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Stragi, la rabbia di Bolognesi: “Un flop la desecretazione degli atti”

P. Bolognesi

P. Bolognesi

BOLOGNA – La direttiva sulla declassificazione degli atti sulle stragi che hanno costellato la storia italiana, firmata un anno fa dal premier Matteo Renzi, “la chiedevamo da una vita, benissimo. Però non funziona”. Torna alla carica Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna e deputato Pd, intervistato stamattina ai microfoni di Popolare network.

I ministeri interessati “non collaborano” e “non applicano la direttiva”, afferma Bolognesi, per cui “un’applicazione coerente e controllata di questa operazione al momento non c’è”. Finora dalla Difesa e dagli Esteri “è arrivata un po’ di rassegna stampa”, spiega il parlamentare, solo “poca roba”. Di recente, da parte della Difesa “sono state depositate delle carte su Ustica, dobbiamo ancora vedere di cosa si tratta- aggiunge il portavoce dei familiari- però se fanno il paio con le precedenti, siamo messi veramente male”. Tra l’altro, è difficile controllare e capire a che punto è la declassificazione: “Non c’è un elenco di tutti i documenti riguardanti questo o quell’argomento. Io posso controllare che mi venga dato tutto nel momento in cui mi si dice ‘su Bologna- è l’esempio di Bolognesi- abbiamo, come servizi e aministrazioni varie, mille, cento o un miliardo di documenti e di questi non ti diamo a, b, c e d perchè c’è un collegamento con gli Stati esteri, tutto il resto te lo diamo’. Allora, posso controllare cosa mi dai e cosa non mi dai”, altrimenti è impossibile. Inoltre, segnala Bolognesi, in molti dei documenti divulgati abbondano le strisce di “nero” e gli “omissis”: un atto così presentato “alla fine è una lettera che non dice niente, sai che un certo signore ha parlato con un altro signore, che non sai chi sia, e via di questo passo”.

Per Bolognesi, poi, è necessario che coloro che hanno le carte “non facciano la selezione a monte dei documenti da dare, ma li prendano e li diano all’Archivio di Stato e sarà l’Archivio a fare la selezione delle cose che si possono divulgare o meno”. Questo perchè “non possono essere coloro che finora hanno coperto le cose ad essere quelli che le scoprono”, manda a dire il deputato: “Ci sono ancora coperture e interessi”, sia politici che economici, senza dimenticare che “molti personaggi sono ancora lì che navigano e hanno fatto carriera”. Eppure, quelle di cui si parla “sono tutte cose- rimarca Bolognesi- che non hanno più ragione di avere un segreto, come da direttiva”.

Che finora la messa a disposizione delle carte sia andata a rilento, peraltro, secondo Bolognesi è un grosso peccato perchè, grazie alle nuove tecnologie, oggi si potrebbero analizzare i documenti con grande velocità e con maggiore possibilità di individuare collegamenti tra diverse stragi e diversi filoni di indagine: un’opportunità che rappresenta “una finestra estremamente aperta verso i mandanti e verso coloro che hanno finanziato gli esecutori della strage”, fa notare Bolognesi.

di Maurizio Papa

09 aprile 2015

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