Intervista ad Adele Tonnini - DIRE.it

San Marino

Intervista ad Adele Tonnini

adele_tonnini_rete_smNome: Adele

Cognome: Tonnini

Luogo e data di nascita: San Marino, 24/06/1977

Professione: Dipendente Privato

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Rete

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Si dovrebbe parlare di COME. Il metodo infatti è quello che continua a determinare il funzionamento in bene o in male delle cose, cioè la mancanza di trasparenza, la non condivisione sui progetti con la cittadinanza, il voler portare avanti le cose a prescindere dall’opinione pubblica. Anche l’idea più bella del mondo infatti se non è portata avanti con il metodo giusto non potrà mai godere della piena fiducia del paese. Ad esempio il PST mi è sempre piaciuto come progetto, perché potrebbe avere una forte connotazione come motore di sviluppo se orientato a un’idea diversa di paese. Purtroppo invece di partire dalla riqualificazione di un’area, come qualsiasi parco scientifico e tecnologico vorrebbe, si è deciso di consumare territorio. Questo dimostra che come sempre il metodo può rovinare anche il più bel progetto.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Come programma di governo ci sono delle premesse indispensabili a qualsiasi azione: 1) Si deve necessariamente partire dalla raccolta dati per avere un quadro più chiaro possibile della situazione generale. Purtroppo i dati mancano in qualsiasi ambito e questo comporta difficoltà di capire come agire al meglioi; 2)mettere fine allo strapotere del Congresso di Stato; 3)eliminare gli sprechi e privilegi esistenti. Fatto ciò, sarà possibile procedere in vari settori.

La trasparenza degli atti dovrà essere messa in pratica per una migliore e maggiore condivisione con la cittadinanza, perché si deve recuperare la fiducia con un paese fino ad ora tenuto all’oscuro di molte situazioni. Se poi guardiamo i tempi e se si andrà al ballottaggio, nei primi 100 giorni si arriverà a dicembre quando si dovrà affrontare il bilancio. Un bilancio che dovrà affrontare l’emergenza ed essere il più possibile rivolto all’operatività.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Sono diversi gli argomenti che mi interessano e verso i quali sono più sensibile. Il territorio, la sua cura e tutela è una di queste e che, come molte altre, si può sviluppare in più declinazioni. Un territorio valorizzato infatti si traduce in una migliore attrattiva turistica così come diventa un fattore culturale. Ma anche perché voglio abitare in un territorio capace di essere vissuto appieno, ricco di verde e quindi sano.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Come vogliamo che sia la San Marino del futuro? A questa domanda dobbiamo trovare risposta per impostare l’idea di sviluppo del paese. La San Marino che vorrei è quella che investe nei servizi, nella ricerca, nelle economie sostenibili e che non ha paura delle nuove idee. La tecnologia galoppante può aiutare San Marino a conquistare settori che possano anche essere spendibili e portare benefici all’interno del territorio stesso, puntando ad una maggiore autonomia delle nostre risorse. Lo si deve fare senza mai smettere di ragionare di sistema e non per comparti stagni come fatto fino ad ora, perché ogni settore può servire ad un altro. Integrare quindi tra loro i settori è determinante per economia e territorio.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea? La parola stessa Unione, ha in sé il valore che dovrebbe portare avanti l’Europa. Purtroppo negli anni questo ideale si è perso in favore della predominanza dell’economia di alcuni Stati. San Marino non può competere con Nazioni più grandi (forse solo in dimensioni) ma può inserirsi per la sua particolare connotazione. Sicuramente deve costruirsi uno spazio pretendendo un riconoscimento della propria sovranità (parola ormai troppo abusata e che rischia anch’essa di perdere valore) con competenza e decisione ma rendendosi anche disponibile a ricostruire un rapporto di fiducia incrinato, riconquistando la propria credibilità.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Una figura per me ispiratrice di un senso di umile rispetto, è quella dell’ avo Pietro Tonnini, che per pochi anni non ha potuto vedere realizzata la “fabbrica” (cioè il Palazzo Pubblico) di cui fu “capocantiere” per quasi 10 anni.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Ho seguito con interesse il percorso politico di Aung San Suu Kyi,  politica birmana di stimo il coraggio di aver portato avanti la sua battaglia in difesa dei diritti del suo paese. Durante la prigionia, Suu Kyi non smise mai di perorare la sua causa contro la dittatura militare e la sua costante opera le valse il premio Nobel per la Pace nel 1991. Una forza che ammiro perché poche persone riescono a portare avanti con così tanta determinazione le proprie idee.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Tutte le esperienze portano o hanno portato qualcosa alla mia crescita personale, la mia formazione per la base culturale che mi ha aiutato a creare una sensibilità artistica e la voglia costante di conoscere, il mio lavoro (quello manuale) per la responsabilità nel mantenere gli impegni presi nonché per l’ingegno e la risoluzione pratica dei problemi.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?
Ogni qual volta reagisce alle scelte che considera sbagliate.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

L’umiltà associata alla determinazione.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Non è stata una questione di aspirazione ma forse di necessità, nel momento in cui non c’era altra prospettiva di cambiamento, se non quella di andarsene altrove, occorre rimboccarsi le maniche e iniziare al lavorare per il cambiamento a cui si aspira.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Lo sport, sia praticato che vissuto a livello organizzativo, ha creato la coscienza del lavoro di squadra così come la determinazione al raggiungimento dei propri obiettivi. L’amore per i viaggi insegnano a non chiudere i propri orizzonti e le arti manuali, quando posso dedicarvi tempo, mi hanno insegnato a non dare nulla per scontato.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Posso dire che l’entusiasmo e la voglia di fare è tanta, così come il senso di responsabilità di un impegno preso di fronte alla cittadinanza. Sicuramente l’umiltà e la voglia di confrontarsi con la cittadinanza saranno la base di tutti i progetti che realizzeranno davvero quel cambiamento necessario alla ripresa del paese. RETE punta a valorizzare le enormi potenzialità di questo paese che, al di là dei proclami, sono la base per costruire un nuovo modello di sviluppo, non più illusorio ma futuribile.

8 novembre 2016
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