

consiglio regionale sardegna“Da quest’anno non accadrà più che la Regione farà promesse di pagamento che non potrà mantenere: spendendo tutto quello che incassiamo riusciremo a chiudere i debiti pregressi e soprattutto a non aprirne nuovi”. Così l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci, commentando l’accordo firmato a luglio con il governo centrale che permette alla Sardegna di non sottostare ai vincoli del patto di stabilità.

“È un risultato straordinario perché non stiamo più parlando di promesse di pagamento, non più cifre stanziate e non spendibili ma solo certezze- sottolinea Paci- I primi giorni di febbraio abbiamo pagato un terzo dei debiti con Enti Locali, Università, Cultura, Agricoltura, Sanità e Sociale, per fare solo alcuni esempi. Vogliamo chiudere la partita dei debiti entro quest’anno- conclude- in modo da ripartire nel 2016 con la consapevolezza di non dover più pensare al passato ma di poterci concentrare solo sulle cose da realizzare nel presente e per il futuro della Sardegna”.

Le tasse aggiuntive pagate dai sardi per abbattere il debito pubblico “rimarranno in Sardegna e saranno usate solo ed esclusivamente per ridurre il debito pubblico dei sardi: si tratta di 200 milioni all’anno per 4 anni- spiega in una nota la Regione- Con il comma 5 dell’articolo 38 del ddl Stabilità, il Governo lo scorso dicembre ha riconosciuto alla Sardegna il diritto a trattenere nell’Isola il ricavato delle cosiddette tasse di scopo”.

In questo modo “i soldi dei sardi rimangono ai sardi e allo stesso tempo viene ribadita la sovranità della Sardegna in materia di entrate così come stabilito dallo Statuto- spiega Paci- soluzione semplice ma molto forte nei suoi significati politici e simbolici. Tutto questo significa che il nostro debito pubblico si riduce notevolmente, pagheremo molto meno la rata del mutuo (risparmieremo circa 40 milioni solo nel 2015), e dunque sarà più sostenibile la contrazione del nuovo mutuo per il Piano Infrastrutture che rimetterà in moto l’economia dell’Isola e l’aiuterà a superare lo storico gap che tanto la penalizza”.

10 marzo 2015

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