Europa

Migranti, Giro: “L’Unione europea cincischia, noi puntiamo su lavoro a casa loro”

Mario-GiroROMA – “L’Europa cincischia ma noi abbiamo bisogno di iniziare e dare qualcosa di concreto, creare modelli in Africa che siano semplici e ripetibili per dare lavoro alle persone a casa loro. E’ l’unico modo che abbiamo perchè queste opportunità vengano colte invece di costringere la gente a migrare e rischiare la vita”. Lo dice il viceministro agli Esteri, Mario Giro, nel corso di una audizione alla Camera davanti alla commissione Esteri su Agenda 2030. In questo ambito, continua, “bisogna essere pragmatici perchè c’è una connessione tra creare lavoro nei paesi d’origine e fermare la migrazione.

E’ una cosa che fa leva sull’altra”. Giro ricorda che l’esecutivo ha già “progetti in corso” che producono successi in ordine di “centinaia di persone. Dobbiamo arrivare a migliaia” e avere pazienza, perchè “non ci sarà un impatto immediato sui flussi migratori”, ma sul lungo termine sì. L’obiettivo dell’Italia è “intensificare gli sforzi” e “aumentare le risorse”. Il vice ministro punta i fari sulla Guinea che è “diventato il secondo paese di flusso in questi mesi”.

Giro ricorda anche che “nella legge di bilancio di quest’anno c’è un fondo per l’Africa che noi abbiamo chiamato Africa Act” che è “uno strumento per prioritario”. Infine l’agenda 2030 che è “una agenda universale”. Inoltre il piano triennale della cooperazione è “pronto” e verrà consegnato “prima della fine dell’anno”. Questo piano, conclude in sintesi, è “il più onnicomprensivo possibile, la cooperazione all’esterno dell’Italia coinvolge tutti i ministeri, non solo gli Esteri. E’ importante darci una linea strategica comune come ministeri, andare tutti in una direzione anche se ognuno con la sua autonomia e indipendenza“.

di Luca Monticelli, giornalista professionista

9 novembre 2016
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